I CINQUE SASSI - una meditazione di P. TARDIFF

Chi segue gli avvenimenti di Medjugorje sa che a più riprese la Madonna ha suggerito, come mezzi indispensabili al cammino di conversione l'Eucarestia, la Confessione, la preghiera del cuore, in particolare il Rosario, la lettura della Bibbia, il digiuno.

Un giorno, in un messaggio ai veggenti, la Madonna paragonò questi cinque mezzi ai cinque sassi con i quali Davide sconfisse il gigante Golia. E' un concetto che ritorna spesso nelle catechesi che ascoltiamo a Medjugorje. Pensiamo di fare cosa gradita ai nostri lettori proponendo alcune meditazioni a questo proposito di Padre Tardiff. Le meditazioni sono estratte dal libro: "Padre Emiliano Tardiff, l'amico di Dio" di Padre Maria Vassallo. La prima di queste meditazioni è relativa all'Eucarestia.  

Quando Gesù dice che vi è più gioia nel cielo per un solo peccatore pentito che si converte che per 99 giusti che non hanno bisogno di conversione, ci sta invitando a cambiare vita e ad aver fiducia nella sua misericordia. La Vergine Maria durante tutte le apparizioni ci ricorda il messaggio del Vangelo: convertitevi. Un giorno, a Medjugorje, la Vergine diede ai veggenti il seguente messaggio: "Figli carissimi, vi invito alla conversione individuale. Questo tempo è per voi, perché il Figlio mio diletto, senza la vostra cooperazione, non può realizzare quanto desidera. Figli carissimi, pregate affinché possiate crescere spiritualmente ed essere sempre più vicini a Dio. Vi consegno le cinque pietre che rappresentano le armi contro il vostro gigante Golia e con le quali vincere qualunque battaglia". La prima pietra è l'Eucarestia. L'Eucarestia è lo stesso Gesù di Nazaret vivo, vero e risuscitato. Non è una presenza simbolica di Gesù, ma la sua presenza reale. Noi non lo vediamo, però crediamo che Egli è veramente presente in forza della sua Parola. Gesù stesso, infatti, ha detto: "Prendete e mangiate, questo è il mio corpo" e poi, prendendo la coppa del vino, ha aggiunto: "Prendete e bevete, questo è il mio sangue. Sangue della nuova ed eterna Alleanza che verrà versato per ciascuno di voi". La Chiesa, essendo cosciente che si tratta di un grande mistero, obbliga il celebrante, dopo la consacrazione, a proclamare: "Questo è il Mistero della nostra fede". Con il potere dell'Eucaristia possiamo difenderci dagli attacchi del nemico con molta facilità. L'Eucaristia è il sacramento della nostra salvezza. Gesù ci invita: "Fate questo in mio ricordo" ed è in forza di queste sue parole che noi possiamo celebrare l'Eucaristia. Anche S. Agostino conosceva la potenza di questa "prima pietra" tanto è vero che egli affermava: "Dio è tanto grande che avrebbe potuto creare mille mondi più belli di questo attuale eppure, nonostante la sua onnipotenza, non potrebbe fare nulla di più perfetto e grande dell'Eucaristia". L'Eucaristia, fratelli, è lo stesso Gesù di Nazaret! Che pena sento nel cuore quando, durante la celebrazione della S. Messa, molti cattolici battezzati e cresimati non ricevono la S. Eucaristia perché non vivono secondo i comandamenti di Dio. Molte volte lasciano trascorrere anni prima di ricevere il corpo di Cristo. Questo è il segno evidente della mancanza di evangelizzazione. Essi vivono nell'ignoranza. Altri, non avendo compreso l'importanza del Sacramento del matrimonio, vivono come pagani. Chiediamo a Gesù che ci illumini e ci aiuti a vivere secondo il suo Vangelo. Egli ci dice: "Se vuoi entrare nel regno dei cieli, osserva i miei Comandamenti". Tutti vogliamo entrare nel regno dei cieli, non è vero? Allora che dobbiamo fare per entrarci? E' semplice. Gesù ci dà la risposta: osservare i suoi Comandamenti. I Comandamenti di Dio sono dieci ma alcuni sono disposti ad osservarne solo cinque o sei. I restanti non sono di loro gradimento. Chi osserva solo cinque o sei Comandamenti non potrà entrare nel regno dei cieli. Nel libro dell'Apocalisse, infatti, troviamo scritto che gli adulteri non entreranno nel regno dei cieli, ma sembra che qualcuno, questo, non l'abbia mai letto. Vogliono andare in Paradiso, però non vogliono rinunciare a vivere in adulterio. Preferiscono non compromettersi con Gesù vivendo una vita santa attraverso un matrimonio cristiano e benedetto da Dio. La Vergine, durante un'apparizione a Fatima disse: "Se gli uomini sapessero che cos'è l'eternità, cambierebbero vita". Il mondo va a rotoli perché sono pochi quelli che riflettono. Vogliono vivere come fa loro più comodo, sperando di poter entrare lo stesso nel regno dei cieli. Questi, però, dimenticano che Gesù ci raccomanda di osservare i suoi comandamenti per poterci entrare. La Santissima Eucaristia è il Sacramento dell'amore di Gesù attraverso il quale egli si dona a noi come pane vivo disceso dal cielo. La notte di Pasqua Gesù volle donarci il suo corpo per fortificarci. Non a caso la Vergine Santissima ci indica l'Eucaristia come "prima pietra" per difenderci dal nostro gigante Golia che è satana.

La seconda meditazione si riferisce alla Confessione. Come seconda pietra, la Vergine ci suggerisce la Confessione o Sacramento di Riconciliazione. Il Sacramento della Riconciliazione non è un castigo, ma è il regalo di Pasqua di Gesù risuscitato. Dopo la Risurrezione, Gesù apparve ai suoi apostoli, alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo, i peccati saranno perdonati a coloro ai quali voi li perdonerete e non saranno perdonati a coloro ai quali non li perdonerete". Quand'è che un sacerdote non può perdonare un peccato? Quando la persona non è sinceramente pentita. Gesù nel Vangelo ci dice: "Vi è un solo peccato che non sarà mai perdonato, nè in questo mondo, nè nell'altro, ed è il peccato contro lo Spirito Santo". Qual è il peccato contro lo Spirito Santo? E' la mancanza di pentimento, perché nel giorno del nostro Battesimo Gesù ha fatto di noi dei veri figli di Dio, templi viventi dello Spirito Santo ed eredi del Cielo. Fin dal giorno del Battesimo lo Spirito Santo dimora in noi come in un tempio. Quando commettiamo un peccato, Egli ci spinge a pentirci, ci aiuta, ci fa sentire un senso di colpa ed il desiderio di chiedere perdono. Se la persona non vuole chiedere perdono non potrà essere perdonata nè in questo mondo, nè nell'altro, Quindi non è sufficiente confessare il proprio peccato al sacerdote: è necessario essere sinceramente pentiti per ricevere l'assoluzione. Un giorno un uomo andò a confessarsi: "Padre, io ho rubato nove bottiglie di birra pregiata al mio vicino". Il sacerdote, essendo un po' sordo, chiese all'uomo di ripetere. Allora quest'ultimo, approfittando del momento, corresse la sua confessione: "Padre, avevo detto nove ma visto che ci siamo, annoti dodici, perché ne sono rimaste ancora tre che penso di andare a prendere questa notte!". Quest'uomo era sinceramente pentito? Poteva essere perdonato? Certamente no. Per ricevere il perdono avrebbe dovuto essere pentito. Ci sono dei cattolici che hanno paura di questo Sacramento: dovremmo invece avvicinarci ad esso con gioia, senza alcun timore, perché attraverso questo Sacramento Gesù ci purifica e ci rende creature nuove. Altri invece si confessano ma hanno la cattiva abitudine di raggirare i propri peccati come per sminuirli. Ricordo che una volta una ragazza venne da me per confessarsi. Le chiesi: "Figliola, cosa vuoi che Gesù ti perdoni?". Mi rispose: "Padre, ho detto una piccola bugia, però era una cosa insignificante". Allora continuai: "Devi dirmi altro?". Ella rispose: "Sì, mi sono arrabbiata, però non esageratamente". Fece qualche minuto di silenzio e poi aggiunse: "Ah, dimenticavo, con il mio ragazzo abbiamo fatto un bambino, però è piccolo piccolo...". Ditemi, fratelli, fare un bambino piccolo è meno peccato che farne uno grande? Ella voleva sminuire il suo peccato in modo da farlo apparire lecito. Non c'è motivo per sminuire i nostri peccati, ma dobbiamo fare di essi un unico pacco da affidare a Gesù, affinché li "bruci nella fornace ardente del suo cuore". Non dobbiamo nascondere niente. Dobbiamo prendere coscienza che questo Sacramento è il Sacramento della Misericordia di Gesù, istituito per restituire la pace a quanti l'hanno perduta a causa del peccato. Altri invece, influenzati dalla mentalità protestante, dicono: "Io mi confesso direttamente a Dio". Chiaro, sono d'accordo. Anch'io quando mi confesso dico: "Mi confesso a Dio Onnipotente e a te, Padre...". Però Dio ci ama tanto che ha delegato i suoi ministri affinché ci dicano, con amore, facendo le veci di Cristo: "Io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". Il sacerdote non dice: "Ti assolvo nel mio nome", ma dice: "Nel nome di Dio". Nel mio nome, io, sacerdote, non posso perdonare i peccati, però lo posso fare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Quanta pace otteniamo sentendoci dire che Dio ci perdona! Il sacerdote, nel momento in cui ci assolve, rappresenta Dio. La Confessione è un dono per tutti ed è una grande benedizione per una maggiore crescita spirituale, per poter camminare come figli della Luce. Per questo la Vergine Maria, per difenderci contro il gigante Golia che si chiama satana e che vuole la nostra perdizione, propone la Confessione come "seconda pietra".