L'ABBANDONO TOTALE

Sull'abbandono totale di noi stessi e di ciò che ci appartiene nelle mani di Dio, ci parla una preghiera composta da un uomo che a Dio ha dedicato la sua vita: padre Charles de Foucauld. Leggiamola insieme:  "Padre, mi affido alle tue mani, disponi di me secondo la tua volontà qualunque essa sia. Io ti ringrazio. Sono disposto a tutto. Accetto tutto, perché la tua volontà si compia in me e in tutte le tue creature. Non desidero nient'altro Padre. Ti affido la mia anima, te la dono con tutto l'amore di cui sono capace, perché ti amo e sento il bisogno di donarmi a Te, di rimettermi fra le tue mani, senza limiti, senza misura, con una fiducia infinita perché Tu sei mio Padre". 

Non basta tuttavia leggerla, questa preghiera, bisogna appropriarsene e farla intimamente nostra perché possa scaturire dal nostro cuore più che dalle nostre labbra, perché possa essere quotidianamente vissuta anche quando le difficoltà di ogni tipo ci assalgono e paiono travolgerci. Dire: "Mi affido alle tue mani, sono disposto a tutto, accetto tutto" non è difficile se lo si fa con la bocca, ma diventa estremamente più duro quando nel momento della prova si cerca di metterlo in pratica. Perciò la Vergine benedetta continua ad esortarci invitandoci alla preghiera per fortificare la nostra fede. Ella sa bene quanta sia la nostra fragilità e come sia facile per l'uomo abbandonare la retta via e dimenticare i buoni propositi, se la grazia di Dio non lo sostiene. Perciò ci copre col suo manto materno, ci protegge e intercede per noi presso il Padre. 

Meditiamo ancora queste parole della Madonna a Medjugorje: "... Dio attraverso me vi invita all'abbandono totale". Chiediamoci: è un invito fatto solo con delle parole? No, è un invito dato soprattutto con l'esempio. Per rendercene conto rileggiamo insieme parte del racconto della Annunciazione fatto da Luca. All'affermazione dell'Angelo: "Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù", Maria disse: "Come è possibile? Non conosco uomo". L'Angelo a sua volta rispose: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Anche Elisabetta, tua parente nella sua vecchiaia ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei che tutti dicevano sterile. Nulla è impossibile a Dio". Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che mi hai detto". La risposta di Maria è l'esempio più grande di abbandono totale a Dio ed alla sua volontà. Un abbandono così grande da dissipare ogni dubbio, da togliere ogni paura, da consentire a Dio di agire senza forzare la nostra volontà, per il rispetto che Egli, fedele a sè stesso, porta alla libertà che ha voluto donarci. Libertà di fare il bene e il male, di accogliere o rifiutare la sua parola, di avere o no fiducia in Lui.

"... Dio vi invita all'abbandono totale...". Anche questo invito noi possiamo seguire o non seguire. La Madonna l'ha seguito con l'apertura totale del cuore: il premio per lei è stata la massima gloria nei cieli.