Associazione Medjugorje Torino

RACCONTO DI DANIELE

Sono un ragazzo di 24 anni che, ormai da dieci anni, non frequentava più la chiesa perché studiando la filosofia, al primo anno di liceo mi ero convinto che Dio, Gesù e la Chiesa fossero delle pure invenzioni per dare forza alle persone deboli e povere e che quindi, esistesse solo l'io come padrone e persona della mia vita.

All'età di 23 anni ho fatto un trapianto di midollo osseo per una malattia che mi portavo avanti da qualche anno: l'operazione è andata bene ma mi ha cambiato la vita solo sotto l'aspetto fisico; infatti ero pienamente insoddisfatto della vita e stavo ritornando pian piano nel baratro delle strade sbagliate che hanno caratterizzato la mia vita dai 14 anni in poi. Tutto ha inizio quando mia madre, dopo il trapianto, mi ha strappato la promessa di andare in pellegrinaggio a Medjugorje per ringraziare la Madonna del buon esito dell'operazione: io risposi di si solo per farla contenta e perchè mancavano sette mesi alla data stabilita, quindi mi sarei potuto tirare indietro in un momento successivo. Dopo convinsi mio padre, non credente, a venire con noi perché con lui, sapevo che avremmo fatto un pellegrinaggio a modo nostro. Tre giorni prima di partire, mio padre sviene e quindi, per precauzione, decide di non venire. Rimasi incastrato perchè non potevo più tirarmi indietro per non lasciare mia madre sola. Arrivato a Medjugorje fui colto dal panico, in camera non c'era la televisione. Cosa avrei potuto fare in quei sette lunghissimi giorni? In camera rimasi il primo giorno, senza seguire ciò che faceva il resto del gruppo, ma senza tv il tempo non passava mai. Decisi così il giorno dopo di andare a Messa per passare il tempo. Non entrai in chiesa ma rimasi fuori appoggiato al muro, ascoltando la Messa dai megafoni. Arrivò il momento di scambiarsi il segno della pace, ma tra migliaia di persone, nessuna si avvicinava a me così dissi in modo ironico: "Dio, possibile che tra migliaia di persone cristiane, non ce n'è neanche una che si degna di darmi il segno della pace?". Non feci in tempo a finire la frase che dal mucchio uscirono due persone, un uomo e una donna che fecero molta strada per venirmi incontro e darmi il segno della pace. Scoppiai a piangere. Dopo, mentre piangevo, si avvicinò una ragazza che mi disse: "Il Signore ha toccato il tuo cuore". Quel gesto mi ha dato veramente la pace dell'anima; infatti iniziai a piangere come un bambino e continuai a farlo per ore e non riuscivo a fermarmi. Il pomeriggio ho sentito fortemente il bisogno di confessarmi, dopo 10 anni e ciò mi ha fatto piangere per altre due ore. Poi ho sentito una pace, una serenità, un'amore che non avevo mai provato in vita mia: era iniziata la mia conversione. Nei giorni seguenti ho affrontato il pellegrinaggio con molta serietà, scalando la montagna della via crucis, andando varie volte sulla collina delle apparizioni, ho iniziato a dire il rosario, ad andare a Messa e alle adorazioni perché tutto ciò era diventato per me una necessità. Solo così mi sentivo in pace. Tornato in Italia ho continuato nel recitare il rosario ed andare ogni giorno a Messa; inoltre faccio parte di un gruppo di preghiera e ogni giorno RINGRAZIO LA MADONNA E DIO PERCHE' MI HANNO RIDATO LA POSSIBILITA' DI RITORNARE A VIVERE CON IL CUORE. In sette giorni è letteralmente cambiata la mia vita, quindi, vi sprono ad andare a Medjugorje perché è un luogo "celeste", di conversione. Vi auguro che Maria Regina della Pace possa fare per voi ciò che ha fatto per me: mi ha ridato la vita spirituale, mi ha guarito dalla durezza del mio cuore e mi ha dimostrato quanto realmente lei ci ama.