Associazione Medjugorje Torino

XXXI MEDITAZIONE DELLA PAROLA

PROPONIAMO QUI DI SEGUITO UNA RIFLESSIONE SUI MESSAGGI PERVENUTI DA MEDJUGORJE A DICEMBRE 2017. LI ABBIAMO ACCOSTATI, COME E' NOSTRA ABITUDINE, AD ALCUNI BRANI BIBLICI E AD UN'OMELIA DI PAPA FRANCESCO IL CONTENUTO DEI QUALI CI PARE POSSA ESSERE AD ESSI COLLEGATO.

L'ESPRESSIONE CHIAVE CHE QUESTA VOLTA ABBIAMO SCELTO DI EVIDENZIARE E': SE CERCATE DI ESSERE BUONI, POTETE ESSERE SANTI.

 

Messaggio del 2 Dicembre 2017 (a Mirjana). Cari figli, mi rivolgo a voi come vostra Madre, la Madre dei giusti, la Madre di coloro che amano e soffrono, la Madre dei santi. Figli miei, anche voi potete essere santi: dipende da voi. Santi sono coloro che amano immensamente il Padre Celeste, coloro che lo amano al di sopra di tutto. Perciò, figli miei, cercate di essere sempre migliori. Se cercate di essere buoni, potete essere santi, anche se non pensate questo di voi. Se pensate di essere buoni, non siete umili e la superbia vi allontana dalla santità. In questo mondo inquieto, colmo di minacce, le vostre mani, apostoli del mio amore, dovrebbero essere tese in preghiera e misericordia. A me, figli miei, regalate il Rosario, le rose che tanto amo! Le mie rose sono le vostre preghiera dette col cuore, e non soltanto recitate con le labbra. Le mie rose sono le vostre opere di preghiera, di fede e di amore. Quando era piccolo mio Figlio mi diceva che i miei figli sarebbero stati numerosi e che mi avrebbero portato molte rose. Io non capivo. Ora so che siete voi quei figli, che mi portate rose quando amate mio Figlio al di sopra di tutto, quando pregate col cuore, quando aiutate i più poveri. Queste sono le mie rose! Questa è la fede che fa sì che tutto nella vita si faccia per amore; che non si conosca la superbia, che si perdoni sempre con prontezza, senza mai giudicare e cercando sempre di comprendere il proprio fratello. Perciò, apostoli del mio amore, pregate per coloro che non sanno amare, per coloro che non vi amano, per coloro che vi hanno fatto del male, per coloro che non hanno conosciuto l'amore di mio Figlio. Figli miei, vi chiedo questo perché ricordate: pregare significa amare e perdonare. Vi ringrazio.

Messaggio del 25 dicembre 2017 (a Marija). Cari figli! Oggi vi porto mio Figlio Gesù, affinché vi doni la Sua pace e la Sua benedizione. Figlioli, vi invito tutti a vivere e testimoniare le grazie e i doni che avete ricevuto. Non temete! Pregate affinché lo Spirito Santo vi dia la forza di essere testimoni gioiosi e uomini di pace e di speranza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Dal Libro del Levitico (25,35-36). "Se tuo fratello che è presso di te cade in miseria ed è privo di mezzi, aiutalo come un forestiero o un ospite, perché possa vivere presso di te. Non prendere da lui interessi nè utili, ma temi il tuo Dio e fa vivere il tuo fratello presso di te...".

Dal Vangelo secondo Luca (18,9 - 14). Disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l'intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri. Due uomini salirono al tempio a pregare. Uno era fariseo e l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pegava così tra se: 'O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri e neppure come questo pubblicano; digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo'. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: 'O Dio, abbi pietà di me peccatorre'. Io vi dico, questi, a differenza dell'altro, tornò a casa giustificato, perché chiunque si esanta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato'.

Dal Vangelo secondo Luca (10,25-37). Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: "Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?". Gesù gli disse: "Che cosa sta scritto nella Legge?". Costui rispose: "Amerai il tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta le tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso". Gesù disse: "Hai risposto bene: fa questo e vivrai". Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: "E chi è il mio prossimo?". Gesù riprese: "Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto sul luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui.... Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?". Quello rispose: "Chi ha avuto compassione di lui". Gesù gli disse: "Và e fa anche tu così".

PAPA FRANCESCO: "CAMMINARE ALLA PRESENZA DI DIO IN MODO IRREPRENSIBILE". Questo ha affernato Papa Francesco all'Omelia della Messa a Casa S. Marta (24/05/2016), vuol dire muoversi verso la santità, Un impegno che però ha bisogno di un cuore che sappia sperare con coraggio, mettersi in discussione, aprirsi "con semplicità" alla grazia di Dio. Servizio di Alessandro De Carolis.

Sintesi. Non si compra la santità. Né la guadagnano le migliori forze umane. "La santità semplice di tutti i cristiani, la nostra, quella che dobbiamo fare tutti i giorni", afferma il Papa,"è una strada che si può percorrere solo se a sostenerla sono quattro elementi imprescindibili: coraggio, speranza, grazia, conversione".

Il cammino del coraggio. La santità è un cammino, la santità non si può comprare, non si vende. Neppure si regala. La santità è un cammino alla presenza di Dio che devo fare io, non può farlo un altro nel mio nome. Io posso pregare perché quell'altro sia santo, ma il cammino deve farlo lui, non io. Camminare alla presenza di Dio, in modo irreprensibile. E io userò oggi alcune parole che ci insegnino come è la santità di ogni giorno, quella santità - diciamo - anche anonima. Il cammino verso la santità vuole coraggio.

Speranza e grazia. "Il Regno dei Cieli di Gesù", ripete il Papa, "è per quelli che hanno il coraggio di andare avanti" e il coraggio, osserva subilto dopo, è mosso dalla speranza, la seconda parola del viaggio che porta alla santità. Il coraggio che spera in un incontro con Gesù. Poi c'è il terzo elemento, quando Pietro scrive: "Ponete tutta la vostra speranza in quella grazia". La santità non possiamo farla noi da soli, è una grazia. Essere buono, essere santo, andare tutti i giorni un po' un passo avanti nella vita cristiana è una grazia di Dio e dobbiamo chiederla. Un cammino, che si deve fare con coraggio, con la speranza e con la disponibilità di ricevere questa grazia. E la speranza, la speranza del cammino. E' tanto bello quel capitolo XI della Lettera agli Ebrei, leggetelo. Racconta il cammino dei nostri padri, dei primi chiamati da Dio, E come loro sono andati avanti. E del nostro padre Abramo dice: "Ma lui uscì senza sapere dove andasse, ma con speranza".

Convertirsi tutti i giorni. Nella sua lettera, Pietro - prosegue Francesco - mette in rilievo l'importanza di un quarto elemento. Quando invita i suoi interlocutori a "non conformarsi ai desideri di un tempo", li sprona essenzialmente a cambiare dal di dentro il proprio cuore, in un continuo, quotidiano lavorio interiore: "La conversione tutti i giorni". Ah, Padre, per convertirmi io devo fare penitenza, darmi delle bastonate... No, no, no, conversioni piccole. Ma se tu sei capace di riuscire a non sparlare di un altro, sei sul buon cammino per diventare santo. E' così semplice! Niente di grande, mortificazioni, No, è semplice. Il cammino della santità è semplice. Non tornare indietro, ma sempre andare avanti. E con fortezza!