Associazione Medjugorje Torino

XXIII MEDITAZIONE DELLA PAROLA

COME GIA' ABBIAMO AVUTO OCCASIONE DI DIRE, NELL'IMPOSTAZIONE DI QUESTA RUBRICA SIAMO PARTITI DALLA CONSTATAZIONE CHE NEL CORSO DEGLI ANNI LA VERGINE MARIA, NEI SUOI MESSAGGI, HA RIPETUTAMENTE INVITATO A LEGGERE LA SCRITTURA PER COMPRENDERE SEMPRE MEGLIO LA PAROLA DI DIO.

E' UN TEMA MOLTO CARO ANCHE A PAPA FRANCESCO. EGLI INFATTI COMMENTANDO, PER ESEMPIO, IL VANGELO DELLA TRASFIGURAZIONE DI GESU' E LA VOCE CHE DALLA NUBE DICEVA: "QUESTI E' IL FIGLIO MIO, L'AMATO: IN LUI HO POSTO IL MIO COMPIACIMENTO. ASCOLTATELO" (Mt 17,1-9), CI HA INVITATI TUTTI AD ASCOLTARE LA VOCE DEL SIGNORE ANCHE ATTRAVERSO LA MEDITAZIONE DELLA PAROLA. IN QUESTO LAVORO CI SIAMO PROPOSTI DUE OBBIETTIVI. IL PRIMO ERA QUELLO DI AIUTARCI TUTTI A CERCARE DI COLLEGARE I MESSAGGI DELLA MADONNA CON DEI BRANI DELLA SCRITTURA CHE CI SEMBRASSERO ATTINENTI, ANCHE PER ABITUARCI A PRENDERE UN PO' PIU' DI FAMILIARITA' CON LA SCRITTURA STESSA E CONSEGUENTEMENTE COMPRENDERE SEMPRE MEGLIO LA PAROLA DI DIO IN ESSA RIPORTATA, IL SECONDO ERA QUELLO DI CERCARE DI COGLIERE IN OGNI MESSAGGIO UNA ESPRESSIONE CHIAVE CHE EVIDENZIASSE UN PUNTO DEL MESSAGGIO STESSO. QUESTO PER AIUTARCI A CAPIRE CHE OGNI MESSAGGIO HA UNA SUA PECULIARITA', ANCHE SE UNA LETTURA UN PO' AFFRETTATA POTREBBE FARE PENSARE (E SPESSO CON ALCUNE PERSONE LO FA) CHE I MESSAGGI SONO TUTTI UGUALI, CHE DICONO TUTTI LA STESSA COSA. IN REALTA' PERO' SE UNO VA UN PO' PIU' A FONDO VEDE CHE NON E' COSI'. DAI MESSAGGI DEL MESE DI SETTEMBRE U.S. ABBIAMO SCELTO L'ESPRESSIONE: "PAZIENZA, MISERICORDIA, SACRIFICIO". ANCHE QUESTA VOLTA ABBIAMO PENSATO DI AGGIUNGERE UN ESTRATTO DELL'OMELIA DI PAPA FRANCESCO DEL 6 OTTOBRE 2015, CHE AFFRONTA PROPRIO IL TEMA DELLA MISERICORDIA.

"PAZIENZA, MISERICORDIA, SACRIFICIO"

Messaggio del 2 settembre 2016 (a Mirjana). "Cari figli, per la volontà di mio Figlio ed il mio materno amore, vengo a voi figli miei, in modo particolare per coloro che non hanno conosciuto l'amore di mio Figlio. Vengo a voi che pensate a me, che mi invocate. A voi dò il mio materno amore e la benedizione di mio Figlio. Avete cuori puri e aperti? Vedete i doni, i segni della mia presenza e del mio amore? Figli miei, in questa vita terrena procedete seguendo il mio esempio. La mia vita è stata dolore, silenzio, un'immensa fede e fiducia nel Padre Celeste. Nulla succede per caso, nè il dolore, nè la gioia, nè sofferenza, nè amore. Tutte queste sono le grazie che mio Figlio vi dà e che vi guidano alla vita eterna. Mio Figlio chiede da voi l'amore e la preghiera in esso. Amare e pregare in esso significa - come madre voglio insegnarvelo - pregare nel silenzio della propria anima e non solo recitate con le labbra. Questo è il più piccolo bel gesto che potete compiere in nome di mio Figlio. Lo è la pazienza, la misericordia, l'accettazione del dolore e del sacrificio compiuto per gli altri. Figli miei, mio Figlio vi guarda. Pregate per poter anche voi vedere il suo viso, affinché possa rivelarsi a voi. Figli miei, a tutti rivelo l'unica vera verità. Pregate per poterla comprendere e per poter diffondere l'amore e la speranza, per poter essere apostoli del mio amore. In modo particolare il mio cuore materno ama i pastori. Pregate per le loro mani benedette. Vi ringrazio".

Messaggio del 25 settembre 2016 (a Marija). "Cari figli! Oggi vi invito alla preghiera. La preghiera sia per voi vita. Soltanto così il vostro cuore si riempirà di pace e di gioia. Dio vi sarà vicino e voi lo sentirete nel vostro cuore come un amico. Parlerete con Lui come con qualcuno che conoscete e, figlioli, sentirete il bisogno di testimoniare perchè Gesù sarà nel vostro cuore e voi sarete uniti in Lui. Io sono con voi e vi amo tutti con il mio amore materno. Grazie per aver risposto alla mia chiamata". 

Dal libro dei Proverbi (16,32). "E' meglio la pazienza che la forza di un eroe. Chi domina se stesso vale più di chi conquista una città...". 

Dal Salmo 103 (10-12). "Il Signore non ci tratta secondo i nostri peccati e non ci ripaga secondo le nostre colpe. Perché quanto il Cielo è alto sulla terra, così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono... Perché egli sa bene di che siamo plasmati, ricorda che noi siamo polvere". 

Dalla seconda lettera a Timoteo (2,24 - 25). "... Un servo del Signore non deve essere litigioso, ma mite con tutti, capace di insegnare, paziente, dolce nel rimproverare quelli che gli si mettono contro, nella speranza che Dio conceda loro di convertirsi, perché riconoscano la verità e rientrino in se stessi...". 

PAPA FRANCESCO: NO AI MINISTRI DI RIGIDITA', DIO VUOLE MISERICORDIA. Messa a Santa Marta (06/10/2015). 

Sintesi. Guardiamoci dall'avere un cuore duro che non lascia entrare la misericordia di Dio. E' quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Il Papa ha esortato a non resistere alla misericordia del Signore, credendo più importanti i propri pensieri o un elenco di comandamenti da osservare. Il profeta Giona resiste alla volontà di Dio, ma alla fine impara che deve obbedire al Signore. Francesco ha sviluppato la sua omelia muovendo dalla Prima Lettura, tratta proprio dal Libro di Giona, e ha osservato che la grande città di Ninive si converte proprio grazie alla sua predicazione: "Davvero (Giona) fa il miracolo, perché in questo caso lui ha lasciato da parte la sua testardaggine e ha obbedito alla volontà di Dio, e ha fatto quello che il Signore gli aveva comandato". Nunive, dunque, si converte e davanti a questa conversione, Giona, che è uomo "non docile allo Spirito di Dio, si arrabbia". "Giona - ha detto il Papa - provò grande dispiacere e fu sdegnato". E, addirittura, "rimprovera il Signore". 

Se il cuore è duro la misericordia di Dio non può entrare. La storia di Giona e Ninive, annota Francesco, si articola dunque in tre capitoli: il primo "è la resistenza alla missione che il Signore gli affida"; il secondo "è l'obbedienza, e quando si obbedisce si fanno miracoli. L'obbedienza alla volontà di Dio e Ninive si converte". Nel terzo capitolo, "c'è la resistenza alla misericordia di Dio". "Quelle parole, 'Signore, non era forse questo che dicevo quando ero nel mio Paese? Perché Tu sei un Dio misericordioso e pietoso', e io ho fatto tutto il lavoro di predicare, io ho fatto il mio mestiere ben fatto, a Tu li perdoni? E' il cuore con quella durezza che non lascia entrare la misericordia di Dio. E' più importante la mia predica, sono più importanti i miei pensieri, è più importante tutto quell'elenco di comandamenti che devo osservare, tutto, tutto, tutto che la misericordia di Dio". 

Anche Gesù non era capito per la sua misericordia. "E questo dramma - rammenta Francesco - anche Gesù lo ha vissuto con i Dottori della Legge, che non capivano perché Lui non lasciò lapidare quella donna adultera, come Lui andava a cena con i pubblicani ed i peccatori: non capivano. Non capivano la misericordia. 'Tu sei misericordioso e pietoso'". Il Salmo che oggi abbiamo pregato, prosegue il Papa, ci suggerisce di "attendere il Signore perché con il Signore è la misericordia, e grande è con Lui la redenzione". 

No ai ministri della rigidità, il Signore ci chiede misericordia. "Dove c'è il Signore - riprende Francesco - c'è la misericordia. E Sant'Ambrogio aggiungeva: 'E dove c'è la rigidità ci sono i suoi ministri'. La testardaggine che sfida la missione, che sfida la misericordia". Vicini all'inizio dell'Anno della Misericordia, preghiamo il Signore che ci faccia capire come è il suo cuore, cosa significa "misericordia", cosa vuol dire quando Lui dice: "Misericordia voglio, e non sacrificio!".