la preghiera

"Tante volte ci accorgiamo che ci è difficile realizzare l'idea di Dio con concretezza, quando ci mettiamo dietro ai filosofi e ai teologi e ci arrampichiamo sui loro ragionamenti. Per incontrare Dio così da poter dire che per noi il Signore è Qualcuno, ci vuole una cosa sola: la preghiera. Allora non diciamo più che Dio è Qualcuno perché l'abbiamo letto sui libri, ma perché l'abbiamo incontrato. Lo diciamo per una esperienza interiore a livello di una fede profonda; perché quando nella preghiera ci mettiamo in un atteggiamento di comunione, di vero rapporto interpersonale, non siamo soli coi nostri pensieri, ma incontriamo Qualcuno con cui comunicare. E perciò la preghiera ha bisogno di essere nutrita dalla Parola del Signore, dal Vangelo e dai Santi Misteri. Proprio perché la nostra fede venga sollecitata dal di dentro e divenga più luminosa: questo è il movimento profondo della preghiera. Quando preghiamo e abbiamo cercato il Signore, anche se la nostra sensibilità e la nostra avvertenza interiore non l'ha trovato, il fatto di aver cercato il Signore ci ha fatto uscire dalla solitudine e ha nutrito il nostro spirito e il nostro cuore. E quando lo troviamo, sentiamo che il Signore si è lasciato trovare e abbiamo nella preghiera la vivacità di questo incontro personale con Lui; a tu per tu; siamo due, il Signore ed io, che si cercano a vicenda, si amano e sentono che il loro amarsi è la cosa più importante della vita. 

Chi fa della nostra preghiera un impegno di amicizia è l'amore del Padre e del Figlio, lo Spirito Santo. E' proprio Lui che sollecita in noi la ricerca, il desiderio, il bisogno di Dio, che sembra logorarci e invece ci nutre e ci costruisce amici di Dio. Attraverso la preghiera l'amicizia con Dio diventa esperienza che segna la vita... L'azione dello Spirito Santo, a poco a poco, spoglia di tutto il bagaglio di pensieri, ricordi, propositi, sentimenti umani e mette nell'atteggiamento semplice e tranquillo della comunione: stare con Dio che ci ama e dal quale sappiamo di essere amati... Ecco il momento culminante della preghiera: stare col Signore nella semplicità dell'amore con cui egli ci circonda. Questa semplificazione è frutto dello Spirito Santo, che rende la preghiera sempre più contemplativa, cioè semplice, fatta di una fondamentale intuizione, nella quale c'è posto per pochi pensieri e sentimenti, ma solo dell'immensa certezza che il Signore e noi siamo amici. Quando questa certezza prende fino in fondo l'essere, allora la preghiera diventa soavissima, potentissima e trasfigura veramente la vita...".

                                                                                                       Card. Anastasio Ballestrero