Una pistola caricata “a salvezza”quella di Tosca Ferrante: cambia la sua vita dalla Polizia al convento delle Apostoline.
Tosca Ferrante, ex poliziotta, racconta la sua trasformazione da agente a religiosa, dopo aver capito il valore di un abbraccio e l’importanza di prendersi cura dei poveri. Oggi, guida la pastorale giovanile e tutela i minori in Toscana.
L’immagine di una poliziotta, con il suo distintivo e l’uniforme blu, evoca un senso di autorità e protezione. Questa è l’immagine che si può avere di Tosca Ferrante, una donna che ha indossato con orgoglio l’uniforme della Polizia di Stato italiana dal 1989 al 1994. Durante quei cinque anni, Tosca ha affrontato situazioni complesse e ha incontrato volti segnati dalla sofferenza: delinquenti, tossicodipendenti e giovani donne vittime di sfruttamento. Queste esperienze, pur portando con sé momenti di gioia e realizzazione, hanno anche generato in lei un profondo senso di inquietudine e domande sul significato della vita.
Il percorso di trasformazione
Il motto della Polizia, “Esserci sempre”, ha preso una forma nuova nella vita di Tosca, che ha iniziato a percepire ogni incontro come un’opportunità per esercitare una vera prossimità umana. La sua empatia si è manifestata in occasioni toccanti, come quella in cui ha interagito con un giovane minorenne in difficoltà . In quel momento, il ragazzo ha chiesto un semplice abbraccio, un gesto che rappresenta il calore umano e la connessione. Pur non potendo esaudire quella richiesta a causa della sua uniforme, Tosca ha sentito una profonda crisi interiore. Tornata a casa, ha riflettuto su chi stava diventando e su quale fosse il suo vero scopo.
La nuova vocazione
Questo episodio ha segnato l’inizio di un profondo discernimento spirituale che l’ha condotta verso una nuova vocazione: quella di servire Dio attraverso la vita religiosa. Dopo un periodo di riflessione, Tosca ha deciso di entrare nell’Istituto delle Suore Apostoline, un passo che ha descritto come naturale e non eclatante. La sua nuova vita si è rivelata un continuum della sua missione di prendersi cura dei più vulnerabili, proprio come faceva da poliziotta.

L’impegno attuale
Oggi, suor Tosca è impegnata nella pastorale vocazionale e giovanile, oltre a coordinare il Servizio Regionale per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili in Toscana. Le sue esperienze passate le hanno insegnato che le vocazioni non si trovano solo in un percorso prestabilito, ma emergono dall’incontro con le realtà quotidiane e le necessità degli altri. La sua testimonianza è un invito per i giovani di oggi a non temere di esplorare la propria chiamata, a guardare attorno a sé e a scoprire come le loro vite possano diventare una risposta alle povertà e alle ingiustizie del mondo.
Suor Tosca Ferrante è un esempio vivente di come la vita possa prendere direzioni inaspettate, ma sempre guidate da un profondo desiderio di amore e servizio. La sua storia ci ricorda che, in ogni scelta e in ogni incontro, possiamo trovare tracce del divino, invitandoci a vivere una vita dedicata al bene degli altri. La sua vocazione è un faro di speranza, un segno che l’amore può trasformare le vite e che, anche nei momenti di crisi, Dio è presente, pronto a guidarci verso il nostro vero scopo.