Associazione Medjugorje Torino

maria assunta in cielo attende i suoi figli

Nel cielo apparve un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle (Ap 12,1). Guardando al mistero dell'Assunzione della Vergine è possibile comprendere il piano della Provvidenza divina relativa all'umanità: dopo Cristo, Verbo incarnato, Maria è la creatura umana che realizza per prima l'ideale escatologico, anticipando la pienezza della felicità promessa agli eletti mediante la risurrezione dei corpi.

Nell'Assunzione della Vergine possiamo vedere anche la volontà di promuovere la donna. Infatti nella gloria celeste, accanto a Cristo Risorto c'è una donna risuscitata, Maria: il nuovo Adamo e la nuova Eva, primizie della risurrezione generale dei corpi dell'intera umanità. Di fronte alle profanazioni e all'avvilimento cui la moderna società sottopone non di rado, in particolare, il corpo femminile, il mistero dell'Assunzione proclama il destino soprannaturale e la dignità di ogni corpo umano, chiamato dal Signore a diventare strumento di santità e a partecipare alla sua gloria. Nella gloria della Vergine assunta e prima redenta, noi contempliamo, tra l'altro, la vera sublimazione dei vincoli del sangue e degli affetti familiari. Cristo infatti ha glorificato Maria non solo perché immacolata e arca della divina Presenza, ma anche per onorare, come Figlio, la Madre: non si spezzano in cielo i vincoli santi della terra. Anzi nella sollecitudine della Vergine Maria, assunta per diventare nostra avocata e protettrice, noi scorgiamo lo stesso modello ispiratore dell'amore premuroso dei nostri cari defunti verso di noi, non spezzato dalla morte ma potenziato dalla luce di Dio. Pensiamo insieme alla grazia di Dio che opera in ciascuno di noi. Portiamo in noi un dono tale che supera i limiti della temporaneità e vincendo le forze del peccato e della morte, prepara ciascuno di noi all'unione con Dio nell'eternità.

 

                                                                                                              Giovanni Paolo II