Associazione Medjugorje Torino

XX MEDITAZIONE DELLA PAROLA

COME GIA' ABBIAMO AVUTO OCCASIONE DI DIRE, NELL'IMPOSTAZIONE DI QUESTA RUBRICA SIAMO PARTITI DALLA CONSTATAZIONE CHE NEL CORSO DEGLI ANNI LA VERGINE MARIA, NEI SUOI MESSAGGI, HA RIPETUTAMENTE INVITATO A LEGGERE LA SCRITTURA PER COMPRENDERE SEMPRE MEGLIO LA PAROLA DI DIO.

E' UN TEMA MOLTO CARO ANCHE A PAPA FRANCESCO. EGLI INFATTI COMMENTANDO, PER ESEMPIO, IL VANGELO DELLA TRASFIGURAZIONE DI GESU' E LA VOCE CHE DALLA NUBE DICEVA: "QUESTI E' IL FIGLIO MIO, L'AMATO. IN LUI HO POSTO IL MIO COMPIACIMENTO. ASCOLTATELO" (Mt 17,1-9) CI HA INVITATI TUTTI AD ASCOLTARE LA VOCE DEL SIGNORE ANCHE ATTRAVERSO LA MEDITAZIONE DELLA PAROLA. IN QUESTO LAVORO CI SIAMO PROPOSTI DUE OBBIETTIVI. IL PRIMO ERA QUELLO DI AIUTARCI TUTTI A CERCARE DI COLLEGARE I MESSAGGI DELLA MADONNA CON DEI BRANI DELLA SCRITTURA CHE CI SEMBRASSERO ATTINENTI: QUESTO PER ABITUARCI A PRENDERE UN PO' PIU' DI FAMILIARITA' CON LA SCRITTURA STESSA E CONSEGUENTEMENTE COMPRENDERE SEMPRE MEGLIO LA PAROLA DI DIO IN ESSA RIPORTATA. IL SECONDO ERA QUELLO DI CERCARE DI COGLIERE IN OGNI MESSAGGIO UNA ESPRESSIONE CHIAVE CHE EVIDENZIASSE UN PUNTO DEL MESSAGGIO STESSO. QUESTO PER AIUTARCI A CAPIRE CHE OGNI MESSAGGIO HA UNA SUA PECULIARITA', ANCHE SE UNA LETTURA UN PO' AFFRETTATA POTREBBE FARE PENSARE (E SPESSO CON ALCUNE PERSONE LO FA) CHE I MESSAGGI SONO TUTTI UGUALI, CHE DICONO TUTTI LA STESSA COSA. IN REALTA' PERO', SE UNO VA UN PO' PIU' A FONDO, VEDE CHE NON E' COSI'. DAI MESSAGGI DEL MESE DI DICEMBRE U.S. ABBIAMO SCELTO L'ESPRESSIONE: "PACE". ANCHE QUESTA VOLTA ABBIAMO PENSATO DI AGGIUNGERE UN ESTRATTO DELL'OMELIA DI PAPA FRANCESCO IN OCCASIONE PROPRIO DELLA GIORNATA DI DIGIUNO E DI PREGHIERA PER LA PACE IN SIRIA, NEL MEDIO ORIENTE E NEL MONDO INTERO DA LUI INDETTA IL 07/09/2013.

Messaggio del 2 Dicembre 2015 (a Mirjana). "Cari figli, io sono sempre con voi, perché mio Figlio vi ha affidato a me. E voi, figli miei, voi avete bisogno di me, mi cercate, venite a me e fate gioire il mio Cuore materno. Io ho ed avrò sempre amore per voi, per voi che offrite i vostri dolori e le vostre sofferenze a mio Figlio e a me. Il mio amore cerca l'amore di tutti i miei figli ed i miei figli cercano il mio amore. Per mezzo dell'amore, Gesù cerca la comunione tra il Cielo e la terra, tra il Padre Celeste e voi, miei figli, la sua Chiesa. Perciò bisogna pregare molto, pregare ed amare la Chiesa a cui appartenete. Ora la Chiesa soffre ed ha bisogno di apostoli che, amando la comunione, testimoniando e dando, mostrino le vie di Dio. Ha bisogno di apostoli che, vivendo l'Eucaristia col cuore, compiano opere grandi. Ha bisogno di voi, miei apostoli dell'amore. Figli miei, la Chiesa è stata perseguitata e tradita fin dai suoi inizi, ma è cresciuta di giorno in giorno. E' indistruttibile, perché mio Figlio le ha dato un cuore: l'Eucaristia. La luce della sua risurrezione ha brillato e brillerà su di lei. Perciò non abbiate pauta! Pregate per i vostri Pastori, affinché abbiano la forza e l'amore per essere dei ponti di salvezza. Vi ringrazio!"

Messaggio del 25 Dicembre 2015 (a Marija). "Cari figli! Anche oggi vi porto mio figlio Gesù tra le braccia e da esse vi do la Sua Pace e la nostalgia del Cielo. Prego con voi per la pace e vi invito ad essere pace. Vi benedico tutti con la mia benedizione materna della pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

Dal libro del profeta Geremia (29,10-13). Così dice il Signore: "Quando saranno compiuti a Babilonia settant'anni, vi visiterò e realizzerò la mia buona promessa di ricondurvi in questo luogo. Io conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo -oracolo del Signore - progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza. Voi mi invocherete e ricorrerete a me e io vi esaudirò. Mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il cuore; mi lascerò trovare da voi ...".

Dal Salmo 119 (165 - 167). "Grande Pace per chi ama la tua legge: nel suo cammino non trova inciampo. Aspetto da te la salvezza, Signore, e metto in pratica i tuoi comandi. Io osservo i tuoi insegnamenti e li amo intensamente".

Dalla prima lettera di San Paolo ai Tessalonicesi (5,2-6). "... Sapete bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte. E quando la gente dirà: 'C'è pace e sicurezza!', allora d'improvviso la rovina li colpirà, come le doglie una donna incinta; e non potranno sfuggire. Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi come un ladro. Infatti siete tutti figli della luce e figli del giorno; noi non apparteniamo alla notte, nè alle tenebre. Non dormiamo dunque come gli altri, ma vigiliamo e siamo sobri". 

ESTRATTO DELL'OMELIA NELLA VEGLIA DI PREGHIERA PER LA PACE IN SIRIA (Veglia di preghiera in occasione della Giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo intero da lui indetta 07/09/2013). 

"Dio vide che era cosa buona" (Gen 1,12.18.21.25). Il racconto biblico dell'inizio della storia del mondo e dell'umanità ci parla di Dio che guarda alla creazione, quasi la contempla, e ripete: è cosa buona. Questo ci fa entrare nel cuore di Dio e, proprio dall'intimo di Dio, riceviamo il suo messaggio. Possiamo chiederci: che significato ha questo messaggio? Che cosa dice questo messaggio a me, a te, a tutti noi?

1. Ci dice semplicemente che questo nostro mondo nel cuore e nella mente di Dio è la "casa dell'armonia e della pace" ed è il luogo in cui tutti possono trovare il proprio posto e sentirsi "a casa", perchè è "cosa buona". Tutto il creato forma un insieme armonioso, buono, ma soprattutto gli umani, fatti ad immagine e somiglianza di Dio, sono un'unica famiglia, in cui le relazioni sono segnate da una fraternità reale non solo proclamata a parole: l'altro e l'altra sono il fratello e la sorella da amare, e la relazione con Dio, che è amore, fedeltà, bontà, si riflette su tutte le relazioni tra gli esseri umani e porta armonia all'intera creazione. Il mondo di Dio è un mondo in cui ognuno si sente responsabile dell'altro, del bene dell'altro. Questa sera, tutti pensiamo nel profondo di noi stessi: non è forse questo il mondo che io desidero? Il mondo che vogliamo non è forse un mondo di armonia e di pace, in noi stessi, nei rapporti con gli altri? E la vera libertà nella scelta delle strade da percorrere in questo mondo non è forse solo quella orientata al bene di tutti e guidata dall'amore?

2. Ma domandiamoci adesso: è questo il mondo in cui viviamo? Il creato conserva la sua bellezza che ci riempie di stupore, rimane un'opera buona. Ma ci sono anche "la violenza, la divisione, lo scontro, la guerra". Questo avviene quando l'uomo, vertice della creazione, lascia di guardare l'orizzonte della bellezza e della bontà e si chiude nel proprio egoismo. Quando l'uomo pensa solo a se stesso, ai propri interessi e si pone al centro, quando si lascia affascinare dagli idoli del dominio e del potere, quando si mette al posto di Dio, allora guasta tutte le relazioni, rovina tutto; e apre la porta alla violenza, all'indifferenza, al conflitto. Esattamente questo è ciò che vuole farci capire il brano della Genesi in cui si narra il peccato dell'essere umano: l'uomo entra in conflitto con se stesso, si accorge di essere nudo e si nasconde perché ha paura (Gen 3,10), ha paura dello sguardo di Dio; accusa la donna, colei che è carne della sua carne (v. 12); rompe l'armonia con il creato, arriva ad alzare la mano contro il fratello per ucciderlo. Possiamo dire che dall'armonia si passa alla "disarmonia"? No, non esiste la "disarmonia": o c'è armonia o si cade nel caos, dove è violenza, contesa, scontro, paura... Proprio in questo caos è quando Dio chiede alla coscienza dell'uomo: "Dov'è Abele tuo fratello?". E Caino risponde: "Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?" (Gen 4,9). Anche a noi è rivolta questa domanda e anche a noi farà bene chiederci: "Sono forse io il custode di mio fratello?". Si, tu sei custode di tuo fratello! Essere persona umana significa essere custodi gli uni degli altri. E invece, quando si rompe l'armonia, succede una metamorfosi: il fratello da custodire e da amare diventa l'avversario da combattere, da sopprimere. In ogni violenza e in ogni guerra noi facciamo rinascere Caino. Anche oggi ci lasciamo guidare dagli idoli, dall'egoismo, dai nostri interessi; la nostra coscienza si è addormentata, abbiamo reso più sottili le nostre ragioni per giustificarci. Come se fosse una cosa normale, continuiamo a seminare distruzione, dolore, morte! Dopo il caos del Diluvio, ha smesso di piovere, si vede l'arcobaleno e la colomba porta un ramo di ulivo. Penso anche oggi a quell'ulivo che con i rappresentanti delle diverse religioni abbiamo piantato a Buenos Aires, in Plaza de Mayo, nel 2000, chiedendo che non ci sia più il caos, chiedendo che non ci sia più guerra, chiedendo pace. 

3. E a questo punto mi domando: E' possibile percorrere la strada della pace? Possiamo uscire da questa spirale di dolore e di morte? Invocando l'aiuto di Dio, sotto lo sguardo materno della Salus populi romani, Regina della pace, voglio rispondere: Sì, è possibile per tutti! La mia fede cristiana mi spinge a guardare alla Croce. Come vorrei che per un momento tutti gli uomini e le donne di buona volontà guardassero alla Croce! Lì si può leggere la risposta di Dio: lì, alla violenza non si è risposto con violenza, alla morte non si è risposto con il linguaggio della morte. Nel silenzio della Croce tace il fragore delle armi e parla il linguaggio della riconciliazione, del perdono, del dialogo, della pace. Vorrei chiedere al Signore, questa sera, che noi cristiani e i fratelli delle altre Religioni, ogni uomo e donna di buona volontà gridasse con forza: la violenza e la guerra non è mai la via della pace! Ognuno si animi a guardare nel profondo della propria coscienza e ascolti quella parola che dice: esci dai tuoi interessi che atrofizzano il cuore, supera l'indifferenza verso l'altro che rende insensibile il cuore, guarda al dolore del tuo fratello. La guerra segna sempre il fallimento della pace, è sempre una sconfitta per l'umanità. "La pace si afferma solo con la pace, quella non disgiunta dai doveri della giustizia, ma alimentata dal sacrificio proprio, dalla clemenza, dalla misericordia, dalla carità". Preghiamo, questa sera, per la riconciliazione e per la pace, lavoriamo per la riconciliazione e per la pace, e diventiamo tutti, in ogni ambiente, uomini e donne di riconciliazione e di pace. Così sia.