OGNI VIVENTE DIA LODE AL SIGNORE (sAL 150,5)

Con questo invito gioioso si conclude l'ultimo Salmo della Bibbia: è un invito coinvolgente e universale che pone la creazione nella giusta relazione con Dio Creatore e la unisce a Lui. Perché lodare il Signore? Perché è Santo e fa cose stupende. Perché è l'Altissimo, Re del cielo e della terra. Perché in Lui è racchiuso ogni bene. Perché è Amore infinito, somma Sapienza, immensa Bellezza. Perché solo in Lui c'è verità, giustizia e pace, poiché Egli "è" la Verità, la Giustizia e la Pace. Perché in Lui c'è difesa e sicurezza. Lui è la nostra Speranza, Lui è Salvezza e Misericordia. Per questo è degno di ogni lode! Qualcuno si domanderà: "Ma Dio ha bisogno della nostra lode? Non gli basta il Paradiso, il coro degli Angeli e dei Santi, l'adorazione della Vergine Maria?". Certamente, poiché è l'Essere perfettissimo e in Lui c'è la pienezza dell'Essere, nulla gli manca. La nostra lode non accresce la sua grandezza e la sua gloria, ma ci ottiene la Grazia che ci salva (dalla Liturgia). Siamo noi che abbiamo bisogno di rivolgere a Lui la nostra preghiera di Lode. Abbiamo bisogno di ricordare che il nostro esistere dipende unicamente da Lui, che Lui deve essere posto al centro della nostra vita, deve occupare il primo posto. Questo ci ripete spesso la Regina della Pace. L'uomo moderno ha perso la dimensione contemplativa del suo essere e, volgendosi ad altri idoli che ben conosciamo, è diventato "meno uomo". Da un Istituto superiore di città escono a frotte ragazze e ragazzi. Nel piccolo spazio verde che circonda l'edificio è fiorito, al sole della primavera, un albero da frutto che protende i suoi rami carichi di fiori bianchi, fino a sfiorare le teste dei giovani chiassosi che si radunano tutti in strada ad ammirare la moto nuova e lucente di un loro compagno. Nessuno di loro ha alzato gli occhi a guardare quel miracolo bianco, silenzioso e profumato... La macchina, "opera dell'uomo", era più attraente dell'albero in fiore, "opera di Dio". Quando dunque lodare il Signore? Certamente quando siamo nella gioia, che è dono suo. La lode è anche ringraziamento: un giorno di festa, l'incontro con una persona cara, un cielo stellato, un infuocato tramonto, ci richiamano alla fonte dell'Amore, dell'Autore del creato. Più difficile è lodarlo nella tristezza; ma se lo facciamo, scopriremo in Lui la sorgente della vera gioia, quella che nessuno potrà toglierci mai. Lodiamolo quando siamo nella tentazione e troveremo in Lui la forza di superarla. Lodiamolo nella solitudine: Lui sa colmare ogni vuoto e trasformare la desolazione in consolazione. Lodiamolo nel dubbio e nell'incertezza: Lui è la risposta, la luce, la guida. Lodiamolo nella sofferenza e nella malattia: Lui ci aiuta a portare la nostra croce, perché sulla sua Croce ha già portato il nostro dolore. E lo ha santificato. Così vedremo che la nostra croce può diventare anche una benedizione. Lui può donare pace dove c'è turbamento e inquietudine, perché Egli è sempre con noi e per noi. La potenza della lode può far sì che il Signore ribalti le situazioni che paiono umanamente "impossibili" da risolvere. La lode rafforza la nostra fede, accresce la nostra capacità di amare con gratuità, come il Signore ci ama, poiché il suo Amore è pura Grazia. La lode ci rende docili alla volontà di Dio, più benevoli, più misericordiosi, più pronti al perdono. Come lodare? Con le parole semplici che vengono dal cuore, benedicendo Dio, cioè dicendo bene di Lui, per ciò che ha fatto, per tutto ciò che ci ha donato, per ciò che non ci ha donato, per ciò che ha permesso che avvenisse nella nosta vita, poiché "tutto concorre al bene di coloro che amano Dio" (Paolo ai Romani 8,28). Chi volesse un valido aiuto nella preghiera di lode, può trovare nella Bibbia innumerevoli spunti, particolarmente nei Salmi n. 8-18-28-32-66-91-94-95-97-98-99-102-103-112-116-134-135-144-145-146-147-148-150. La preghiera dei Salmi è preghiera del popolo ebraico, preghiera della Santa Famiglia di Nazareth, preghiera universale della Chiesa. Se leggiamo lentamente questi Salmi, troveremo una profonda preghiera: quella che il nostro cuore forse non sa esprimere. Allora la facciamo nostra; e se un versetto ci colpisce particolarmente, ripetiamolo durante la giornata, nel silenzio, sommessamente o cantando, e sarà la preghiera continua del cuore, la lode perenne del cielo.