Il messaggio della Regina della Pace ci invita a dare alla preghiera il posto centrale nella nostra vita quotidiana.
Maria mette in risalto l’importanza di pregare prima di ogni occupazione e di terminare ogni lavoro con la preghiera. Questo invito si riallaccia all’insegnamento di Gesù, che ci ha mostrato come la preghiera debba essere il fondamento di ogni nostra azione.
Medjugorje: Messaggio del 28 giugno 1984
“Cari figli, oggi voglio dirvi di pregare prima di ogni occupazione, e di terminare ogni vostro lavoro con la preghiera. Se farete così Dio benedirà voi e il vostro lavoro. In questi giorni voi pregate poco, mentre invece lavorate molto. Perciò pregate! Nella preghiera troverete sollievo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
Voi pregate poco, mentre invece lavorate molto
Gesù (Mt 6,33) dice: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in più”. Questo versetto ci insegna che la priorità nella nostra vita deve essere Dio, e tutto il resto troverà il suo posto se poniamo Lui al primo posto. La Madonna sottolinea come, nonostante il nostro impegno nel lavoro, sia facile trascurare la preghiera. Tuttavia, il Catechismo della Chiesa Cattolica 2560) ci ricorda che “la preghiera è l’espressione di un desiderio di unione con Dio” . La preghiera non è solo un atto rituale, ma un incontro personale con Dio che ci aiuta a trovare equilibrio tra le varie occupazioni quotidiane. Lavorare senza preghiera, infatti, può portare alla stanchezza ed alla frustrazione, mentre la preghiera ci dà forza e senso nel nostro lavoro.
La Vergine Maria ci invita quindi a pregare per trovare sollievo, poiché la preghiera ci aiuta a mantenere il cuore e la mente centrati su Dio, anche nel mezzo delle nostre occupazioni. Concludere la giornata con la preghiera, come ci suggerisce, ci aiuta a vedere tutto sotto la luce di Dio, riconoscendo che ogni cosa che facciamo è un’opportunità di servire Lui. Come il Catechismo afferma, “tutta la vita del cristiano è chiamata ad essere una preghiera” (CCC 2565), poiché ogni azione, se vissuta con Dio, diventa un atto di lode e di grazia.