Associazione Medjugorje Torino

LA POTENZA DELLA PREGHIERA

L'incontro con Gesù si rinnova ogni giorno. Ogni mattina Lui ci chiede di proclamarlo nostro Signore e Salvatore e si dimostra sempre pronto a prenderci per mano per condurci nella vita quotidiana. Chi ha incontrato personalmente Gesù ha scoperto di poter vivere in sua compagnia, alla sua presenza.

La nostra mente, il nostro cuore, il nostro corpo, tutto di noi appartiene a Lui. Magari stiamo parlando di un affare importante nel nostro ufficio, oppure stiamo spiegando una pagina di storia ai nostri studenti, o stiamo cambiando le tegole di un tetto: proprio in quel momento Gesù è con noi. Questo rapporto di vita e di amore con il Figlio di Dio noi possiamo coltivarlo ogni giorno per mezzo della preghiera. La preghiera è un tempo che ci è dato per sentire e sperimentare la presenza di Gesù accanto a noi. Pregare è entrare con Lui in un dialogo di amore. E' lasciare che tacciano per un momento tutte le voci che ci circondano, comprese le nostre preoccupazioni interiori. Pregare è mettersi alla presenza di Gesù con la certezza di essere accolti, amati, consolati e guariti. "Quando vuoi pregare, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà" (Mt 6,6). Certo, nelle nostre case, magari con i nostri figli che corrono e fanno rumore, con la stanchezza di otto ore di lavoro sulle spalle, non è facile pregare. Bisogna volerlo. Ma stiamo sicuri che lo Spirito Santo ci renderà partecipi del dono della pace, della gioia, della vita dei figli di Dio. Il segreto della preghiera è questo: scoprire di essere amati. A chi si vuole bene, passare del tempo insieme non è un peso, anzi, è una necessità. Gesù ci chiede di passare del tempo con Lui per ricevere amore. Nella preghiera, grazie all'opera dello Spirito Santo, il nostro cuore si apre e Dio può entrare. Pregare è chiedere che nella nostra vita si realizzi la volontà del Signore, è arrendersi a Lui che solo ha "Parole di vita eterna". Spesso crediamo che Dio ci ascolti se gli diciamo molte cose. Non tutto il tempo passato pregando è preghiera. Per pregare bisogna amare e lasciarsi amare. Solo questo e nient'altro! "Come è grande dunque la potenza della preghiera! La si direbbe una regina che ha sempre libero accesso presso il Re e può ottenere tutto quello che chiede. Per me la preghiera è uno slancio del cuore, un semplice sguardo lanciato verso il cielo, è un grido di riconoscenza e d'amore in mezzo alla prova, come in seno alla gioia; infine è qualche cosa di grande, di soprannaturale, che mi dilata l'anima e mi unisce a Gesù" (S. Teresa di Gesù Bambino). Che cosa fare in concreto? Possiamo pregare scegliendo un luogo che ci aiuti (un angolo della nostra casa, una chiesa, una panchina per strada, un luogo solitario) e il momento migliore, quando siamo soli, anche per poco tempo. Per imparare a pregare è necessario dare a Dio del tempo "buono". Non un pensiero frettoloso e assonnato prima di addormentarci. Pregare è una cosa grande e importante. Scegliamo un momento della nostra giornata, uno spazio che ci teniamo tra le tante attività e che custodiamo gelosamente. La preghiera può essere fatta lodando Dio per il suo amore, ringraziandolo per la sua presenza accanto a noi, offrendogli i nostri problemi, chiedendogli la sua protezione, domandandogli la forza per perdonare e amare gli altri, stando di fronte a Lui in silenzio, leggendo con attenzione la sua Parola attraverso la Bibbia. Non stanchiamoci di pregare. E' come una salita in montagna: più la fai, più in alto arrivi, più sei contento e puoi godere di un paesaggio meraviglioso. Il Signore ci chiama a pregare così come siamo. La preghiera non è una ricchezza esclusiva dei santi mai è la forza della vita di ogni uomo. Per iniziare il nostro colloquio con Dio ci possono aiutare queste semplici esortazioni: "Amami come sei! Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e l'infermità del tuo corpo: so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: dammi il tuo cuore, amami come sei... Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all'amore, non amerai mai. Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù, se ricadi spesso in quelle colpe che vorresti non commettere più, non ti permetto di non amarmi. Amami come sei... In ogni istante e in qualunque situazione tu sia, nel fervore o nell'aridità, nella fedeltà o nell'infedeltà: voglio l'amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non amerai mai. Figlio mio, lascia che ti ami, voglio il tuo cuore. Certo voglio col tempo trasformarti, ma per ora ti amo come sei e desidero che tu faccia lo stesso; io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l'amore. Amo in te anche la tua debolezza, amo l'amore dei poveri e dei miserabili; voglio che dai cenci salga continuamente un gran grido: Gesù ti amo! Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno nè della tua scienza, nè del tuo talento: una sola cosa mi importa, di vederti lavorare con amore. Non sono le tue virtù che desidero: se te ne dessi, sei così debole che alimenterebbero il tuo amor proprio; non ti preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grandi cose; no, sarai il servo inutile; ti prenderò persino il poco che hai... perché ti ho creato soltanto per amore. Oggi sto alla porta del tuo cuore come un mendicante, busso e aspetto; affrettati ad aprirmi. Voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte: voglio che tu faccia anche l'azione più insignificante solo per amore. Conto su di te per darmi gioia... Non ti preoccupare di non possedere virtù; ti darò le mie. Quando dovrai soffrire, ti darò la forza. Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe di vederti dubitare di me e mancare di fiducia. Ma ricordati... amami come sei... Ti ho dato mia Madre; fa passare tutto dal suo cuore così puro. Qualunque cosa accada, non aspettare di essere santo per abbandonarti all'amore, non mi ameresti mai...