Monsignor Rossetti, noto esorcista, ha recentemente riportato la sua esperienza a Medjugorje, dove ha trascorso una settimana con il suo gruppo di preghiera.
Durante il pellegrinaggio, ha avuto l’opportunità di incontrare l’arcivescovo Aldo Cavalli, visitatore apostolico del Vaticano per Medjugorje, che ha dimostrato un atteggiamento di grande umiltà e affabilità, accogliendo tutti con un sorriso caloroso. Uno dei momenti più significativi del viaggio è stato proprio il confronto con le esperienze personali dei membri gruppo. Alcuni di loro hanno condiviso la profonda trasformazione spirituale che hanno vissuto durante la loro permanenza a Medjugorje. Una testimonianza in particolare si distingue per la potenza della sua riflessione:
Obbligato dallo Spirito Santo
“Non appena sono arrivato a Medjugorje, – racconta – sono stato sopraffatto dalla presenza della nostra Madre piena d’amore, che mi ha guidato verso la guarigione di esperienze passate segnate dalla paura, sciacquando la mia ansia e il mio timore. Ora vivo con una nuova libertà”.
Questa testimonianza evidenzia una delle dinamiche spirituali più potenti di Medjugorje: la purificazione interiore attraverso l’incontro con la Madre di Dio, che accompagna ogni pellegrino verso una nuova vita in Cristo. La conversione è un tema centrale nella tradizione cattolica e riflette le parole di Gesù: “Se non vi convertirete, perirete tutti allo stesso modo” (Lc 13,3). La conversione, come sottolineato dal Catechismo della Chiesa Cattolica (1427), è un cambiamento profondo del cuore che porta a un rinnovamento spirituale e a una riconciliazione con Dio .
In questa testimonianza risuona forte la centralità del messaggio di pace dato sin da subito dalla Madonna ai veggenti: “Pace, pace, pace“. La pace, come insegnato dal Vangelo, è il frutto della riconciliazione con Dio. “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9).

L’incontro che tutto trasforma
L’esperienza del pellegrino, descritta come un incontro travolgente con lo Spirito Santo durante la Messa e l’adorazione eucaristica, ricorda l’importanza della preghiera e dei sacramenti nella vita del cristiano. In particolare, l’Eucaristia è il cuore della vita cristiana: “Il sacrificio eucaristico è il culmine di tutta la vita cristiana” (CCC 1324).
La testimonianza si conclude con la consapevolezza che questo pellegrinaggio segna l’inizio di una nuova fase nel suo cammino spirituale. La sua esperienza a Medjugorje è un esempio di come l’incontro con la grazia divina possa trasformare radicalmente la vita di una persona. La vera pace, infatti, nasce dall’incontro con il Signore e dalla sua presenza tangibile, come avviene nei luoghi di preghiera e di conversione, come Međugorje.
In conclusione, il pellegrinaggio a Medjugorje offre non solo un’esperienza di fede profonda, ma anche una testimonianza vivente della potenza della preghiera e della grazia divina. In quel luogo, la Chiesa continua a riconoscere i segni di una autentica rinnovamento spirituale, che trova fondamento nella fede, nella preghiera, nel pentimento e nell’amore per Dio.
“Essere a Medjugorje è come avere un piede in cielo ed uno in terra. Non voglio tornare al mondo”. E questo è il pensiero di molti che, anche scettici, arrivati in questo luogo di grazia, non vorrebbero più andarsene proprio perché la pace qui è tangibile. E tornare alla quotidianità mette ansia. Ma noi siamo chiamati a portare la luce e non a tenerla per noi ecco perché molte guide dicono ai pellegrini che la vera Medjugorje inizia tornando a casa. Come è successo al gruppo di mons. Rossetti.