Parolin: Giovanni Paolo II un faro inesauribile

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Parolin celebra Giovanni Paolo II come pellegrino instancabile durante la sua omelia per il XX anniversario della sua morte.

Il cardinale sottolinea il suo messaggio di pace, l’amore per Cristo e la responsabilità della giustizia. In conclusione, invita a pregare affinché benedica l’umanità lacerata.

La celebrazione del ventesimo anniversario della morte di Giovanni Paolo II, avvenuta il 2 aprile 2005, ha rappresentato un momento di profonda riflessione per tutti i fedeli e le autorità presenti a Roma, tra cui la premier italiana Giorgia Meloni. Nella maestosità della Basilica di San Pietro, il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, ha messo in risalto la figura straordinaria di Papa Wojtyla, il cui magistero è stato caratterizzato da un profondo amore per Cristo e un instancabile impegno per la pace nel mondo.

L’eredità di Giovanni Paolo II

Il cardinale ha ricordato come Giovanni Paolo II abbia sempre visto il mistero dell’Incarnazione come il fulcro della storia umana. La sua prima omelia, in cui esclamò: “Spalancate le porte a Cristo!”, non era solo un invito ai cattolici, ma un appello universale affinché i popoli e i governanti si facessero carico delle loro responsabilità nella difesa della giustizia e della dignità umana. In un’epoca segnata da conflitti e divisioni, la sua voce profetica continua a risuonare, richiamando l’umanità a una riflessione profonda sul valore della pace.

Durante l’omelia, Parolin ha descritto l’instancabile servizio di Giovanni Paolo II alla causa della pace, sottolineando come, anche nei momenti più difficili della sua vita, il Pontefice non abbia mai smesso di lanciare appelli per la giustizia e la riconciliazione. Le sue parole, spesso inascoltate, si sono trasformate in un’eredità di speranza per le generazioni future. Giovanni Paolo II è sempre stato un “pellegrino instancabile”, portando il messaggio del Vangelo fino agli angoli più remoti del mondo e dimostrando che la fede può essere un potente strumento di unione e pace.

I momenti toccanti del pontificato

Il cardinale ha anche ricordato i momenti toccanti degli ultimi giorni di vita di Giovanni Paolo II, dalla Via Crucis al Colosseo, dove il Papa affrontava la sua malattia con una fede incrollabile, fino all’ultima benedizione silenziosa alla finestra di Piazza San Pietro. In quei momenti, i fedeli si sono raccolti in preghiera, uniti nella speranza di un incontro con Dio, che si è realizzato nella vigilia della Domenica della Misericordia. La commozione di quel momento ha segnato non solo la fine di un pontificato, ma l’inizio di un nuovo cammino per la Chiesa e per tutta l’umanità.

Parolin ha messo in luce come Giovanni Paolo II vedesse la sua vita e la sua missione come un continuo dialogo con Dio. La sua ultima opera poetica, il “Trittico romano”, riflette questa visione, in cui ogni evento, dalla Creazione al Giudizio finale, è interpretato alla luce dello sguardo divino. Questo approccio ha conferito al suo pontificato un coraggio e una determinazione unici, permettendogli di affrontare le sfide più ardue senza mai perdere di vista l’obiettivo supremo della salvezza delle anime.

Parolin: Giovanni Paolo II un faro inesauribile
Il Cardinal Dziwisz sulla tomba di san Giovanni Paolo II (www.vticannews.va)

Un faro di speranza

L’attentato del 1981, che avrebbe potuto costargli la vita, è stato un momento decisivo, che Giovanni Paolo II ha interpretato come un segno della Divina Provvidenza. In seguito, egli scrisse nel suo testamento che Dio gli aveva dato una nuova vita, un dono da utilizzare per il bene dell’umanità. Questa consapevolezza ha guidato le sue azioni e le sue decisioni, rendendolo un faro di speranza in tempi di crisi.

La celebrazione ha anche evidenziato l’importanza del Grande Giubileo del 2000, definito da Parolin come il culmine della missione di Giovanni Paolo II. L’Anno Santo ha rappresentato un momento di rinnovamento spirituale, invitando la Chiesa a riprendere il largo con fiducia nel mare del Terzo Millennio. Le parole del Papa, che invitava tutti a essere “Chiesa in uscita”, risuonano ancora oggi, incoraggiando i credenti a navigare le acque agitate della modernità con speranza e determinazione.

Al termine della celebrazione, i partecipanti si sono recati in processione alla tomba di Giovanni Paolo II, per pregare e chiedere la sua intercessione. La cerimonia si è chiusa con l’invocazione del cardinale Baldo Reina, che ha esortato tutti a “spalancare le porte a Cristo”, ricordando l’importanza di aprire il cuore al Signore e di vivere la propria vita alla ricerca della Sua volontà.

Questa cerimonia non solo ha celebrato la vita e il pontificato di Giovanni Paolo II, ma ha anche rinnovato l’impegno della Chiesa verso un futuro di speranza, pace e unità, seguendo l’esempio di un Papa che ha dedicato la sua vita al servizio dell’umanità e alla diffusione del messaggio di Cristo.

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