Associazione Medjugorje Torino

NON PUO' AVERE DIO PER PADRE CHI NON HA LA CHIESA PER MADRE (s. cipriano)

Spesso sentiamo questa espressione: "Cristo si, la Chiesa no". E' giusta questa affermazione? Così ci dice il Catechismo della Chiesa Cattolica: Piacque a Dio santificare e salvare gli uomini non individualmente, ma volle costituire un popolo che lo riconoscesse nelle verità e santamente lo servisse. Scelse per sé il popolo israelita, col quale stabilì una prima Alleanza. Tutto questo però avvenne in preparazione a quella nuova perfetta Alleanza che doveva concludersi con Cristo. Gesù Cristo è Colui che il Padre ha consacrato con lo Spirito Santo e ha costituito "Sacerdote, Profeta e Re". Il popolo di Dio partecipa a queste tre funzioni di Cristo.

La Chiesa è UNA, SANTA, CATTOLICA, APOSTOLICA. Questi quattro attributi, legati inseparabilmente tra loro, indicano i tratti essenziali della Chiesa e della sua missione. E' Cristo che, per mezzo dello Spirito Santo, concede alla sua Chiesa di essere Una, Santa, Cattolica, Apostolica. La Chiesa è UNA: Essa ha un solo Signore, professa una sola fede, nasce da un solo Battesimo, forma un solo Corpo, vivificato da un solo Spirito, in vista di un'unica Speranza, al compimento della quale saranno superate tutte le divisioni. La Chiesa è SANTA: Il Dio Santissimo è il suo autore; Cristo suo Sposo ha dato se stesso per lei, per santificarla; lo Spirito di santità la vivifica. Benché comprenda in sé uomini peccatori, è senza macchia. Nei Santi risplende la sua santità; la Vergine Maria è la tutta Santa. La Chiesa è CATTOLICA, cioè universale: annuncia la totalità della fede, porta e amministra i mezzi di salvezza (i Sacramenti), è mandata a tutti i popoli, abbraccia tutti i tempi e, per sua natura, è missionaria. La Chiesa è APOSTOLICA: è costituita su basamenti duraturi, i "12 Apostoli dell'Agnello". E' indistruttibile, è infallibilmente conservata nella verità; Cristo la governa per mezzo di Pietro e degli altri Apostoli presenti nei loro successori: il Papa ed il collegio dei Vescovi. Questa è l'unica Chiesa di Cristo, di cui facciamo parte tutti noi battezzati. Essa è guidata dal successore di Pietro, il Papa, e dai Vescovi in comunione con lui. E noi, ci sentiamo tutti uniti a Cristo nella Chiesa? Amiamo la nostra Chiesa e seguiamo i suoi insegnamenti? Preghiamo per il Papa, i Vescovi, i Sacerdoti? Ascoltiamo i richiami della Regina della Pace: "Figli miei! I Sacerdoti hanno le mani benedette da mio Figlio. Rispettateli!". "Non dimenticate i vostri Pastori nelle vostre preghiere". "Pregate e digiunate per i Sacerdoti". "Chiedo preghiere quotidiane per quelli che mio Figlio ha scelto e benedetto". "Quando vi benedicono i Sacerdoti vi benedice mio Figlio Gesù!".  "Pregate per i vostri Pastori, perché senza di loro non c'è unità". "Sulla via, sulla quale vi porto a mio Figlio, accanto a me camminano coloro che Lo rappresentano". "Chiedo la preghiera ed il digiuno per i vostri Pastori". 

Uniamoci dunque tutti in un impegno serio e costante per aderire agli inviti della Madonna. Amiamo e rispettiamo il S. Padre ed i nostri Vescovi, collaboriamo attivamente con spirito di servizio alla vita parrocchiale ed ecclesiale. Nel "Dialogo della Divina Provvidenza" di S. Caterina da Siena leggiamo: "Figlia mia carissima, i Sacerdoti sono consacrati da me, ho dato loro me stesso da amministrare per voi, ponendoli come fiori profumati nel corpo mistico della santa Chiesa. Questa dignità che gli angeli non hanno, l'ho data all'uomo, e propriamente a coloro che ho eletti a miei ministri considerandoli come angeli. Ho lasciato le chiavi del mio sangue al glorioso apostolo Pietro e a tutti gli altri che verranno da oggi fino al giorno del giudizio, i quali hanno e avranno la stessa autorità che ebbe Pietro. Questa autorità non diminuisce per nessun eventuale loro difetto; né eventuali loro difetti scalfiscono né diminuiscono l'efficacia dei Sacramenti. Se tu, figlia mia, mi chiedessi per quale ragione io giudico la colpa di coloro che perseguitano la Chiesa più grave di tutte le colpe che si possono commettere, ti risponderei dicendoti: l'irriverenza di costoro colpisce me; allo stesso modo, ogni atto di rispetto verso di essa è fatta a me".