Associazione Medjugorje Torino

XXVII MEDITAZIONE DELLA PAROLA

PROPONIAMO QUI DI SEGUITO UNA RIFLESSIONE SUI MESSAGGI DEL MESE DI FEBBRAIO 2017. LI ABBIAMO ACCOSTATI A QUALCHE BRANO BIBLICO E AD UN'OMELIA DI PAPA FRANCESCO AI QUALI CI SEMBRA SI POSSANO COLLEGARE.

SIA I BRANI BIBLICI CHE L'OMELIA DI PAPA FRANCESCO CI SEMBRANO MOLTO SIGNIFICATIVI, PERCHE' NESSUNO DI NOI PUO' RITENERSI IMMUNE DAL TIPO DI TENTAZIONI IN ESSI DESCRITTI. L'ESPRESSIONE CHIAVE CHE QUESTA VOLTA ABBIAMO SCELTO DI EVIDENZIARE E': "PREGATE CON LE OPERE BUONE. AMATEVI GLI UNI GLI ALTRI".

 

Messaggio del 25 febbraio 2017 (a Marija). "Cari figli, Oggi vi invito a vivere profondamente la vostra fede e a pregare l'Altissimo affinché la rafforzi, cosicché i venti e le tempeste non possano spezzarla. Le radici della vostra fede siano la preghiera e la speranza nella vita eterna. Già adesso, figlioli, lavorate su voi stessi, in questo tempo nel quale Dio vi dona la grazia affinché attraverso la rinuncia e la chiamata alla conversione siate uomini dalla fede e dalla speranza limpide e perseveranti. Grazie per aver risposto alla mia chiamata". 

Messaggio del 2 marzo 2017 (a Mirjana). Cari figli, con amore materno vengo ad aiutarvi per avere più amore. Ciò significa più fede. Vengo ad aiutarvi a vivere con amore le parole di mio Figlio in modo che il mondo sia diverso. Per questo, apostoli del mio amore, vi raccolgo intorno a me. Guardatemi con il cuore. Parlatemi come ad una madre, dei vostri dolori, fatiche e gioie. Chiedete che io preghi mio Figlio per voi. Mio Figlio è misericordioso e giusto. Il mio cuore materno desidera che siate così anche voi. Il mio cuore materno desidera che voi, apostoli del mio amore, a tutti coloro che vi circondano, con la vostra vita, parliate di mio Figlio e di me, perché il mondo sia diverso, perché torni semplicità e purezza, perché torni fede e speranza. Perciò, figli miei, pregate, pregate, pregate con il cuore, pregate con amore, pregate con le opere buone, perché tutti conoscano mio Figlio, perché il mondo cambi, perché il mondo si salvi. Vivete con amore le parole di mio Figlio, non giudicate, ma amatevi gli uni gli altri, perché il mio cuore possa trionfare. Vi ringrazio. 

Dal libro del profeta Isaia (1,13 - 17). "Smettete di presentare offerte inutili; l'incenso per me è un abominio, i noviluni, i sabati, le assemblee sacre: non posso sopportare delitto e solennità. Io detesto i vostri noviluni e le vostre feste; per me sono un peso, sono stanco di sopportarli... Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l'oppresso, rendete giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova". 

Dal Vangelo secondo Giovanni (13,34 - 35). "Vi dò un Comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei apostoli: se avete amore gli uni per gli altri". 

Dalla lettera di Paolo ai Galati (3,23 - 24/5,5 - 6). ... "Ma prima che venisse la fede, noi eravamo custoditi e rinchiusi sotto la Legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata. Così la legge è stata per noi un pedagogo, fino a Cristo, perché fossimo giustificati per la fede. Sopraggiunta le fede, non siamo più sotto un pedagogo...". ..." Non avete più nulla a che fare con Cristo voi che cercate la giustificazione nella Legge: siete decaduti dalla grazia. Quanto a noi, per lo Spirito, in forza della fede, attendiamo fermamente la giustizia sperata. Perché in Cristo Gesù non è la circoncisione che vale o la non circoncisione, ma la fede che si rende operosa per mezzo della carità...". 

Dalla lettera di Giacomo (14 - 20). "A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede può forse salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: 'Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi', ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede; se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta. Al contrario uno potrebbe dire: 'Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede'. Tu credi che c'è un Dio solo? Fai bene. Anche i demoni lo credono e tremano! Insensato, vuoi capire che la fede senza le opere non ha valore?". 

 

PAPA FRANCESCO: "Una fede che non dà frutto nelle opere non è fede". (Estratto dall'Omelia di Papa Francesco a Santa Marta del 21 febbraio 2014). 

"Una fede che non dà frutto nelle opere non è fede". E' l'affermazione con la quale Papa Francesco ha aperto l'omelia della Messa presieduta questa mattina in Casa Santa Marta. Il mondo è pieno di cristiani che recitano molto le parole del Credo e molto poco le mettono in pratica. O di eruditi che incasellano la teologia in una serie di possibilità, senza che tale sapienza abbia poi riflessi concreti nella vita. E' un rischio che duemila anni fa San Giacomo aveva già paventato e che Papa Francesco riprende nell'omelia, commentando il passo in cui l'Apostolo ne parla nella sua Lettera. "La sua affermazione - osserva - è chiara: la fede senza il frutto nella vita, una fede che non dà frutto nelle opere, non è fede". Anche noi sbagliamo tante volte su questo: 'Ma io ho tanta fede', sentiamo dire. 'Io credo tutto, tutto...'. E forse questa persona che dice quello ha una vita tiepida, debole. La sua fede è come una teoria, ma non è viva nella sua vita. L'Apostolo Giacomo, quando parla di fede, parla proprio della dottrina, di quello che è il contenuto della fede. Ma voi potete conoscete tutti i comandamenti, tutte le profezie, tutte le verità di fede, ma se questo non va alla pratica, non va alle opere, non serve. Possiamo recitare il Credo teoricamente, anche senza fede, e ci sono tante persone che lo fanno. Anche i demoni! I demoni conoscono benissimo quello che si dice nel Credo e sanno che è Verità. Le parole di Papa Francesco riecheggiano l'asserzione di San Giacomo: "Tu credi che c'è un Dio solo? Fai bene; anche i demoni lo credono e tremano". La differenza, soggiunge il Papa, è che i demoni "non hanno fede", perché "avere fede non è avere una conoscenza", bensì "ricevere il messaggio di Dio" portato da Cristo. Nel Vangelo - prosegue Papa Francesco - si trovano due segni rivelatori di chi "sa quello che si deve credere ma non ha fede". Il primo segno è la "casistica", rappresentato da coloro che domandavano a Gesù se fosse lecito pagare le tasse o quale dei sette fratelli del marito avrebbe dovuto sposare la donna rimasta vedova. Il secondo segno è "l'ideologia": "I cristiani che pensano la fede ma come un sistema di idee, ideologico: anche al tempo di Gesù c'erano. L'Apostolo Giovanni dice di loro che sono l'anticristo, gli ideologi della fede, di qualsiasi segno siano. A quel tempo c'erano gli gnostici, ma ci saranno tanti... E così, questi che cadono nella casistica o questi che cadono nell'ideologia sono cristiani che conoscono la dottrina ma senza fede, come i demoni. Con la differenza che quelli tremano, questi no: vivono tranquilli".  Al contrario, ricorda Papa Francesco, nel Vangelo ci sono anche esempi di "persone che non conoscono la dottrina ma hanno tanta fede". Papa Francesco cita l'episodio della Cananea, che con la sua fede strappa la guarigione per sua figlia vittima di una possessione, e la Samaritana che apre il suo cuore perché - dice il Papa - "ha incontrato non verità astratte", ma "Gesù Cristo". E ancora, il cieco guarito da Gesù e che per questo viene interrogato dai farisei e dottori della legge finché si inginocchia con semplicità e adora chi lo ha sanato. Tre persone, è la considerazione finale del Papa, che dimostrano come fede e testimonianza siano indissolubili: "La fede è un incontro con Gesù Cristo, con Dio, e di lì nasce e ti porta alla testimonianza. E' questo che l'Apostolo vuole dire: una fede senza opere, una fede che non ti coinvolga, che non ti porti alla testimonianza, non è fede. Sono parole e niente più che parole".

Servizio di Alessandro De Carolis - Fonte: news.va