Associazione Medjugorje Torino

XXXIII MEDITAZIONE DELLA PAROLA

LA RIFLESSIONE CHE SEGUE PRENDE LO SPUNTO DAI MESSAGGI PERVENUTI DA MEDJUGORJE A FEBBRAIO 2018. LI ABBIAMO ACCOSTATI, COME SEMPRE, AD ALCUNI BRANI BIBLICI E AD UN'OMELIA DI PAPA FRANCESCO, IL CONTENUTO DEI QUALI CI PARE POSSA ESSERE AD ESSI COLLEGATO.

AI BRANI BIBLICI ABBIAMO PREMESSO ALCUNE CONSIDERAZIONI ESPLICATIVE TRATTE DAL DIZIONARIO DI TEOLOGIA BIBLICA. L'ESPRESSIONE CHIAVE CHE QUESTA VOLTA ABBIAMO SCELTO DI EVIDENZIARE NEI MESSAGGI E' QUELLA RIPORTATA QUI: "RICORDATE CHE ESSERE AMATI SIGNIFICA AMARE".

 

Messaggio del 2 febbraio 2018 ( a Mirjana). Cari figli, voi che siete amati da mio Figlio, voi che io amo immensamente con il mio amore materno, non permettete che l'egoismo e l'amare troppo se stessi regnino nel mondo. Non permettete che l'amore e la bontà siano nascoste. Voi che siete amati, voi che avete conosciuto l'amore di mio Figlio, ricordate che essere amati significa amare. Figli miei, abbiate fede: quando avete la fede siete felici e diffondete la pace. La vostra anima sussulta di gioia. In quest'anima c'è mio Figlio: quando vi donate per la fede, quando vi donate per amore, quando fate del bene al prossimo, mio Figlio nella vostra anima sorride. Apostoli del mio amore, mi rivolgo a voi come madre, vi raduno intorno a me perché desidero condurvi sulla via dell'amore e della fede, sulla via che porta alla luce del mondo. Sono qui per amore e per fede, perché desidero benedirvi, perché desidero, con la mia benedizione materna, darvi forza e speranza nel vostro tragitto. Perché la strada che conduce a mio Figlio non è facile, è piena di rinunce, del donarsi, del sacrificio, del perdono e molto, molto amore ma questa via conduce alla pace ed alla gioia. Figli miei, non credete alle false voci che vi parlano delle cose false e della luce falsa: voi, figli miei, tornate alle sacre scritture. Con immenso amore vi guardo e per grazia di Dio mi manifesto a voi: Figli miei, incamminatevi con me. Che la vostra anima sussulti di gioia. Vi ringrazio.

Messaggio del 25 febbraio 2018 (a Marija) Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito tutti ad aprirvi e a vivere i Comandamenti che Dio vi ha dato affinché, attraverso i sacramenti, vi guidino sulla via della conversione. Il mondo e le tentazioni del mondo vi provano; voi, figlioli, guardate le creature di Dio che nella bellezza e nell'umiltà Lui vi ha dato ed amate Dio, figlioli, sopra ogni cosa e Lui vi guiderà sulla via della salvezza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

1) IL DIALOGO D'AMORE TRA DIO E L'UOMO (Vecchio Testamento). Benché la parola "amore" non vi figuri, i racconti della creazione (Gen 1-3) evocano l'amore di Dio attraverso la bontà di cui Adamo ed Eva sono l'oggetto. Dio vuole dare loro la vita in pienezza, ma questo dono suppone una libera adesione alla sua volontà... Adamo ha voluto impadronirsi con la forza di ciò che gli era destinato come dono: ha peccato. Allora il mistero della bontà si approfondisce in misericordia nei confronti del peccatore mediante promesse di salvezza... Amici e confidenti di Dio - Chiamando Abramo, scelto tra i pagani (Gios 24,2s), a diventare suo amico (Is 41,8) Dio esprime il suo amore sotto la forma di una amicizia: Abramo diventa il confidente dei suoi segreti (Gen 18,17). E ciò perché Abramo ha risposto alle esigenze dell'amore divino: ha lasciato la sua patria seguendo l'appello di Dio... La rivelazione profetica - Confidenti anch'essi di Dio i profeti sono i testimoni dell'amore e dell'ira di Jahvé (Am 3,2). Osea, poi Geremia ed Ezechiele, rivelano che Dio è "lo sposo di Israele", che tuttavia è sempre infedele; questo amore appassionato e geloso non è ricambiato se non con l'ingratitudine e il tradimento. Ma l'amore è più forte del peccato, quand'anche debba soffrire (Os 11,7-9): egli perdona e ricrea in Israele un cuore nuovo capace di amare (Os 2,21 - Ez 16,60-63). Verso un dialogo personale - Dopo l'esilio Israele, purificato dalla prova, scopre sempre di più che la vita con Dio è un dialogo d'amore. Senza dubbio è così che rilegge il Cantico dei Cantici: con alterne vicende di possesso e di ricerca, lo sposo e la sposa si amano di un amore "forte come la morte" (Cant, 8,6).

(Nuovo Testamento). L'amore tra Dio e gli uomini si era rivelato nel Vecchio Testamento attraverso una specie di fatti: iniziative divine e rifiuti dell'uomo, sofferenza dell'amore respinto, superamento doloroso per essere all'altezza dell'amore e accettarne la grazia. Nel Nuovo Testamento l'amore divino si esprime in un fatto unico la cui stessa natura trasfigura i dati della situazione: Gesù viene e vivere come Uomo-Dio il dramma del dialogo d'amore tra Dio e l'uomo. Il dono del Padre - La venuta di Gesù è in primo luogo un atto del Padre. Secondo i profeti e le promesse del Vecchio Testamento "ricordandosi della sua misericordia" (Lc 1,54 s) Dio si fa conoscere; manifesta il suo amore in colui che non è soltanto il Messia salvatore atteso, ma anche il suo proprio Figlio, colui che egli ama... L'amore perfetto rivelato in Gesù - Gesù è Dio che viene a vivere in piena umanità il suo amore e a farne sentire l'appello ardente... Questo amore domanda la reciprocità. Amare Gesù significa custodire integralmente la sua parola (Gv 14,15 - 21,23) e seguirlo rinunziando a tutto (Mc 10,17-21). Perciò in tutto il Vangelo si opera una divisione (Lc 2,34) tra coloro che accettano e coloro che rifiutano questo amore, di fronte al quale non si può rimanere neutrali (Gv 6,60-71).

2) LA CARITA' FRATERNA (Vecchio Testamento). Già nel Vecchio Testamento il comandamento dell'amore di Dio è completato dal "secondo comandamento": "Amerai il prossimo tuo come te stesso" (Lev 19,18). Fin nei testi più antichi costituisce un'offesa a Dio l'essere indifferente od ostile al proprio prossimo (Gen 3,12; 4,9). Tutta la tradizione profetica e tutta la tradizione sapienzale hanno lo stesso indirizzo; non si può piacere a Dio senza rispettare gli altri uomini, soprattutto i più abbandonati, i meno "interessati" (Ger 22,15s). Era quindi facile stabilire il legame tra i due comandamenti d'amore per Dio e per il prossimo; è quel che fece un giorno uno scriba rivolgendosi a Gesù (Lc 10,26s).

(Nuovo Testamento). I due amori: da un capo all'altro del Nuovo Testamento l'amore del prossimo appare indissociabile dall'amore di Dio. I due comandamenti sono il vertice e la chiave della legge (Mc 12,28-33); la carità fraterna è in definitiva l'unico comandamento (Gv 15,12; 2Gv 5). In attesa della Parusia del Signore, la carità è l'esigenza essenziale in base alla quale gli uomini saranno giudicati (Mt 25,31-46): Questo è il testamento lasciato da Gesù: "Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati" (Gv 13,34s).

LETTURE BIBLICHE

Dal libro del profeta Osea (11,7-9). "Il mio popolo è duro a convertirsi. Chiamato a guardare in alto, nessuno sa sollevare lo sguardo. Come potrei abbandonarti Efraim, come consegnarti ad altri Israele? Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione. Non darò sfogo all'ardore della mia ira, non tornerò a distruggere Efraim, perchè sono Dio e non uomo, sono il Santo in mezzo a te e non verrò da te nella mia ira".

Dal Cantico dei Cantici (8, 6-7). "Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio perché forte come la morte è l'amore, tenace come il regno dei morti è la passione: le sue vampe sono vampe di fuoco, una fiamma divina! Le grandi acque non possono spegnere l'amore né i fiumi travolgerlo...".

Dalla prima lettera ai Corinzi (13, 1-13). Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. Se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per essere bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà... Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte la più grande è la carità!

Dal Vangelo secondo Matteo (25, 31-45). "Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria ... si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri... Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: 'Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Poiché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero forestiero e mi avete ospitato...'. Allora i giusti risponderanno: 'Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere...?'. Poi dirà a quelli alla sua sinistra: 'Via, lontano da me, maledetti... Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ...'. Allora anch'essi risponderanno: 'Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero... e non ti abbiamo assistito?'. Ma Egli risponderà: 'Ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me'".

PAPA FRANCESCO: L'AMORE DI DIO E' GRATUITO (Estratto). Guardarsi dai dottori della legge che accorciano gli orizzonti di Dio e rendono piccolo il suo amore. E' uno dei passaggi dell'Omelia di Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta, incentrata sul comandamento dell'amore e la tentazione di voler essere controllori della salvezza. Una delle cose più difficile da capire, per tutti noi cristiani, è la gratuità della salvezza in Gesù Cristo". Papa Francesco ha sviluppato la sua omelia sottolineando che già San Paolo aveva trovato grandi difficoltà nel far comprendere agli uomini del suo tempo che questa è la vera dottrina: la gratuità della salvezza. Noi - ha osservato il Pontefice - siamo abituati a sentire che Gesù è il Figlio di Dio, che è venuto per amore, per salvarci e che è morto per noi. Ma lo abbiamo sentito tante volte che ci siamo abituati. Quando entriamo nel mistero di Dio, di 'questo amore senza limiti', ha soggiunto, rimaniamo meravigliati, e, forse, preferiamo non capirlo. Non accorciare gli orizzonti di Dio, il suo amore non ha limiti. Fare ciò che Gesù ci dice di fare - ha ripreso - è buono e si deve fare, ma questa è la mia risposta alla salvezza che è gratuita, viene dall'amore gratuito di Dio. Anche Gesù sembra un po' accanito contro questi dottori della legge, perché dice loro cose forti e molto dure. Voi avete portato via la chiave della conoscenza della gratuità della salvezza, voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi glielo avete impedito, perché avete portato via la chiave... E questi dottori della legge, ha proseguito Francesco, soltanto pensavano che rispettando tutti i Comandamenti ci si poteva salvare, e chi non faceva quello era un condannato. Così accorciavano gli orizzonti di Dio e facevano l'amore di Dio piccolo, piccolo, alla misura di ognuno di noi. Questa, ha detto ancora, è la lotta che sia Gesù sia Paolo fanno per difendere la dottrina. Non diventare controllori della salvezza. Certo, ha osservato, ci sono i comandamenti, ma la sintesi di tutto è "amare Dio e amare il prossimo". E con questo atteggiamento di amore, ha affermato il Papa, noi siamo all'altezza della gratuità della salvezza, perché l'amore è gratuito... E per questo Gesù dice: 'L'Amore più grande è questo: amare Dio con tutta la vita, con tutto il cuore, con tutta la forza e il prossimo come te stesso'. Perchè è l'unico comandamento che è all'altezza della gratuità della salvezza di Dio. E poi aggiunge Gesù: 'In questo comandamento ci sono tutti gli altri'. Ma la fonte è l'amore, l'orizzonte è l'amore. Se tu hai chiuso la porta e hai portato via la chiave dell'amore, non sarai all'altezza della gratuità della salvezza cha hai ricevuto. Questa lotta per il controllo della salvezza - soltanto si salvano questi, questi che fanno queste cose - non è finita con Gesù e con Paolo. Non lasciarsi ingannare da chi vuole limitare l'amore di Dio. Questa lotta, ha ripreso, non finisce, anche se è una lotta che noi portiamo dentro. E ci farà bene oggi domandarci: 'Io credo che il Signore mi ha salvato gratuitamente?'. Ancora: 'Io credo che io non merito la salvezza? E se merito qualcosa è per mezzo di Gesù Cristo e di quello che Lui ha fatto per me?'. E non ci lasciamo ingannare dai dottori che limitano questo amore. ( A cura di Alessandro Gisotti - Radio Vaticana).