pAURE E ANTIPAURE

LA PAURA MODERNA NASCE DAL CUORE. Potrebbe sembrare a prima vista che il Vangelo faccia da cassa di risonanza per le nostre paure. Per cui ci vien quasi la voglia di dire: "Basta, Signore! Adesso ti ci metti anche Tu. Perché mai aumenti la nostra angoscia parlandoci di stelle che precipitano, di soli che si spengono, di lune che non hanno più luce? Perché mai amplifichi i nostri incubi collettivi, quando dici testualmente che gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra?" (cfr. Lc 21,25-26). Di paure ne abbiamo già tante per conto nostro! Oh, no! Non la paura del buio, del lampo, del tuono, delle tempeste. Lo sappiamo, oggi le paure hanno traslocato. Non si articolano più attorno al cuore della natura: si articolano attorno al cuore dell'uomo. Oggi, cioè, non si ha più paura della carestia provocata dall'avarizia della terra, ma della carestia prodotta dall'avarizia dell'uomo. E' dal cuore umano che nasce e si sviluppa la nube tossica delle paure contemporanee.

Paura della droga, paura delle scorie tossiche, paura dello squilibrio dell'ecosistema, paura delle manipolazioni genetiche. Paura del proprio simile, paura dello zingaro, paura dell'altro, paura del diverso, paura dei marocchini, paura degli extracomunitari, paura di questi protagonisti delle invasioni moderne. Paura di uscire di casa, paura della violenza, paura del terrorismo, paura della guerra, paura dell'olocausto nucleare, paura di questa apocalisse a rete che ci viene somministrata dalla produzione crescente delle armi e dal loro squallido commercio, clandestino e palese. Paura di non farcela, paura di non essere accettati, paura che sia inutile impegnarsi, tanto il mondo non possiamo cambiarlo, paura di non trovare lavoro. Quante paure!

I VERBI DELL'ANTIPAURA. Ebbene, di fronte a questo quadro così allarmante di paure umane, che cosa ci dice il Signore? Il Signore rivolge a ciascuno di noi la stessa esortazione che l'angelo rivolge alla Vergine dell'Avvento e dell'attesa: "Non temere, Maria". Non aver paura, Chiesa. Paura ha la stessa radice di pavimento. Viene dal latino pavère, che significa: battere il terreno per allivellarlo. Anche terrore ha la stessa radice di terra. Paura, quindi, è la conseguenza dell'essere battuto, allivellato, calpestato. Ora, che cosa dice il Signore di fronte a queste paure? Mi dice la stessa cosa che ha detto a Maria: "Non temere". E adopera due verbi bellissimi: Alzati e Levate il capo. Sono i due verbi dell'antipaura. Alzati significa credere che il Signore è venuto sulla terra duemila anni fa, proprio per aiutarci a vincere la rassegnazione. Alzarsi significa riconoscere che se le nostre braccia si sono fatte troppo corte per abbracciare tutta intera la speranza del mondo, il Signore ci presta le sue. Alzarsi significa abbandonare il pavimento della cattiveria, della violenza, dell'ambiguità, perché il peccato invecchia la terra. Alzarsi significa, insomma, allargare lo spessore della propria fede. Ma alzarsi significa anche allargare lo spessore della speranza, puntando lo sguardo verso il futuro, da dove Egli un giorno verrà nella gloria per portare a compimento la sua opera di salvezza. E allora non ci sarà più pianto, nè lutto, e tutte le lacrime saranno asciugate sul volto degli uomini. Levare il capo significa drizzare la testa, reagire, muoversi. Essere convinti che il Signore viene ogni giorno, ogni momento nel presente e nell'ora della storia. A noi saperlo riconoscere: nei poveri, negli umili, nei sofferenti. Significa in definitiva allargare lo spessore della carità. 

OSTENSORIO DELLE NOSTRE SPERANZE. Verso tutti. Magnifico il lavoro di tanti gruppi e associazioni che si mettono accanto ai malati cronici, agli handicappati, agli anziani, ai malati terminali, ai dimessi dal carcere, per condividere tempo, gioie e speranze. Verso tutti. Splendido ciò che fanno tante comunità cristiane a favore degli extracomunitari, non soltanto dando loro un letto, ma incalzando soprattutto le pubbliche istituzioni perché i provvedimenti di legge siano più consoni delle norme vigenti. Verso tutti. Incredibile quel che stanno facendo tanti movimenti di volontariato per promuovere una maggiore giustizia sulla terra, per aiutare i popoli che soffrono la fame, per difendere i diritti umani dove sono soffocati, per coscientizzare la gente sulla discriminazione delle leggi di segregazione razziale persistenti, per diffondere una nuova coscienza di pace, per smilitarizzare non solo le coscienze, ma anche i territori. Coraggio. Alzatevi e levate il capo. Muovetevi. Fate qualcosa, il mondo cambierà. Anzi, sta già cambiando. Non li vedete i segni dei tempi? Gli alberi mettono già le prime foglie. E sul nostro cielo il rosso di sera non si è ancora scolorito. Qui sulla terra è l'uomo che attende il ritorno del Signore. Lassù nel cielo è il Signore che attende il ritorno dell'uomo. Ritorno che si potrà realizzare con la preghiera, con la vita di giustizia, di limpidezza, di trasparenza, di amore, con la testimonianza evangelica e con una forte passione di solidarietà. Mentre per questo cammino di ritorno ci affidiamo a Maria, Regina dei Martiri, Vergine dell'attesa e Madre della Speranza, mettiamo in pratica quel che ci suggerisce sant'Agostino: "Aiuta coloro con i quali cammini, per poter raggiungere Colui col quale desideri rimanere". 

                                                                                                             Don Tonino Bello