Associazione Medjugorje Torino

xxxii meditazione della parola

LA RIFLESSIONE CHE SEGUE PRENDE LO SPUNTO DAI MESSAGGI PERVENUTI DA MEDJUGORJE A GENNAIO 2018. LI ABBIAMO ACCOSTATI, COME SEMPRE, AD ALCUNI BRANI BIBLICI E AD UN'OMELIA DI PAPA FRANCESCO, IL CONTENUTO DEI QUALI CI PARE POSSA ESSERE AD ESSI COLLEGATO.

AI BRANI BIBLICI ABBIAMO PREMESSO ALCUNE CONSIDERAZIONI ESPLICATIVE TRATTE DAL DIZIONARIO DI TEOLOGIA BIBLICA. L'ESPRESSIONE CHIAVE CHE QUESTA VOLTA ABBIAMO SCELTO DI EVIDENZIARE NEI MESSAGGI E' QUELLA RIPORTATA QUI SOTTO: "PERDONARE E AMARE".

Messaggio del 2 gennaio 2018 (a Mirijana). Cari figli, quando sulla terra viene a mancare l'amore, quando non si trova la via della salvezza, io, la Madre, vengo ad aiutarvi a conoscere la vera fede, viva e profonda; ad aiutarvi ad amare davvero. Come Madre, anelo al vostro amore reciproco, alla bontà e alla purezza. E' mio desiderio che siate giusti e che vi amiate. Figli miei, siate gioiosi nell'animo, siate puri, siate bambini! Mio Figlio ha detto che ama stare tra i cuori puri, perché i cuori puri sono sempre giovani e lieti. Mio Figlio vi ha detto di perdonare e di amarvi. So che non è sempre facile: la sofferenza fa sì che cresciate nello spirito. Per crescere il più possibile spiritualmente, dovete perdonare ed amare sinceramente e veramente. Molti miei figli sulla terra non conoscono mio Figlio, non lo amano. Ma voi, che amate mio Figlio e lo portate nel cuore, pregate, pregate e, pregando, percepite mio Figlio accando a voi: la vostra anima respiri il suo Spirito! Io sono in mezzo a voi e parlo di piccole e grandi cose. Non mi stancherò di parlarvi di mio Figlio, amore vero. Perciò, figli miei, apritemi i vostri cuori, permettetemi di guidarvi maternamente. Siate apostoli dell'amore di mio Figlio e del mio. Come Madre vi prego: non dimenticate coloro che mio Figlio ha scelto e chiamato per guidarvi. Portateli nel cuore e pregate per loro. Vi ringrazio!

Messaggio del 25 gennaio 2018 (a Marija). Cari figli! Questo tempo sia per voi il tempo della preghiera affinché lo Spirito Santo, attraverso la preghiera, discenda su di voi e vi doni la conversione. Aprite i vostri cuori e leggete la Sacra Scrittura affinché attraverso le testimonianze, anche voi possiate essere più vicini a Dio. Figlioli, cercate soprattutto Dio e le cose di Dio e lasciate alla terra quelle della terra, perché satana vi attira alla polvere e al peccato. Voi siete invitati alla santità e siete creati per il Cielo. Cercate perciò il Cielo e le cose celesti. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

PERDONO (dal Dizionario di teologia biblica). Nella Bibbia il peccatore è un debitore cui Dio, con il suo perdono rimette il debito, remissione così efficace che Dio non vede più il peccato che è come gettato dietro le sue spalle (Isaia 38,17). Cristo, usando lo stesso vocabolario, sottolinea che la remissione è gratuita (perché) il debitore è insolvibile (Matteo 18, 21.34). IL DIO DI PERDONO. Umanamente e giuridicamente, il perdono non trova giustificazione. Ma il cuore di Dio non è quello dell'uomo, ed il Santo non si compiace nel distruggere (Osea 11,8ss); lungi dal volere la morte del peccatore, egli ne vuole la conversione (Ezechiele 18, 20-24). Infatti "le sue vie non sono le nostre vie" e "i suoi pensieri superano i nostri pensieri" di tutta l'altezza del cielo (Isaia 55,7ss). Questo rende così fiduciosa la preghiera dei salmisti. Ma Giona, che è il tipo del particolarismo di Israele, è sconcertato nel vedere questo perdono offerto a tutti gli uomini (Giona 3,10; 4,2). Al contrario il libro della Sapienza canta il Dio che ama tutto ciò che ha fatto ed ha pietà di tutti, che chiude gli occhi sui peccati degli uomini affinché credano in lui (Sap, 11,23 - 12,2). IL PERDONO DI DIO PER MEZZO DI CRISTO. Anche Giovanni Battista si pone un interrogativo (cfr. Lc 19,23) sentendo che Gesù non soltanto invita i peccatori a convertirsi e a credere (Mt 1,15), ma proclama di essere venuto soltanto per guarire e perdonare. Di fatto Gesù, pur essendo venuto a gettare il fuoco sulla terra (Lc 12,49) non è mandato dal Padre suo come giudice, ma come salvatore (Gv 3,17s; 12,47): Gesù non annunzia soltanto questo perdono al quale si apre l'umile fede, mentre l'orgoglio vi si chiude (Lc 7,47-50; 18,9-14) ma lo esercita ed attesta mediante le sue opere che dispone di questo potere riservato a Dio (Mc 2,5 - 1Gv 5,21). IL SACRIFICIO PER LA REMISSIONE DEI PECCATI. Gesù poi corona la sua opera ottenendo ai peccatori il perdono del Padre suo. Prega (Lc 23,34) e versa il suo sangue (Mc 14,24) in remissione dei peccati (Mt 26,28),  LA COMUNICAZIONE DEL POTERE DI PERDONARE. Avendo ogni potere in cielo e sulla terra, Cristo risorto comunica agli apostoli il potere di rimettere i peccati (Gv 20,22s; Mt 16,19 - 18,18).

BRANI BIBLICI

Dal Libro della Sapienza (11,23-24; 12,2). Dio dei padri e Signore di misericordia, tu hai compassione di tutti, perché tutto tu puoi, non guardi ai peccati degli uomini, in vista del loro pentimento. Poiché tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato. Per questo tu castighi poco alla volta i colpevoli e li ammonisci ricordando loro i propri peccati, perché, rinnegata la malvagità, credano in te, Signore.

Dal Libro del profeta Ezechiele (18,20-24). Al giusto sarà accreditata la sua giustizia e al malvagio la sua malvagità. Ma se il malvagio si ritrae da tutti i peccati che ha commessi e osserva tutti i miei decreti e agisce con giustizia e rettitudine, egli vivrà, non morirà. Nessuna delle colpe commesse sarà ricordata, ma vivrà per la giustiizia che ha praticata. Forse che io ho piacere della morte del malvagio - dice il Signore Dio - o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva? Ma se il giusto si allontana dalla giustizia e commette l'iniquità... tutte le opere giuste da lui fatte saranno dimenticate...

Dal Vangelo secondo Luca (6, 36-38). Gioite misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati, non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; ...perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio.

Dal Vangelo secondo Matteo (18, 21-34). Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: "Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello se pecca contro di me?". E Gesù gli rispose: "Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette". A proposito, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con il figlio e con quanto possedeva, e saldasse così il debito. Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: "Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa". Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: "Paga quel che devi!". Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito". Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?". E sdegnato il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello.

PAPA FRANCESCO A SANTA MARTA: UN CUORE RIGIDO NON CAPISCE LA MISERICORDIA DI DIO (Omelia del 10/10/2017 - A cura di Gabriella Ceraso).

Per il secondo giorno consecutivo la Liturgia ci fa riflettere sul Libro di Giona e sulla misericordia di Dio che apre i nostri cuori e vince su tutto. E' questa la lettura che ne dà il Papa riassumendo nell'odierna omelia l'intera storia del profeta, un "testardo che vuole insegnare a Dio come si devono fare le cose". La vicenda la conosciamo. Il Signore chiede a Giona di convertire la città di Ninive: la prima volta il profeta scappa rifiutandosi di farlo; la seconda volta lo fa e ci "riesce bene", ma comunque, osserva Francesco, rimane "sdegnato", "arrabbiato" davanti al perdono che il Signore concede alla popolazione che col cuore aperto si è mostrata pentita. Giona era un "testardo", dice Francesco, "ma più che testardo era un rigido", "malato di rigidità", aveva "l'anima inamidata". !I testardi di anima, i rigidi, non capiscono cosa sia la misericordia di Dio. Sono come Giona: 'Dobbiamo predicare questo, che questi vengano puniti perché hanno fatto del male e devono andare all'inferno...'. I rigidi non sanno allargare il cuore come il Signore. I rigidi sono pusillanimi, con il piccolo cuore chiuso, attaccati alla nuda giustizia. E dimenticano che la giustizia di Dio si è fatta carne nel suo Figlio, si è fatta misericordia, si è fatta perdono; che il cuore di Dio è sempre aperto al perdono". E quello che dimenticano i testardi, soggiunge Francesco, è proprio che la onnipotenza di Dio si fa vedere, si manifesta soprattutto nella sua misericordia e nel perdono". "Non è facile capire la misericordia di Dio, non è facile. Ci vuole tanta preghiera per capirla perché è una grazia. Noi siamo abituati al 'me lo hai fatto, te lo farò'; a quella giustizia 'hai fatto, paghi'. Ma Gesù ha pagato per noi e continua a pagare". Dio, torna a ripetere il Papa con riferimento alla storia di Giona, avrebbe potuto abbandonare il profeta alla sua testardaggine e alla sua rigidità, invece è andato a parlargli e a convincerlo, lo ha salvato come ha fatto con la gente di Ninive: "E' il Dio della pazienza, è il Dio che sa accarezzare, che sa allargare i cuori". "Ecco il messaggio di questo libro profetico", torna a sottolineare in conclusione il Papa, "un dialogo fra le profezie, la penitenza, la misericordia e la pusillanimità o la testardaggine. Ma sempre vince la misericordia di Dio, perché è la sua onnipotenza che si manifesta proprio nella misericordia. Io mi permetto di consigliarvi oggi di prendere la Bibbia e leggere questo libro di Giona - è piccolissimo, sono tre pagne - e guardare come agisce il Signore, com'è la misericordia del Signore, come il Signore trasforma i nostri cuori. E ringraziare il Signore perché Lui è tanto misericordioso!".