Associazione Medjugorje Torino

La profezia

Esattamente cento anni fa, il 13 Maggio 1917, la Vergine Maria appariva a tre pastorelli analfabeti, Lucia, Francesco e Giacinta, rispettivamente di 10, 9 e 7 anni che pascolavano le pecore nella conca chiamata Cova da Iria, nella zona di Fatima, in Portogallo.
Era la risposta pronta del Cielo all’arroganza del potere civile che per bocca del capo dello Stato Alonso Costa, nel 1911, aveva dichiarato: “Nell’arco di due generazioni riusciremo ad estirpare il cattolicesimo dal Portogallo”.
Era una arroganza derivante dal fatto che In Portogallo, nel 1910, rovesciata la monarchia, era salito al potere un governo di stampo massonico, caratterizzato da un forte orientamento antireligioso e anticristiano.
Le apparizioni di Fatima sono caratterizzate non solo da un richiamo all’esistenza di Dio, alla necessità della preghiera e della penitenza, tema questo che troviamo in tutte le altre apparizioni della Vergine, ma anche da un richiamo alla presenza di Dio nel nostro mondo e nel nostro tempo.
Nel corso di quelle apparizioni infatti la Madonna fece esplicito riferimento alle vicende future dell’umanità, vicende che sarebbero state influenzate dalla maggiore o minore risposta dell’umanità stessa agli ammonimenti del Cielo.
In particolare, nell’apparizione del 13 Luglio 1917, la Madonna, a fronte della domanda dei bambini su quando sarebbe finita la guerra, aveva risposto: “La guerra sta per finire, ma se gli uomini non smetteranno di offendere Dio, sotto il pontificato di Pio XI ne scoppierà un’altra ancora peggiore. Per impedirlo, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice dei primi sabati del mese. Se le mie richieste verranno esaudite, la Russia si convertirà e si avrà un periodo di pace, altrimenti essa spargerà i suoi errori nel mondo, causando guerre e persecuzioni contro la Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire. Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia che si convertirà”.
Nel Giugno del 1929 la Madonna parlò ancora a suor Lucia nel convento di Tuy per dirle che era arrivato il momento di dare compimento alla sua richiesta.
Purtroppo, in Vaticano, prevalsero considerazioni di natura politico-diplomatica e la consacrazione non fu fatta anche per la resistenza di una parte del mondo ecclesiastico.
Secondo le affermazioni di suor Lucia, due anni dopo, nel 1931, l’urgenza della consacrazione venne sottolineata da un altro intervento divino, sempre nel convento di Tuy. Questa volta fu nostro Signore stesso a parlare a suor Lucia e a darle questo ammonimento: “Fai sapere ai miei ministri, visto che seguono l’esempio del Re di Francia ritardando l’adempimento della mia richiesta, che lo seguiranno anche nella sventura“.
Questa affermazione di Gesù si riferisce ad un episodio non molto conosciuto che però influì grandemente e negativamente nel corso della storia dell’Europa e del mondo.
Si tratta di una richiesta di Gesù, fatta nel 1689 nel corso delle apparizioni di Paray-le Monial a Margherita Maria Alacoque.
In quell’occasione Gesù le diede un messaggio che conteneva una richiesta di portata epocale. Gesù chiese che il Re Luigi XIV (il Re Sole), consacrasse la Francia al suo Sacro Cuore.
Questa richiesta rientrava in un grande disegno della Divina Provvidenza sulla Francia, disegno che aveva come obiettivo la rinascita spirituale della Francia stessa e di riflesso dell’Europa tutta.
Era un disegno che nasceva dall’esigenza di contrastare quell’orientamento che si andava diffondendo in Europa verso la fine del XVII secolo, quando la cultura illumininista stava spingendo l’umanità verso una decadenza spirituale che preparava la tragedia della Rivoluzione Francese.
Rivoluzione che si sarebbe verificata un secolo più tardi con le sue caratteristiche fortemente antireligiose e anticristiane.
Il messaggio era un ammonimento all’umanità sulla crisi che si profilava ma nello stesso tempo conteneva, con la richiesta di consacrazione, l’offerta di una soluzione, così come, due secoli e mezzo dopo, nel 1917 la Madonna avrebbe fatto a Fatima di fronte alla rivoluzione bolscevica, chiedendo al Papa la consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato.
La richiesta del 1689 fatta in occasione delle apparizioni di Paray-le Monial, fu ignorata dal Re Sole.
Chi sa guardare agli avvenimenti con gli occhi della fede, non può non rilevare che di lì a pochi decenni iniziò la decadenza del Regno, per arrivare, nel 1792, alla Rivoluzione Francese.
Il quell’occasione, il nipote del Re Sole Luigi XVI, che era una persona retta e devota, quando fu arrestato e gettato in carcere dai rivoltosi, si ricordò della richiesta fatta dal Cielo al suo predecessore. Consapevole del fatto che ormai tutto era umanamente perduto, consacrò con un voto al Sacro Cuore di Gesù la sua persona, la sua famiglia e il suo popolo.
Il commovente documento fu ritrovato nel 1815, dopo la caduta dell’impero napoleonico.
Ma ormai era troppo tardi per ottenere le grazie promesse. La Monarchia era stata abbattuta e il Re fu ghigliottinato di lì a pochi mesi.
Tornando a Fatima, ecco il senso del dolore della Madre di Dio nel vedere ignorate le sue richiesta alla sua Chiesa ed ecco una ragionevole interpretazione della causa di tante sciagure abbattutesi sull’umanità per il mancato esaudimento delle richieste della Madonna.
Certo, questa interpretazione non è dimostrabile, come nulla è dimostrabile nel campo attinente allo spirito. Molti diranno che si tratta di coincidenze casuali.
Tuttavia ci sono altri episodi, grazie a Dio anche positivi, di fronte ai quali un credente, o anche semplicemente un uomo o una donna pensanti dotati di intelligenza, non può non sentirsi chiamato a interrogarsi.
Ci hanno aiutato in queste riflessioni tutta una serie di interessanti considerazioni riportate nel bel libro di Antonio Socci: “Il quarto segreto di Fatima” (BUR Rizzoli), in particolare quelle riportate nel capitolo: “Il significato segreto degli eventi “.
Proprio partendo dal messaggio di Fatima dobbiamo rilevare che nel corso degli anni due Papi, Pio XII e Giovanni Paolo II, hanno cercato di venire incontro alla richiesta della Vergine, anche se non ci sono riusciti integralmente.
Sempre tuttavia il Cielo ha mostrato di apprezzare il gesto consentendo il verificarsi di avvenimenti importanti per il bene dell’umanità.
Il 31 Ottobre 1942 Pio XII pronunciò l’atto di consacrazione della Chiesa e del mondo al Cuore Immacolato di Maria. Non era tutto quello che la Vergine aveva chiesto, e cioè la consacrazione della Russia fatta in unione con tutti i Vescovi del mondo.
Certo, per quanto riguarda in particolare la mancata citazione esplicita della Russia, bisogna anche tenere conto delle circostanze storiche. Si era in piena seconda guerra mondiale e presumibilmente negli ambienti vaticani si temette che un gesto del genere potesse essere strumentalizzato e interpretato come uno schierarsi della Santa Sede e fianco del Nazifascismo.
Così la comprensibile prudenza umana ebbe il sopravvento sull’aspetto profetico del gesto.
Nessuno può affermare con sicurezza quale corso avrebbe seguito la storia se il Papa avesse esplicitamente consacrato la Russia secondo le modalità indicate dalla Madre di Dio: chi crede nel messaggio di Fatima può presumere che si sarebbe verificata la promessa di un periodo di pace per l’umanità.
Tuttavia chi cerca di leggere la storia non come il frutto di una serie di “casi“, non può non rilevare la coincidenza di questo gesto, sia pur incompleto, con avvenimenti importanti.
La fine del 1942 e l’inizio del 1943 segnarono un momento di svolta nella seconda guerra mondiale con l’abbandono dell’Africa Settentrionale da parte delle truppe dell’Asse e la resa della VI armata tedesca a Stalingrado.
Senza voler esprimere giudizi politici che esulano completamente dall’intento di queste pagine, bisogna riconoscere che quegli avvenimenti contribuirono grandemente ad avvicinare la fine del conflitto.
Negli anni successivi la Vergine Maria invitò ancora Suor Lucia a sollecitare presso la Santa Sede quel gesto di consacrazione della Russia che aveva richiesto a Fatima.
Ancora una volta Pio XII cercò di andare incontro alla richiesta della Madonna: il 7 Luglio 1952 pubblicò la lettera apostolica ai popoli della Russia “Sacro vergente anno“ nella quale consacrò apertamente la Russia al Cuore Immacolato di Maria.
Anche questa volta però il gesto di Pio XII soddisfaceva solo parzialmente le richieste avanzate a Fatima dalla Madre di Dio perché la consacrazione non era stata fatta coinvolgendo tutti i vescovi del mondo e quindi non aveva le caratteristiche di un atto solenne della Chiesa Universale.
Per questo, anche questa volta, come nel 1942, non si realizzò pienamente la promessa di Fatima che prometteva la conversione della Russia e la pace nel mondo.
Tuttavia anche questa volta il Cielo dimostrò di accogliere con benevolenza il gesto sia pur parziale del Vicario di Cristo e intervenne nella Storia.
In quegli anni l’Unione Sovietica non faceva mistero del suo progetto di sovietizzazione di tutta l’Europa anche a costo di una guerra.
Una conferma si può trovare nel discorso di Stalin al XIX Congresso, il 14 Ottobre 1952.
Ma la Storia non la fanno gli uomini, o per lo meno non la fanno se il Cielo non lo permette.
Pochi mesi dopo quel discorso che quasi annunciava la guerra, il 5 Marzo 1953 Stalin moriva, almeno secondo quanto dichiarato, in seguito ad una emorragia cerebrale.
Certo, anche questa volta, molti affermeranno che si tratta di un caso, ma noi non possiamo fare a meno di notare che erano passati soltanto otto mesi dalla consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria fatta dal Papa e di conseguenza riteniamo di poter vedere in questo episodio, che ha risparmiato al mondo una guerra quasi certa, l’intervento premuroso della Madre a protezione dei suoi figli.
Passarono gli anni e purtroppo si dovette aspettare fino all’ascesa sul soglio pontificio di Giovanni Paolo II perché fosse ripresa in considerazione la richiesta della Madonna a Fatima.
Tuttavia neppure questo grandissimo Papa così devoto alla Vergine che gli aveva salvato la vita, lui per tre volte pellegrino a Fatima e malgrado la sua dimostrata propensione a compiere quel gesto, potè soddisfare in modo completo le richieste della Vergine che richiedeva la consacrazione della Russia.
Ancora una volta la resistenza di alcuni ambienti ecclesiastici agì da freno.
Così, il 25 Marzo 1984, in piazza San Pietro, a Roma, davanti alla statua della Madonna di Fatima e finalmente in unione con tutti i Vescovi del mondo, Giovanni Paolo II consacrò il mondo alla Madre degli uomini e dei popoli.
Si può ragionevolmente presumere che il Papa fece tutto quello che poteva nelle circostanze concrete e pare che anche suor Lucia si sia espressa in questo senso. E’ anche legittimo ritenere che in cuor suo, nel compiere quel gesto avesse ben presente la Russia e la includesse nella consacrazione.
Egli tuttavia dimostrò di essere consapevole del fatto che il suo gesto non soddisfaceva ancora in modo completo, almeno apertamente, le richieste della Madonna, perché, subito dopo aver consacrato il mondo, deviando dal testo che era stato preparato, chiese alla Madre di Dio: “ Illumina specialmente i popoli di cui tu aspetti la nostra consacrazione e il nostro affidamento”.
La frase fu riportata su” L’Osservatore Romano” del 26 Marzo 1984 (htpp // www. Fatima. org).
Tuttavia ancora una volta il Cielo, nella sua infinita bontà, dimostrò di saper comprendere le difficoltà degli uomini, anche dei suoi ministri, e rispose con interventi di grande portata per chi sa leggere la storia con gli occhi della fede.
Negli anni 1983 – 1984 era scoppiata la crisi degli euromissili. Erano gli anni in cui l’Unione Sovietica doveva fronteggiare una grave crisi economico - sociale: stavano tra l’altro accadendo fatti fino a non molto tempo prima impensabili, come lo sciopero nei cantieri navali di Danzica, in Polonia, nel 1980 e la nascita, sempre in Polonia, del sindacato indipendente Solidarnosc.
Si trattava di fatti capaci di far vacillare tutto il ”sistema”.
Inoltre, di fronte al riarmo degli Stati Uniti voluto dal Presidente Reagan e al programma di scudo stellare messo a punto sotto l’amministrazione dello stesso Reagan, l’Unione Sovietica si stava rendendo conto di essere avviata, nell’arco di non molti anni, a perdere la superiorità militare e strategica nei confronti dell’Occidente.
Dall’esame dei documenti storici effettuato successivamente alla fine della “guerra fredda” emerge che in tale situazione la classe dirigente sovietica prese in considerazione l’ipotesi di un attacco preventivo, a sorpresa, all’Occidente, per neutralizzarlo.
Non si tratta di una fantasia: documenti dai quali da non molto tempo è stato tolto il segreto, confermano che effettivamente il mondo in quel momento si trovava sull’orlo di un conflitto nucleare.
L’attacco però non si verificò.
A distanza di anni gli storici, sempre sulla base dei documenti esaminati, ritengono di poter individuare quella che verosimilmente fu la causa di questo mancato attacco, che ormai era quasi preventivato.
Il 13 Maggio1984, proprio mentre il rischio di guerra era al culmine, si verificò una esplosione devastante nella base missilistica sovietica di Severomorsk, sede di una parte della flotta del Mare del Nord.
Esplose un silos contenente dei missili della flotta e, a catena, questa esplosione fece esplodere tutti gli altri silos. Quasi sicuramente si trattò di un incidente, come all’epoca se ne verificavano spesso in Unione Sovietica. E’ molto meno verosimile l’ipotesi di un atto di sabotaggio.
In ogni caso l’intera base risultò praticamente distrutta e immediatamente gli esperti militari valutarono che non avrebbe potuto essere di nuovo operativa prima di cinque anni.
Ma gli impianti missilistici di quella base controllavano l’Oceano Atlantico e senza questa possibilità di controllo sarebbe stato impensabile per l’Unione Sovietica affrontare una guerra.
Per questo il Cremlino dovette abbandonare l’idea.
Ancora una volta ci troviamo di fronte a due possibili interpretazioni degli avvenimenti.
Chi non crede dirà che si è trattato di un caso.
Ma chi crede non può ignorare che il 13 Maggio è l’anniversario della prima apparizione di Fatima e che l’”incidente“ si verificò appena due mesi dopo che il Papa aveva solennemente consacrato il mondo alla Vergine.
La stessa suor Lucia, che ovviamente non sapeva nulla di questioni politiche e militari, dichiarò dopo un’apparizione del 1984 nella quale la Madonna aveva ringraziato per la consacrazione fatta appunto in quell’anno da Giovanni Paolo II, che quella consacrazione aveva evitato una guerra atomica che sarebbe scoppiata nel 1985.
Ma l’intervento del Cielo non si limitò ad evitare la guerra che sembrava ormai imminente.
Nel giro di pochi anni, con la salita al potere di Gorbaciov, assistemmo nel 1987 alla firma del trattato con gli Stati Uniti per la riduzione degli armamenti e l’eliminazione degli euromissili e, appena pochi mesi dopo, alla fine dell’Unione Sovietica e dell’impero comunista.
E se qualcuno, in passato, poteva ipotizzare che, un giorno o l’altro, la fine dell’impero comunista si sarebbe verificata in ogni caso, come insegna la storia, per una serie di ragioni politico-economiche–sociali, nessuno certo poteva immaginare che si sarebbe verificata senza un terrificante bagno di sangue, come invece era avvenuto per la fine del nazismo.
Vogliamo ancora osservare che la fine dell’Unione Sovietica fu ratificata nel 1991, l’8 Dicembre, festività dell’Immacolata Concezione e che la bandiera con falce e martello fu ammainata dalla cupola più alta del Cremlino il 25 Dicembre, Natale del Signore, dello stesso anno.
La cosa che ci colpisce è che la scelta di queste due date non avvenne in relazione al loro significato religioso perché le celebrazioni natalizie, soppresse a suo tempo dal regime comunista, furono ripristinate in Russia soltanto l’anno successivo.
Anche qui dunque dobbiamo pensare ad una coincidenza casuale oppure al realizzarsi di un disegno superiore?
Lasciamo ai nostri lettori di riflettere su queste così dette ”coincidenze“ dalle quali ci pare si possa dedurre che Dio e la Madre del suo Figlio Gesù camminano al nostro fianco e sono sempre pronti a proteggerci e sorreggerci se soltanto noi prestiamo un po' di attenzione agli inviti del Cielo.
Se ripercorriamo con il pensiero tutti gli avvenimenti che abbiamo citato in queste pagine non possiamo non pensare che nella maggior parte dei casi noi non ci accorgiamo nemmeno dei pericoli corsi e scampati grazie all’intervento del Cielo e alla protezione premurosa della Madre di Dio, perché siamo troppo distratti dalle incombenze quotidiane e troppo poco attenti ai segni dei tempi.
Ci piace citare a questo proposito quanto scritto dallo storico Alberto Leoni in un articolo in cui commentava appunto l’esplosione nella base di Severomorsk e il conseguente scampato pericolo di una guerra nucleare, nella consapevolezza che queste sue riflessioni si possono estendere a tanti altri momenti della vita sia dei popoli, sia dei singoli uomini, a partire da quella di ciascuno di noi.
“...Le nostre responsabilità nella storia che viviamo cesseranno solo con la nostra morte, non prima. Siamo deboli, ma non impotenti... Per chi guarda il mondo in cui vive, per chi ama informarsi c’è da stupirsi, a volte scandalizzarsi, per come la maggioranza delle persone ignori certi campanelli d’allarme e viva in modo incosciente e meschino, mentre dovrebbero pregare dal mattino alla sera di non essere messi alla prova. A volte, come nel 1984, accade qualcosa che cambia il corso degli eventi e ci risparmia un pericolo che sembrava inevitabile.
Nessuno però si accorge di niente e tutti vivono come se niente fosse accaduto. E’ un po' come se camminassimo per strada e un vaso di fiori caduto dal diciassettesimo piano ci sfiorasse. Noi però abbiamo le cuffie dell’iPod nelle orecchie e non ci accorgiamo di nulla: non sappiamo quanto siamo andati vicino alla morte”. (La presenza di Maria. Medjugorje. Aprile 2012).
A proposito dell’affermazione sopra citata di Alberto Leoni: “Siamo deboli, ma non impotenti” vogliamo qui ricordare quanto avvenuto in Austria negli anni tra il 1945 e il 1955.
Si tratta di qualche cosa probabilmente non nota a tutti, specialmente a chi non ha vissuto in quell’epoca, o non ne ha studiato gli avvenimenti.
E’ una riflessione che ci è stata suggerita da quanto riportato nel monumentale libro di Vittorio Messori: “Ipotesi su Maria “ (Edizioni ARES) al capitolo XVII ("Spigolando“).
Ricorda Vittorio Messori che nel 1945, alla fine della seconda guerra mondiale, le potenze vincitrici si trovarono a dover stabilire l’assetto di quella parte d’Europa che era stata sconfitta.
La Gran Bretagna, con la sua grande esperienza politica, avrebbe voluto contenere L’Unione Sovietica ad Est.
Invece sia la mancanza di una cultura politica estera sia l’ingenuità della loro classe dirigente fecero sì che gli Stati Uniti imponessero agli alleati di fermarsi in vista di Berlino e permettessero ai sovietici di espandere la loro zona d’influenza su tutta l’Europa orientale.
In questo contesto l’Austria fu divisa, come la Germania, in quattro zone tra le quali quella occupata dai russi era la più importante e comprendeva la capitale, Vienna.
Nell’arco di pochi anni, sulla base di quanto nel frattempo si era verificato in Cecoslovacchia e in Ungheria, le Cancellerie occidentali presero coscienza che i comunisti avrebbero quasi sicuramente dato il via ad un colpo di stato per andare al potere in Austria da soli, ma non vollero rischiare una guerra con l’URSS per evitarlo.
Invece accadde l’incredibile.
Un religioso francescano, padre Petrus, che aveva sperimentato in prima persona la prigionia in Unione Sovietica, in occasione di un suo pellegrinaggio al santuario nazionale austriaco di Mariazell, sentì una locuzione interiore che diceva: “Pregate tutti, tutti i giorni, il rosario e sarete salvi“.
Egli allora si fece promotore di una “Crociata nazionale del Rosario”, nello spirito di Fatima, alla quale presero parte milioni di austriaci, riunendosi anche all’aperto e organizzando processioni in tutto il paese.
L’iniziativa stava andando avanti da qualche anno quando a sorpresa il Cancelliere austriaco fu convocato a Mosca e qui gli fu comunicato che l’Unione Sovietica aveva deciso di ridare all’Austria la piena indipendenza e di ritirare da essa le sue truppe in cambio soltanto di un impegno dell’Austria alla neutralità, impegno prontamente accettato.
Il mondo intero in tutte le sue componenti, politiche, diplomatiche e militari, fu colto completamente di sorpresa e stupìto da questa decisione che, per quanto ci risulta, è rimasta unica nella storia dell’URSS.
Non furono invece stupìti quanti avevano preso parte alla “Crociata del Rosario”.
Particolare non trascurabile per un credente: la notizia del ritiro fu comunicata a Mosca allo stupefatto Cancelliere austriaco il 13 Maggio, anniversario della prima apparizione di Fatima e il ritiro delle truppe sovietiche fu fissato dal Cremlino per il mese di Ottobre, che per i cattolici è il mese del Rosario.
Da tutto quanto riportato in questo nostro testo emerge come gesti apparentemente anche piccoli, se compiuti nello spirito richiesto dal Cielo, possano cambiare il corso della Storia.
Ma l’ultimo episodio citato, quello relativo all’Austria, ci dice anche che non possiamo trincerarci dietro l’affermazione che noi non siamo il Papa e quindi non abbiamo la possibilità di compiere gesti così importanti come sarebbe stata, per esempio, la consacrazione della Russia.
Invece, sia pur nel nostro piccolo, possiamo fare qualche cosa di simile applicandolo alla nostra vita sia di comunità che individuale: la preghiera del Rosario, per esempio, che la Madonna ha chiesto in tante apparizioni, è accessibile a tutti e in ogni momento.
E forse, dopo aver riflettuto sugli interventi del Cielo nella storia dei popoli faremmo bene a ripercorrere con il pensiero tanti momenti della nostra vita individuale per scoprire anche in essi l’intervento di Dio anche se in quel momento non ne avevamo preso pienamente coscienza.
Ma soprattutto dovremmo sempre ricordare che il Padre Celeste ci ha dato in mano l’arma della preghiera che per quanto possa sembrare impossibile può cambiare il corso della storia, collettiva e individuale.
L’importante è che non si ripeta per ciascuno di noi quanto si verificò per il Re di Francia quando ormai era troppo tardi per rispondere all’ invito del Signore.

Fonti
A.Socci “Il quarto segreto di Fatima” ( BUR saggi Rizzoli )
V. Messori “ Ipotesi su Maria “ Edizioni ARES
“La presenza di Maria, Medjugorje”. Aprile 2012.