Associazione Medjugorje Torino

XXIX MEDITAZIONE DELLA PAROLA

PROPONIAMO QUI DI SEGUITO UNA RIFLESSIONE SUI MESSAGGI DEL MESE DI MAGGIO 2017. LI ABBIAMO ACCOSTATI A QUALCHE BRANO BIBLICO E AD UN'OMELIA DI PAPA FRANCESCO AI QUALI CI SEMBRA SI POSSANO COLLEGARE.

L'ESPRESSIONE CHIAVE CHE QUESTA VOLTA ABBIAMO SCELTO DI EVIDENZIARE E': "IO PREGO MIO FIGLIO PER VOI, PER LA VOSTRA FEDE CHE DIMINUISCE SEMPRE PIU' NEI VOSTRI CUORI".

 

Messaggio del 2 maggio 2017 a Mirjana. Cari figli, vi invito a pregare, non chiedendo ma offrendo il sacrificio, sacrificandovi. Vi invito ad annunciare la verità e l'amore misericordioso. Io prego mio Figlio per voi, per la vostra fede che diminuisce sempre di più nei vostri cuori. Lo prego perché vi aiuti con lo Spirito Divino, come anche io desidero aiutarvi con lo spirito materno. Figli miei, dovete essere migliori. Solo coloro che sono puri, umili e colmi d'amore sorreggono il mondo, salvano se stessi ed il mondo. Figli miei, mio figlio è il cuore del mondo. Bisogna amarlo e pregarlo e non tradirlo sempre e nuovamente. Perciò voi, apostoli del mio amore diffondete la fede nei cuori delle persone con il vostro esempio, la vostra preghiera e l'amore misericordioso. Io sono accanto a voi e vi aiuterò. Pregate affinché i vostri pastori abbiano sempre più luce per poter illuminare tutti coloro che vivono nelle tenebre. Vi ringrazio.

Messaggio del 25 maggio 2017 a Marija. Cari figli! L'Altissimo mi ha permesso di invitarvi di nuovo alla conversione. Figlioli, aprite i vostri cuori alla grazia alla quale tutti siete chiamati. Siate testimoni della pace e dell'amore in questo mondo inquieto. La vostra vita qui sulla terra è passeggera. Pregate affinché attraverso la preghiera aneliate al cielo e alle cose celesti ed i vostri cuori vedranno tutto in modo diverso. Non siete soli. Io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. 

Dalla lettera agli Ebrei (11, 1-2; 11, 7-8; 11, 11). La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono... Per fede, Noè, avvertito divinamente di cose che ancora non si vedevano, costruì con pio timore un'arca a salvezza della sua famiglia... Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità e partì senza sapere dove andava. Per fede anche Sara, sebbene fuori dall'età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne fedele colui che glielo aveva promesso...

Dal Vangelo secondo Giovanni (4, 46 - 53).  (Gesù) andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l'acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafarnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e lo pregò di scendere a guarire suo figlio perché stava per morire. Gesù gli disse: "Se non vedete segni e prodigi, voi non credete". Ma il funzionario del re insistette: "Signore, scendi prima che il mio bambino muoia". Gesù gli rispose: "Và, tuo figlio vive". Quell'uomo credette alla parola che gli aveva detto Gesù e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i servi a dirgli: "Tuo figlio vive!". Si informò poi a che ora avesse cominciato a stare meglio. Gli dissero: "Ieri, un'ora dopo mezzogiorno la febbre lo ha lasciato". Il padre riconobbe che proprio a quell'ora Gesù gli aveva detto: "Tuo figlio vive" e credette lui con tutta la sua famiglia.

Dal Vangelo secondo Luca (8, 22-25). Un giorno salì su una barca con i suoi discepoli e disse: "Passiamo all'altra riva del lago". Presero il largo. Ora, mentre navigavano egli si addormentò. Un turbine di vento si abbattè sul lago, imbarcavano acqua ed erano in pericolo. Accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: "Maestro, maestro, siamo perduti!". E lui, destatosi, sgridò il vento e i flutti minacciosi; essi cessarono e si fece bonaccia. Allora disse loro: "Dov'è la vostra fede?". Essi, intimoriti e meravigliati, si dicevano l'un l'altro: "Chi è dunque costui che dà ordini ai venti e all'acqua e gli obbediscono?". 

Dal Vangelo secondo Luca (17, 11 - 19). Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: "Gesù maestro, abbi pietà di noi!". Appena li vide Gesù disse: "Andate a presentarvi ai sacerdoti". E mentre essi andavano, furono sanati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un samaritano. Ma Gesù osservò: "Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove, dove sono? Non si è trovato chi tornasse a rendere gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?". E gli disse: Alzati e và, la tua fede ti ha salvato!".

L'OMELIA SPIAZZANTE DI OGGI DI PAPA FRANCESCO (Omelia a Santa Marta - 10 gennaio 2014)."La Chiesa è piena di cristiani sconfitti", cristiani "convinti a metà": Invece "la fede può tutto" e "vince il mondo", ma occorre il coraggio di affidarsi a Dio. E' quanto ha affermato Papa Francesco presiedendo stamani la Messa a Santa Marta. Al centro dell'omelia del Papa, il brano della prima Lettera di San Giovanni in cui l'apostolo "insiste" su quella parola che per lui è come l'espressione della vita cristiana: "rimanere nel Signore", per amare Dio e il prossimo. Questo "rimanere nell'amore" di Dio è opera dello Spirito Santo e della nostra fede e produce un effetto concreto: "Chiunque rimane in Dio, chiunque è stato generato da Dio, chiumque rimane nell'amore vince il mondo e la vittoria è la nostra fede. Da parte nostra, la fede. Da parte di Dio, per questo 'rimanere', lo Spirito Santo che fa questa opera di grazia. Da parte nostra la fede. E' forte! E questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede! La nostra fede può tutto! E' vittoria! E questo sarebbe bello che lo ripetessimo, anche a noi, perché tante volte siamo cristiani sconfitti. Ma la Chiesa è piena di cristiani sconfitti, che non credono in questo, che la fede è vittoria; che non vivono questa fede, perché se non si vive questa fede, c'è la sconfitta e vince il mondo, il principe del mondo". Gesù - ricorda il Papa - ha lodato molto la fede dell'emorroissa, della cananea o del cieco nato e diceva che chi ha fede come un granello di senape può muovere le montagne. "Questa fede - afferma - chiede a noi due atteggiamenti: confessare e affidarci". Innanzitutto "confessare"."La fede è confessare Dio, ma il Dio che si è rivelato a noi, dal tempo dei nostri padri fino ad ora; il Dio storia. E questo è quello che tutti i giorni noi recitiamo nel Credo. E una cosa è recitare il Credo dal cuore e un'altra come pappagalli. Credo, credo in Dio, Credo in Gesù Cristo, credo... Io credo in quello che dico? Questa confessione di fede è vera e io la dico un po' a memoria, perché si deve dire? O credo a metà? Confessare la fede! Tutta, non una parte! Tutta! E questa fede custodirla tutta, come è arrivata a noi, per la strada della tradizione: tutta la fede! E come posso sapere se io confesso bene la fede? C'è un segno: chi confessa bene la fede, e tutta la fede, ha capacità di adorare, adorare Dio". 

"Noi sappiamo come chiedere a Dio, come ringraziare Dio - ha proseguito il Papa - ma adorare Dio, lodare Dio è di più! Soltanto chi ha questa fede forte è capace dell'adorazione". E Papa Francesco aggiunge: "Io oso dire che il termometro della vita della Chiesa è un po' basso in questo": c'è poca capacità di adorare, "non ne abbiamo tanta, alcuni sì...". E questo "perché nella confessione della fede noi non siamo convinti o siamo convinti a metà". Dunque - sottolinea il Papa - il primo atteggiamento è confessare la fede e custodirla. L'altro atteggiamento è "affidarsi". L'uomo o la donna che ha fede si affida a Dio: si affida! Paolo, in un momento buio della sua vita, diceva: "Io so bene a chi mi sono affidato". A Dio! Al Signore Gesù! Affidarsi: e questo ci porta alla speranza. Così come la confessione della fede ci porta all'adorazione e alla lode di Dio, l'affidarsi a Dio ci porta ad un atteggiamento di speranza. Ci sono tanti cristiani con una speranza con troppa acqua, non forte: una speranza debole. Perché? Perché non hanno la forza ed il coraggio di affidarsi al Signore. Ma se noi cristiani crediamo confessando la fede, anche custodendo, facendo la custodia della fede, e affidandoci a Dio, al Signore, saremo cristiani vincitori. E questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede!".