Associazione Medjugorje Torino

XXX MEDITAZIONE DELLA PAROLA

PROPONIAMO QUI DI SEGUITO UNA RIFLESSIONE SUI MESSAGGI DI OTTOBRE 2017. LI ABBIAMO ACCOSTATI A QUALCHE BRANO BIBLICO E AD UN'OMELIA DI PAPA FRANCESCO AI QUALI CI SEMBRA SI POSSANO COLLEGARE. L'ESPRESSIONE CHIAVE CHE QUESTA VOLTA ABBIAMO SCELTO DI EVIDENZIARE E': "ABBIATE CUIRI APERTI SEMPRE PRONTI PER LA MISERICORDIA E IL PERDONO".

Messaggio del 2 ottobre 2017 (a Mirjana). Cari figli, io vi parlo come madre con parole semplici però piene d'amore e preoccupazione per i miei figli che mi sono affidati da mio Figlio. E mio Figlio che è l'eterno presente, vi parla con le parole della vita e semina l'amore nei cuori aperti. Per questo vi prego, apostoli del mio amore, abbiate cuori aperti sempre pronti per la misericordia e il perdono. Per mio Figlio perdonate sempre il prossimo perché così avrete la pace. Figli miei, preoccupatevi per la vostra anima perché è l'unica cosa che vi appartiene realmente. Vi dimenticate dell'importanza della famiglia. La famiglia non dovrebbe essere luogo di sofferenza e dolore ma luogo di comprensione e tenerezza. Le famiglie che provano a vivere secondo mio Figlio vivono in amore reciproco. Ancora quand'era piccolo mio Figlio mi diceva che tutti gli uomini che incontrate sono famiglia, fratelli in mio Figlio. Figli miei non perdete tempo pensando al futuro preoccupandovi, ma che la vostra unica preoccupazione sia come vivere bene ogni momento secondo mio Figlio: ed eccovi la pace! Figli miei, non dimenticatevi mai di pregare per i vostri pastori, pregate perché possano accettare tutti gli uomini come propri figli e in mio Figlio siano padri spirituali. Vi ringrazio.

Messaggio del 25 ottobre 2017 (a Marija). Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito ad essere preghiera. Tutti avete problemi, tribolazioni, pene e inquietudini. I Santi vi siano modello ed esortazione alla santità, Dio vi sarà vicino e voi sarete rinnovati con la ricerca e la conversione personale. La fede sarà per voi speranza e la gioia regnerà nei vostri cuori. Grazie per aver risposto alla  mia chiamata.

Dal Vangelo secondo Matteo (22,34 - 40). In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme a uno di loro. Un dottore della legge lo intgerrogò per metterlo alla prova: "Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?". Gli rispose: "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente". Questo è il grande e primo Comandamento. Il secondo poi è simile a quello: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti.

Dal Vangelo secondo Matteo (25,31 - 46). Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria... si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri... Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: "Venite, benedetti dal Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Poiché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero forestiero e mi avete ospitato...".  Allora i giusti risponderanno: "Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere?... Poi dirà a quelli alla sua sinistra: "Via, lontano da me, maledetti... perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare,...". Allora anch'essi risponderanno: "Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero... e non ti abbiamo assistito?". Ma egli risponderà: "Ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me". 

Dalla lettera di Giacomo (2, 14-20). A che serve, fratelli  miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le opere? Forse che quella fede può salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: "Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi", ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non seguita dalle opere, in se stessa è morta. Al contrario uno potrebbe dire: "Tu hai la fede ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere ed io con le mie opere ti mostrerò la mia fede. Tu credi che c'è un Dio solo? Fai bene; anche i demoni lo credono e tremano! Insensato, vuoi capire come la fede senza le opere non ha valore?

INSEGNARE AD AMARE GESU' SPAZZA VIA I LEGALISMI. Dal commento all'Angelus del 26/10/2014.  A cura di Antonio Sanfrancesco.

Bergoglio all'Angelus spiega che Gesù insegna che è impossibile amare Dio senza amare i fratelli: "In mezzo alla fitta selva di precetti e prescrizioni, ai legalismi di ieri e di oggi", ha detto "Gesù opera uno squarcio che permette di scorgere due volti: il volto del Padre e quello del fratello". 

Gesù non ha inventato i comandamenti dell'amore, che prende dai libri del Deuteronomio e del Levitico, ma la sua novità consiste proprio nel mettere insieme questi due comandamenti - l'amore per Dio e l'amore per il prossimo - rivelando che essi sono inseparabili e complementari, sono le due facce di una stessa medaglia. Quasi una rivoluzione perché in mezzo alla fitta selva di precetti e prescrizioni - ai legalismi di ieri e di oggi - Gesù opera uno squarcio che permette di scorgere due volti: il volto del Padre e quello del fratello. Papa Francesco all'Angelus commenta il Vangelo del giorno nel quale Gesù viene interrogato dai farisei sul comandamento dell'amore e ricorda che "l'amore è la misura della fede e la fede è l'anima dell'amore". E' solo attraverso l'amore per i fratelli, spiega il Papa, che il cristiano può testimoniare l'amore di Dio: "Il Comandamento dell'amore a Dio e al prossimo è il primo non perché sta in cima all'elenco dei comandamenti. Gesù non lo mette al vertice, ma al centro, perché è il cuore da cui tutto deve partire e a cui tutto deve ritornare e fare riferimento". Poi aggiunge: "Non possiamo più separare la vita religiosa dal servizio ai fratelli, a quei fratelli concreti che incontriamo. Non possiamo più dividere la preghiera, l'incontro con Dio nei Sacramenti, dall'ascolto dell'altro, dalla prossimità alla sua vita, specialmente alle sue ferite". Amare significa scorgere il volto di Dio "che si riflette in tanti volti, perché nel volto di ogni fratello, specialmente il più piccolo, fragile e indifeso, è presente l'immagine stessa di Dio".