Associazione Medjugorje Torino

volta il gallo canto'

ANCHE QUEST'ANNO SIAMO ARRIVATI A NATALE. SE, COME PRESUMIAMO, CHI CI LEGGE NON LO VIVE SOLTANTO IN FUNZIONE DEI REGALI O DEL CENONE, SE GRADISCE RICEVERE UNO SPUNTO DI MEDITAZIONE DA SOMMARE AD ALTRI SPUNTI CHE FORSE GLI SONO ARRIVATI, ABBIAMO PENSATO DI PROPORGLI UN BEL TESTO PUBBLICATO MOLTO TEMPO FA, IN QUESTA OCCASIONE, SULLA RIVISTA "IL GALLO" DI GENOVA. LO FACCIAMO PERCHE', ALLA LUCE DEGLI INSEGNAMENTI DI PAPA FRANCESCO, IL CONTENUTO DI QUESTO ARTICOLO CI SEMBRA PROFONDAMENTE EVANGELICO E ANCORA PROFETICO.

Natale ritorna, nell'aria, nelle strade, nelle case. In tutte le contrade del mondo. Dove si ha fame e dove si guazza nell'abbondanza. Dove l'amore dà alla luce un bimbo e dove la violenza sopprime brutalmente la vita. Dove si cantano canzoni di pace e dove ronzano gli aerei che portano nel cofano la distruzione confezionata. 

Ritorna. Anche quest'anno. A ricordo della nascita d'un Uomo che non contava nulla, in una borgata che non contava nulla, nello sconfinato Impero del tempo (5 milioni di chilometri quadrati; 120 milioni di abitanti; ma 60 milioni erano schiavi).

E neppure la morte di quell'Uomo contò qualcosa, per gli uomini che reggevano in quel momento le sorti delle genti. A seguito d'una lite paesana, un funzionario dell'Impero segnò la sentenza di morte, e se ne lavò le mani, archiviando la pratica. Una pratica di nessuna importanza, dai contorni imprecisi e confusi. Di quell'Uomo non sappiamo di preciso nè il giorno nè l'anno della nascita. E neppure il giorno della morte. Forse conosciamo l'anno, con qualche approssimazione.

Archiviata la pratica, la sua parola ha cominciato a diffondersi ancora più di quand'Egli era vivo. Da uomo a uomo, nella semplicità, e senza mezzi di potenza. Aveva parlato di realtà invisibili, aveva annunciato una Verità ed un Regno di Dio al servizio degli uomini. "Ora, in mezzo a voi io sono come colui che serve", aveva detto ai suoi, appunto, l'ultima notte della sua vita (Luca 22,27). E aveva anche confidato, un giorno, a un sapiente, a un dottore della legge, che "per vedere il Regno di Dio" bisogna nascere di nuovo, "dallo Spirito (...) dall'alto" (Giovanni 2; 3,7,8). E il dottore della legge faticava a comprendere.

Oggi, a duemila anni di distanza, vien da dire che tutta la cristianità, nel suo complesso, lungo i secoli, ha faticato a comprendere. Al punto che questi duemila anni ci appaiono a giorni come un lungo tempo di prova, la prova dei quaranta giorni e delle tentazioni nel deserto. La tentazione dello spirito di potenza e di possesso che ci contende tutti e ciascuno - e forse a maggior ragione noi pure che ci diciamo cristiani - allo spirito di povertà e di servizio.

Poi viene il tempo, o il giorno, che si vede la tentazione per quello che è. Il giorno della Grazia e della conversione. Non già la conversione da una verità umana all'altra. Ne da una Chiesa all'altra. La conversione allo spirito di povertà e di servizio. Che ci fa nascere di nuovo. "Dall'alto". A cominciare dai rapporti di tutti i giorni, e dalle pareti più consuete. E allora è davvero Natale che viene. Nell'aria, nelle strade e nelle case.

                                                                                                                             I galli

da: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.