Associazione Medjugorje Torino

LE APPARIZIONI DI MEDJUGORJE VERSO IL RICONOSCIMENTO

Lo ipotizza l'inviato del Papa, il vescovo Hoser. Forse già entro la fine dell'anno. 

Il 19 agosto u.s. Mons. Henryk Hoser, inviato del Papa a Medjugorje per studiare la problematica collegata con la questione delle "apparizioni", a conclusione del suo incarico, ha rilasciato un'intervista all'agenzia di stampa polacca Kai esprimendosi in modo "molto positivo".

Abbiamo cercato, già dal nostro titolo, di dare un'idea dell'essenza dell'intervista stessa. E' una intervista che ha immediatamente fatto il giro del mondo ed è stata ripresa da quasi tutti i mass media, cattolici e non per le enormi implicazioni che essa comporta. Ricordiamo che il compito del Vescovo Hoser era quello di fare una valutazione della situazione pastorale della parrocchia, per verificare se quanto di svolgeva lì era in accordo con gli insegnamenti della Chiesa e per meglio indirizzare le iniziative della parrocchia stessa a servizio dei circa due milioni di pellegrini che mediamente ogni anno si recano in quel paesino dell'Erzegovina. La valutazione della veridicità o meno delle apparizioni era invece già stata fatta dalla speciale commissione presieduta dal Cardinale Ruini, commissione che aveva a sua volta presentato le sue conclusioni al Papa. Le affermazioni del Vescovo Hoser tuttavia investono, almeno indirettamente, anche l'aspetto della veridicità delle apparizioni, perché egli cita le conclusioni della commissione Ruini, la quale commissione, a quanto si sa, propone il riconoscimento almeno delle prime sette apparizioni (a Fatima le apparizioni riconosciute sono sei). 

A sostegno della sua conclusione positiva Mons. Hoser sottolinea come gli elementi caratterizzanti del clima che si respira a Medjugorje siano:"il silenzio, la preghiera, l'Eucaristia, il sacramento della Riconciliazione, l'adorazione ed il digiuno". A questi si aggiungono incontri di catechesi, ritiri spirituali (anche per sacerdoti) e opere di carità. Soprattutto però tutti noi sappiamo che l'elemento determinante per giudicare Medjugorje sono i frutti, cioè le conversioni, che anche Papa Francesco ha riconosciuto essere largamente presenti e che sono testimoniate da tanti confessori. Medjugorje, sempre secondo quanto afferma Mons. Hoser, ha una "forte specificità" rispetto ad altri santuari mariani: ha avuto "enormi dinamiche di crescita" ed ha "una notevole creatività di opere che non conosce equivalenti". Lo riporta l'Avvenire che, come è noto, riflette generalmente il pensiero dei vescovi italiani. Per tutto questo, e soprattutto sulla base delle conclusioni della Commissione Ruini, l'arcivescovo ipotizza che "entro l'anno" potrebbe arrivare il riconoscimento delle prime apparizioni. A proposito dei veggenti, Mons. Hoser afferma che "è difficile credere che i sei veggenti stiano mentendo da 36 anni. E quanto riferiscono è coerente". L'"Avvenire", che abbiamo già citato, riferisce ancora che Mons. Hoser ha incontrato quattro di loro durante la sua permenenza a Medjugorje ed ha affernato: "Sono persone equilibrate e non mentalmente disturbate". D'altra parte noi sappiamo che mai nella storia, in occasione di apparizioni, i veggenti sono stati sottoposti, per anni, a tanti esami da parte, oltre che di sacerdoti, di medici e scienziati di ogni tipo e di diversa estrazione, psichiatri, psicologi. Tutti hanno affermato di trovarsi davanti a persone normali e soprattutto hanno escluso con sicurezza qualsiasi forma di patologia o di inganno. L'inviato del Papa ha anche affermato che "alcuni lamentano che i veggenti non sono diventati sacerdoti e religiose. Ma il mondo è cambiato. Si sono sposati. I loro matrimoni sono solidi. E così mostrano la bellezza della vita famigliare che oggi è molto minacciata". Inoltre nessuno di loro "ha attraversato momenti di crisi di fede". Per quanto riguarda il gran numero di messaggi ricevuti fino a ora, Mons. Hoser fa rilevare che anche "santa Faustina ha parlato con Gesù per molti anni". E aggiunge che nei testi "non esistono fondamentalmente errori dottrinali". Da parte nostra, vorremmo anche sottolineare come i messaggi che ci arrivano da Medjugorje siano fortemente cristologici, in quanto sempre la Vergine Maria rimanda a suo Figlio Gesù. 

A questo punto si impone una riflessione. A chi volesse trovare una contraddizione tra la conclusione dell'indagine del Vescovo Hoser, inviato del Papa, così positiva, e le riserve che proprio Papa Francesco aveva espresso soltanto pochi mesi fa in occasione della discussa intervista sull'aereo di ritorno da Lisbona, vorremmo suggerire di leggere con attenzione le parole del Pontefice. Se si fa questo, bisogna ammettere che il Papa ha riconosciuto che a Medjugorje si verificano molte conversioni, e noi sappiamo che dove ci sono conversioni, lì c'è Dio. Le conversioni sono un frutto di Medjugorje e il Vangelo ci insegna che proprio dai frutti si riconosce l'albero. Ci pare inoltre che Papa Francesco, anche esternando delle sue opinioni personali, non abbia espresso alcuna riserva sulla possibilità di apparizioni e neppure sul contenuto dei messaggi. Le perplessità manifestate nel corso dell'intervista riguardavano essenzialmente le modalità di trasmissione degli stessi, il che rappresenta un aspetto molto secondario rispetto ai frutti. In ogni caso, adesso si presenta una situazione molto interessante. Nel corso di questi 36 anni di apparizioni sono molte le persone, laici e religiosi, che hanno fieramente avversato con ogni mezzo le apparizioni di Medjugorje. Se, come sembra ormai probabile, ci sarà un riconoscimento da parte della Chiesa, fosse anche non subito, avremo l'ennesima conferma che nessuno può fermare il Cielo. Gli uomini, anche di Chiesa, in un eccesso di prudenza che a volte sfocia nell'indifferenza e nella presunzione, possono creare ostacoli ai progetti divini e ritardarne la realizzazione, come è avvenuto per le profezie di Fatima. Dio però è il Signore della Storia e alla fine porta sempre avanti il suo piano di salvezza. Abbiamo usato la parola presunzione per caratterizzare certi atteggiamenti di critica. Sappiamo infatti che una obiezione fatta spesso da parte del mondo ecclesiastico a proposito delle apparizioni in genere, e non solo di Medjugorje, è che la Rivelazione si è conclusa con la morte dell'ultimo apostolo e quindi tutto è già contenuto nei Vangeli, per cui non c'è bisogno di altro. 

Questo è verissimo ed infatti mai nel corso delle apparizioni la Madre di Dio ha portato novità dottrinali: ha sempre e soltanto raccomandato di ritornare a suo Figlio Gesù e al messaggio evangelico. Fa solo una piccola e parziale eccezione a Lourdes, dove la Madonna ha affermato "IO SONO L'IMMACOLATA CONCEZIONE". Lo ha fatto a sostegno del dogma appena proclamato dal Papa e contestato da una parte dello stesso mondo ecclesiastico. Crediamo pertanto che si possa tranquillamente affermare che la Vergine Maria non scende sulla terra per aggiugere verità di fede ai Vangeli, ma per aiutare la sua Chiesa che a volte è in difficoltà nel far giungere il messaggio evangelico nel cuore di tante persone. Questo anche per i limiti umani di molti componenti di questa stessa Chiesa, semplici fedeli ma a volte anche ministri. Ed ecco allora che il Cielo, nei momenti più difficili, si fa carico di questo compito offrendo un aiuto, Questo ci pare il senso di tante apparizioni che poi, a loro volta portano conversioni così abbondanti.

Per quanto riguarda in particolare noi, semplici fedeli che ci diciamo cristiani, teniamo sempre presente che il pericolo, di fronte a incertezze e critiche, è quello di farle diventare un comodo alibi. Un alibi per sentirsi scusati dal non approfondire il contenuto evangelico dei messaggi con il continuo invito alla conversione che arrivano dai luoghi di apparizioni, ed oggi in particolare da Medjugorje. Un alibi per sentirsi scusati dal non porsi gli interrogativi che un fenomeno indubbiamente epocale come quello di cui stiamo parlando deve porre a ciascuna persona pensante.  A meno che ci sentiamo già "convertiti" e "a posto", come il fariseo della parabola del fariseo e del pubblicano.

                                                                                                                           LA REDAZIONE

 

Fonti: l'Avvenire (22 agosto 2017); Radio Maria (Padre Livio); https/ilsegnodigiona.com