Associazione Medjugorje Torino

XXIV MEDITAZIONE DELLA PAROLA

COME GIA' ABBIAMO AVUTO OCCASIONE DI DIRE NELL'IMPOSTAZIONE DI QUESTA RUBRICA SIAMO PARTITI DALLA CONSTATAZIONE CHE NEL CORSO DEGLI ANNI LA VERGINE MARIA, NEI SUOI MESSAGGI, HA RIPETUTAMENTE INVITATO A LEGGERE LA SACRA SCRITTURA PER CERCARE DI COMPRENDERE SEMPRE MEGLIO LA PAROLA DI DIO.

E' UN TEMA MOLTO CARO ANCHE A PAPA FRANCESCO. EGLI INFATTI, COMMENTANDO, PER ESEMPIO, IL VANGELO DELLA TRASFIGURAZIONE DI GESU' E LA VOCE CHE DALLA NUBE DICEVA: "QUESTI E' IL FIGLIO MIO, L'AMATO, IN LUI HO POSTO IL MIO COMPIACIMENTO. ASCOLTATELO" (Mt 17, 1-9), CI HA INVITATI AD ASCOLTARE LA VOCE DEL SIGNORE ANCHE ATTRAVERSO LA MEDITAZIONE DELLA PAROLA. IN QUESTO LAVORO CI SIAMO PROPOSTI DUE OBIETTIVI. IL PRIMO E' QUELLO DI AIUTARCI TUTTI A CERCARE DI COLLEGARE I MESSAGGI DELLA MADONNA CON DEI BRANI DELLA SCRITTURA CHE SIANO AD ESSI ATTINENTI. QUESTO PER ABITUARCI A PRENDERE UN PO' PIU' DI FAMILIARITA' CON LA SCRITTURA STESSA E DI CONSEGUENZA COMPRENDERE SEMPRE MEGLIO LA PAROLA DI DIO IN ESSA RIPORTATA. IL SECONDO E' QUELLO DI CERCARE DI COGLIERE IN OGNI MESSAGGIO UNA ESPRESSIONE CHIAVE CHE EVIDENZI UN PUNTO DEL MESSAGGIO STESSO. QUESTO PER AIUTARCI A CAPIRE CHE OGNI MESSAGGIO HA UNA SUA PECULIARITA', ANCHE SE UNA LETTURA UN PO' AFFRETTATA E SUPERFICIALE POTREBBE FARE PENSARE CHE IN FONDO I MESSAGGI SONO TUTTI UGUALI. IN REALTA' PERO' SE SI CERCA DI ANDARE UN PO' PIU' A FONDO, SI VEDE CHE NON E' COSI'. DAI MESSAGGI DEL MESE DI NOVEMBRE U.S. PER ESEMPIO ABBIAMO SCELTO L'ESPRESSIONE: "E' TEMPO DI VEGLIA". ANCHE QUESTA VOLTA ABBIAMO PENSATO DI AGGIUNGERE UNA SINTESI DELL'OMELIA DI PAPA FRANCESCO A SANTA MARTA DEL 28 NOVEMBRE 2016, OMELIA NELLA QUALE APPUNTO IL SANTO PADRE RICORDA L'ESIGENZA DI ESSERE VIGILANTI PER POTER INCONTRARE IL SIGNORE. 

 

Messaqggio del 2 Novembre 2016 (a Mirjana). "Cari figli, venire a voi e manifestarmi è una grande gioia per il mio Cuore materno. E' un dono di mio Figlio per voi e per altri che verranno. Come Madre vi invito: amate mio Figlio al di sopra di tutto! Per amarlo con tutto il cuore, dovete conoscerlo. Lo conoscerete con la preghiera. Pregate col cuore ed i sentimenti. Pregare vuol dire pensare al suo amore e al suo sacrificio. Pregare significa amare, dare, patire ed offrire. Invito voi, figli miei, ad essere apostoli della preghiera e dell'amore. Figli miei, è tempo di veglia. In questa veglia vi invito alla preghiera, all'amore ed alla fiducia. Mentre mio Figlio guarderà nei vostri cuori, il mio Cuore materno desidera che egli in essi veda fiducia incondizionata e amore. L'amore unito dei miei apostoli vivrà, vincerà e svelerà il male. Figli miei, io sono stata il calice dell'Uomo-Dio, sono stata strumento di Dio. Perciò invito voi, miei apostoli, ad essere calice dell'amore sincero e puro di mio Figlio. Vi invito ad essere uno strumento attraverso il quale tutti coloro che non hanno conosciuto l'amore di Dio, che non hanno mai amato, comprendano, lo accettino e si salvino. Vi ringrazio, figli miei!". 

Messaggio del 25 Novembre 2016 (a Marija). "Cari figli! Anche oggi vi invito a ritornare alla preghiera. in questo tempo di grazia Dio mi ha permesso di guidarvi verso la santità e verso una vita semplice, affinché nelle piccole cose possiate scoprire Dio Creatore, innamorarvi di Lui e affinché la vostra vita sia un ringraziamento all'Altissimo per tutto quello che Lui vi dona. Figlioli, la vostra vita sia un dono per gli altri nell'amore e Dio vi benedirà. E voi, testimoniate senza interesse, per amore verso Dio. Io sono con voi e intercedo davanti a mio Figlio per tutti voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata". 

Dal Vangelo secondo Luca (21, 34-35). "State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso; come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia della terra. Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere e di compatire davanti al Figlio dell'uomo". 

Dal Vangelo secondo Matteo (24, 37-42). "Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell'arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell'uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l'altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l'altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà"

Dal Vangelo secondo Matteo (26, 40-41). Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano, E disse a Pietro: "Così non siete stati capaci di vegliare un'ora sola con me? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole".

 

PAPA FRANCESCO: ESSERE VIGILANTI PER INCONTRARE GESU' (Omelia a Santa Marta del 28 Novembre 2016 - Sintesi. Fonte Radio Vaticana - Servizio di Alessandro Gisotti).

La fede cristiana non è una teoria o una filosofia, è l'incontro con Gesù. E' quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta, all'inizio del Tempo di Avvento. Il Pontefice ha affermato che per incontrare davvero Gesù dobbiamo metterci in cammino con tre atteggiamenti: vigilanti nella preghiera, operosi nella carità ed asultanti nella lode. Incontrare Gesù: è questa "la grazia che noi vogliamo nell'Avvento". Papa Francesco ha incentrato l'omelia della Messa a Santa Marta sul tema dell'incontro con il Signore. Ha innanzitutto osservato che in questo periodo dell'Anno, la Liturgia ci propone numerosi incontri di Gesù: con sua Madre nel grembo, con San Giovanni Battista, con i pastori, con i Magi. Tutto questo, ha ripreso, ci dice che l'Avvento è "un tempo per camminare e andare incontro al Signore, cioè un tempo per non stare fermo". Preghiera, carità e lode: così incontreremo il Signore. Ecco allora che dobbiamo chiederci come possiamo andare incontro a Gesù. "Quali sono gli atteggiamenti che io devo avere per incontrare il Signore? Come - si chiede Francesco - devo preparare il mio cuore per incontrare il Signore?". "Nella preghiera all'inizio della Messa, la Liturgia ci segnala tre atteggiamenti: vigilanti nella preghiera, operosi nella carità ed asultanti nella lode. Cioè devo pregare, con vigilanza; devo essere operoso nella carità - la carità fraterna: non solo dare un'elemosina, no; anche tollerare la gente che mi dà fastidio, tollerare a casa i bambini quando fanno troppo rumore, o il marito o la moglie quando ci sono difficoltà, o la suocera... ma tollerare, tollerare... Sempre la carità, ma operosa. E anche la gioia di lodare il Signore: 'Esultanti nella gioia'. Così dobbiamo vivere questo cammino, questa volontà di incontrare il Signore...". Lì però, ha aggiunto il Papa "ci sarà una sorpresa, perché Lui è il Signore delle sorprese". Anche il Signore ha detto "non sta fermo". Io, ha affermato, "sono in cammino per incontrarlo e Lui è in cammino per incontrarmi, e quando ci incontriamo vediamo che la grande sorpresa è che Lui mi sta cercando, prima che io incominci a cercarlo". 

Il Signore sempre ci precede nell'incontro. Questa, ha affermato, è "la grande sorpresa dell'incontro con il Signore. Lui ci ha cercato prima. Lui sempre è primo. Lui fa il suo cammino per trovarci". E' quello che è successo al Centurione: l'abbondanza della sua grazia, del suo amore, della sua tenerezza che non si stanca di cercarci. Anche, alle volte, con cose piccole. Noi pensiamo che incontrare il Signore sia una cosa magnifica, come quell'uomo della Siria, Naaman, che era lebbroso: e non è semplice... E anche lui ha avuto una sopresa grande del modo di agire di Dio. E il nostro è il Dio delle sorprese, Il Dio che ci sta cercando, ci sta aspettando, e soltanto chiede da noi il piccolo passo della buona volontà". Noi, ha ripreso, dobbiamo avere la "voglia di incontrarlo". E poi Lui "ci aiuta". 

La fede non è sapere tutto della dogmatica, ma incontrare Gesù. "Tante volte - ha soggiunto - vedrà che vogliamo avvicinarci e Lui esce al nostro incontro. E' l'incontro con il Signore: questo è l'importante! L'incontro". "Mi ha sempre colpito - ha rammentato Francesco - quello che Papa Benedetto aveva detto, che la fede non è una teoria, una filosofia, un'idea: è un incontro. Un incontro con Gesù". Altrimenti, se non hai "incontrato la sua misericordia" puoi anche "recitare il Credo a memoria, ma non avere fede". "I dottori della Legge sapevano tutto, tutto della dogmatica di quel tempo, tutto della morale di quel tempo, tutto. Non avevano fede perché il loro cuore si era allontanato da Dio. Allontanarsi o avere la volontà di andare incontro. E questa è la grazia che noi oggi chiediamo".