Associazione Medjugorje Torino

UNA RIFLESSIONE SULLE ULTIME NOTIZIE A PROPOSITO DI MEDJUGORJE

Da qualche settimana circola, come molti nostri lettori sapranno, anche perché diffusa da Radio Maria, negli ambienti vicini a Medjugorje, la voce secondo la quale il Vaticano sarebbe orientato a togliere alla Diocesi di Mostar la giurisdizione sulla Parrocchia di Medjugorje erigendo quest'ultima a Santuario sotto la diretta responsabilità pastorale della Santa Sede, tramite un Amministratore Apostolico. La notizia data in primo luogo da un quotidiano di Zagabria, il "Cerny List" è subito rimbalzata su alcuni giornali italiani in particolare su "La Bussola-quotidiano". Ne è seguita una immediata presa di posizione della Santa Sede tramite il suo portavoce, Padre Lombardi. Questi ha dichiarato che "si tratta di una ipotesi oggetto di studio tra le altre, ma che non vi è stata ancora alcuna decisione in merito. E' quindi prematuro parlarne come di un orientamento già preso e come di una decisione imminente". Alcuni commentatori hanno ritenuto di accostare questa indiscrezione al fatto che già da più di un anno la Commissione istituita dal Vaticano per indagare sui fatti di Medjugorje e presieduta dal Cardinale Ruini, ha terminato i suoi lavori ed ha consegnato le conclusioni alla Congregazione per la Dottrina della Fede, in attesa di un pronunciamento definitivo. L'accostamento dell'ipotesi di erigere Medjugorje a Santuario sotto la diretta giurisdizione del Vaticano alle conclusioni della Commissione Ruini non è priva di logica, anzi è possibile che la Santa Sede ritenga di dover dare uno "Status" speciale a Medjugorje proprio nell'ambito di un pronunciamento sugli avvenimenti in corso in quel paesino dell'Eerzegovina. Esiste da qualche tempo in certi ambienti cattolici una attesa quasi spasmodica di questo pronunciamento. Eppure tutti dovrebbero sapere che la prassi della Chiesa, nel caso di presunte apparizioni, è quella di non emettere mai un giudizio sulla loro eventuale soprannaturalità fino a dopo che esse sono terminate. A Medjugorje, anche i tre veggenti che non hanno più le apparizioni quotidiane, vedono la Vergine Maria almeno una volta all'anno (una volta al mese Mirjana) e pare che la Madonna abbia promesso loro di continuare a incontrarli in questo modo durante tutta la loro vita. Se le cose stanno così, considerata l'età dei veggenti, non c'è da aspettarsi un giudizio della Chiesa sull'argomento se non in tempi molto lunghi. E' quindi probabile che le conclusioni della Commissione Ruini non si discostino più di tanto dalla dichiarazione di Zara dei Vescovi della ex Jugoslavia, emessa nel 1991. In essa, come è noto, si diceva sostanzialmente che mancando ancora un giudizio ufficiale della chiesa, non era consentito organizzare pellegrinaggi ufficiali a Medjugorje guidati dalle Istituzioni Ecclesiastiche. Essendo però quello un luogo di preghiera, erano consentiti invece i pellegrinaggi privati. Anzi, si raccomandava vivamente ai sacerdoti di fornire assistenza spirituale ai pellegrini. In un contesto del genere, sarebbe abbastanza logico dare alla Parrocchia di Medjugorje quello "Status" che si è ipotizzato. Non sarebbe una novità per la Chiesa: Loreto, S. Giovanni Rotondo e altri Santuari Mariani nel mondo godono di un riconoscimento di questo tipo. Poiché una soluzione del genere incontrerebbe verosimilmente l'opposizione del Vescovo di Mostar, è probabile che questa sia la ragione per la quale il Vaticano, se pensa di inserire questa decisione nell'ambito delle conclusioni della Commissione Ruini, tarda a rendere pubbliche le conclusioni stesse. Un altro punto che potremmo aspettarci di vedere inserito nelle conclusioni della Commissione è quello relativo alle restrizioni poste negli ultimi tempi ai veggenti dall'Autorità Ecclesiastica per quanto riguarda l'esposizione mediatica (interviste a giornali e televisioni, viaggi e incontri pubblici in ambienti ecclesiali, anche nel momento delle apparizioni). Anche questo ci sembra ragionevole. Non sarebbe giusto voler vedere in questo un gesto di biasimo nei confronti dei veggenti. Milioni di persone sono state aiutate nel loro cammino spirituale dalle testimonianze dei veggenti. Certo anch'essi sono esseri umani, e come tali non esenti da difetti e fragilità, che però non ci pare abbiano compromesso la loro sostanziale onestà. In più da trentacinque anni, e fin dalla loro adolescenza sono sottoposti ad uno stress psicologico molto forte che non può non aver condizionato il loro sviluppo psichico. Questo però non ha impedito loro di rimanere sostanzialmente fedeli alla missione loro affidata dal Cielo. Comunque ci pare indubbio che una minore esposizione mediatica da parte dei veggenti possa aiutare chi si interessa a Medjugorje a concentrarsi di più sulla preghiera. L'impegno di ciascuno di noi deve essere quello di cercare Dio e la Madre del suo Figlio Gesù, non di essere proiettati alla ricerca di segni straordinari o di persone particolari. In questo spirito ci sembra che si debbano evitare due opposte tentazioni. Una è quella di lasciarsi prendere dalla curiosità ed immergersi, come abbiamo detto più sopra, in un'attesa quasi spasmodica di comunicati ufficiali il cui contenuto, in definitiva, sembra abbastanza prevedibile. L'altra è quella di non muoversi in attesa di una qualche forma di "Bolla pontificia", di non prestare attenzione ai segni dei tempi invece di usare l'intelligenza che Dio ci ha dato per cercare di capire se i messaggi che arrivano da Medjugorje sono in sintonia con il Vangelo e l'insegnamento della Chiesa e, se sì, di prestare loro l'ascolto dovuto. Se questa infatti fosse orientata verso un giudizio negativo, in tanti anni sarebbe intervenuta per mettere in guardia milioni di fedeli contro il rischio di un inganno. In questi giorni alla GMG di Cracovia, Papa Francesco ha esortato i giovani a non avere paura del rischio nel cammino spirituale. Dio non ha avuto paura del rischio donandoci la libertà e un amore senza riserve. Forse faremmo bene a meditare sulla figura evangelica del servitore che, per paura di perderlo, sotterrò il talento ricevuto dal Padrone invece di farlo fruttare. Conosciamo la sorte che gli fu riservata dal Padrone stesso.