Associazione Medjugorje Torino

XXXIV MEDITAZIONE DELLA PAROLA

I TESTI CHE SEGUONO PRENDONO LO SPUNTO DAI MESSAGGI PERVENUTI DA MEDJUGORJE AD APRILE 2018. SCELTA IN ESSI UN'ESPRESSIONE CHIAVE CHE CI HA COLPITI, L'ABBIAMO ACCOSTATA, COME SEMPRE, AD ALCUNI BRANI BIBLICI E AD UNA OMELIA DI PAPA FRANCESCO, IL CONTENUTO DEI QUALI CI PARE POSSA ESSERE AD ESSI COLLEGABILE.

AI BRANI BIBLICI ABBIAMO PREMESSO ALCUNE CONSIDERAZIONI ESPLICATIVE MOLTO SEMPLICI ISPIRATE DAL DIZIONARIO DI TEOLOGIA BIBLICA CHE CI PARE POSSANO ESSERE UTILI PER POTER MEGLIO INQUADRARE GLI STESSI TESTI BIBLICI. L'ESPRESSIONE CHIAVE CHE QUESTA VOLTA ABBIAMO SCELTO DI EVIDENZIARE E' QUELLA RIPORTATA QUI SOTTO ED E' TRATTA DAL MESSAGGIO DEL 2 APRILE 2018.

"CONOSCERE DIO"

Messaggio del 2 aprile 2018 (a Mirijana). Cari figli, per mezzo del grande amore del Padre Celeste, sono con voi come vostra Madre e voi siete con me come miei figli, come apostoli del mio amore che senza sosta raduno attorno a me. Figli miei, voi siete quelli che con la preghiera dovete abbandonarvi in totalità a mio Figlio, affinché non siate più voi a vivere, ma mio Figlio in voi. Pregate che vedano in voi umiltà decisa e bontà, disponibilità a servire gli altri; che vedano che voi vivete col cuore la vostra vocazione nel mondo, in comunione con mio Figlio, in modo che tutti quelli che non lo conoscono, lo vedano in voi e desiderino conoscerlo. Che vedano in voi mitezza, tenerezza ed amore verso mio Figlio, come anche verso i vostri fratelli e sorelle. Apostoli del mio amore, dovete pregare molto e purificare i vostri cuori, in modo che siate voi i primi a camminare sulla via di mio Figlio; in modo che siate voi i giusti uniti dalla giustizia di mio Figlio. Figli miei, come miei apostoli dovete essere uniti nella comunione che scaturisce da mio Figlio, affinché i miei figli che non conoscono mio Figlio riconoscano una comunione d'amore e desiderino camminare sulla via della vita, via dell'unità con mio Figlio. Vi ringrazio.

Messaggio del 25 aprile 2018 (a Marija). Cari figli, anche oggi vi invito a vivere con Gesù la vostra nuova vita. Che il Risorto vi doni la forza affinché siate sempre forti nelle prove della vita e fedeli e perseveranti nella preghiera, perché Gesù vi ha salvati con le sue ferite e con la sua Risurrezione vi ha dato una vita nuova. Pregate, figlioli e non perdete la speranza. Nei vostri cuori ci siano gioia e pace, testimoniate la gioia di essere miei. Io sono con voi e vi amo tutti con il mio amore materno. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

CONOSCERE DIO - Le considerazioni che seguono sono state ispirate dal corrispondente testo contenuto nel DIZIONARIO DI TEOLOGIA BIBLICA nello spirito indicato più sopra e ne costituiscono un estratto molto semplificato.

Conoscere Dio: Nel linguaggio biblico l'espressione "conoscere" non è intesa come una conoscenza astratta. Conoscere qualcosa significa averne l'esperienza concreta. Così, per esempio, si conosce la sofferenza, il bene ed il male.

VECCHIO TESTAMENTO - Iniziativa divina. Nella conoscenza religiosa tutto incomincia per iniziativa di Dio. Prima di conoscere Dio, si è da Lui conosciuti. Dio offre agli uomini la possibilità di conoscerlo manifestando loro la sua tenerezza, il che, secondo la mentalità dell'Antico Testamento significa fare conoscere al suo popolo i suoi comandamenti, che sono la via verso la felicità, ma anche liberarlo dai suoi nemici, dargli una terra. Disconoscimento umano. In risposta, il popolo dovrebbe conoscere il suo Dio, nel senso di appartenergli in uno slancio d'amore. Ma fin dall'inizio se ne dimostra incapace: si rivolta, viola l'alleanza, Anche quando immagina di conoscerlo nel senso sopra detto, si illude, perché si ferma ad una relazione puramente esteriore, formale, mentre l'autentica conoscenza di Dio deve penetrare fino al cuore e tradursi nella vita reale. I profeti lo ripetono a sazietà, ma "il popolo non ascolta la voce del suo Dio e non si lascia istruire". Così Dio interverrà per correggerlo e purificarlo mediante gli orrori della rovina del regno e dell'esilio. Di fronte a questi fatti, il popolo stesso non potrà più rimanere nella illusione e dovrà riconoscere la santità di Dio e il proprio peccato. Conoscenza e cuore nuovo. Rimane la speranza di un rinnovamento meraviglioso, ma come ciò può avvenire? Israele non pretende più di arrivarci da solo, perché ha coscienza di avere un cuore chiuso, mentre per conoscere Dio occorre un cuore aperto. Il Deuteronomio insiste su questa necessità di una trasformazione interiore, che non può venire che da Dio. Al popolo provato e purificato dall'esilio viene annunziata per mezzo dei profeti una nuova alleanza, una purificazione radicale: "Io perdonerò il loro delitto, porrò la mia legge nel fondo del loro essere e la scriverò nel loro cuore... io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo". Con ciò Dio si farà conoscere non soltanto da Istraele, ma anche dalle nazioni pagane. Agli israeliti Dio dice: "Voi siete i miei testimoni... affinché mi si conosca... farò di voi la luce delle nazioni". 

La sapienza dall'alto. I sapienti d'Israele ricercavano le regole che assicuravano la buona condotta della vita ma alla fine pervennero alla convinzione che Dio solo ne conosce il segreto. Così dunque "ogni sapienza viene dal Signore" il quale però, nella sua bontà, ne aveva già dato una indicazione ad Israele: "E' la Legge promulgata da Mosè". Tuttavia questo dono di per sè  rimaneva esteriore e perciò bisognava ancora supplicare Dio di perfezionarlo ponendo all'interno dell'uomo il suo "spirito di sapienza". Se no, quale uomo può conoscere il disegno di Dio? In questa ricerca tutti gli uomini di tutti i tempi hanno battuto strade diverse. Ai tempi dell'Antico Testamento, la comunità che si era ritirata nella regione di Qumran, con uno stile di vita praticamente monacale, di dimostrava assetata della "conoscenza dei misteri divini", e attendeva ardentemente il tempo dell'ultima manifestazione che concederà ai giusti di "comprendere la conoscenza dell'Altissimo". I Giudei dispersi fuori dalla loro terra invece, a contatto con il mondo greco, erano indotti a sviluppare un'argomentazione di tono più filosofico per diffondere la conoscenza dell'unico vero Dio. 

NUOVO TESTAMENTO -  In Gesù Cristo viene data la perfetta conoscenza di Dio, promessa per il tempo della nuova alleanza. Gesù era il solo capace di rivelare il Padre e di spiegare il mistero del regno di Dio. Il suo insegnamento non era teorico, ma si presentava come una "buona novella" ed un appello alla conversione. Dio si fa vicino, bisogna discernere i segni dei tempi ed essere disposti ad accoglierlo. Ma tutto questo non era che una preparazione. Non soltanto i suoi nemici, ma i suoi stessi discepoli avevano lo spirito ottuso e molto di quello che Gesù faceva rimaneva per essi enigmatico. Soltanto quando Egli fu innalzato sulla croce e fu sparso il sangue della nuova alleanza potè farsi la piena luce. Allora Egli "aprì la loro intelligenza", effuse su di loro lo Spirito Santo il quale rivelò loro tutta la portata delle sue parole e delle sue opere. San Giovanni scrive: "Il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l'intelligenza affinché conoscessimo la verità". Questo tipo di conoscenza non è una conoscenza astratta, ma merita il nome di comunione perché è partecipazione alla stessa vita divina. San Paolo, dal canto suo, al mondo greco, avido di speculazioni filosofiche e religiose, predica coraggiosamente che la salvezza non si trova in una sapienza umana, qualunque essa sia, ma nella fede in Cristo crocifisso. Con una intelligenza così rinnovata gli uomini devono ormai riconoscersi incapaci di penetrare da soli i segreti di Dio ed accettare la "follia della croce", "scandalo per i giudei e stoltezza per i pagani".

TESTI BIBLICI:

Dal libro del Deuteronomio (30,2 - 3;5). Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, nè troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: "Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?". Non è di là dal mare, perché tu dica: "Chi attraverserà per noi il mare, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?". Anzi, quella parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica.

Dalla Prima lettera di San Paolo ai Corinzi (1,21 - 25). ... Poiché infatti, nel disegno sapiente di Dio, il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani, ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio. Infatti ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.

Dal Vangelo secondo Giovanni (16, 12 - 13). "Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso: Quando verrà Lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta le verità...".

PAPA FRANCESCO: ATTRAVERSO L'AMORE AL PROSSIMO ARRIVIAMO A CONOSCERE DIO. Omelia dell'8 gennaio 2015 a Casa Santa Marta (a cura di Mauro Monti).

Estratto. Prendendo spunto dalla Prima Lettura (1Gv 4,7-10) il Santo Padre ha sottolineato che per conoscere Dio non basta la ragione, ma è necessario amare il nostro vicino, amare anche quelli che ci odiano. Solo attraverso questo cammino che dura tutta la vita, ha detto il Papa, riusciremo a conoscere Colui che ha manifestato per primo il suo amore per noi nel suo Figlio, che è venuto a salvarci. Richiamando poi il profeta Geremia in uno dei passi da lui più citati, il Papa ha detto che l'amore di Dio ci "precede", Lui ci ama prima ancora che noi lo cerchiamo, ci aspetta e ci sorprende sempre. Come nel brano del Vangelo di oggi (Mc 6,34-44) quando Gesù "ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose", ma non si fermò a questo, si preoccupò anche di sfamarli, un pensiero che ai discepoli non era proprio venuto in mente. "Dio è amore!". E soltanto per la strada dell'amore, tu puoi conoscere Dio. Amore ragionevole, accompagnato dalla ragione. Ma amore! "Ma come posso amare quello che non conosco?"; "Ama quelli che tu hai vicino". E questa è la dottrina di due Comandamenti: il più importante è amare Dio, perché Lui è amore. Il secondo è amare il prossimo, ma per arrivare al primo dobbiamo salire per gli scalini del secondo, cioè attraverso l'amore al prossimo arriviamo a conoscere Dio, che è amore. Soltanto amando ragionevolmente, ma amando, possiamo arrivare a questo amore. "Chi ama conosce Dio, chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore". Ma non amore di telenovela. Amore solido, forte; amore eterno, amore che si manifesta nel suo Figlio che è venuto per salvarci. Amore concreto, amore di opere e non di parole. Per conoscere Dio ci vuole tutta una vita, un cammino, un cammino di amore, di conoscenza, di amore per il prossimo, di amore per quelli che ci odiano, di amore per tutti...