Associazione Medjugorje Torino

VIII MEDITAZIONE DELLA PAROLA

ABBIAMO PENSATO DI MODIFICARE APPENA UN POCO L'IMPOSTAZIONE DI QUESTA RUBRICA. ERAVAMO PARTITI DALLA CONSTATAZIONE CHE NEL CORSO DEGLI ANNI LA MADRE DI DIO, NEI SUOI MESSAGGI, HA RIPETUTAMENTE INVITATO A LEGGERE LA SCRITTURA. E' UN TEMA MOLTO CARO ANCHE A PAPA FRANCESCO.

EGLI INFATTI COMMENTANDO, PER ESEMPIO IL VANGELO DELLA TRASFIGURAZIONE DI GESU' E LA VOCE CHE DALLA NUBE DICEVA: "QUESTI E' IL FIGLIO MIO, L'AMATO: IN LUI HO POSTO IL MIO COMPIACIMENTO. ASCOLTATELO" (Mt 17,1-9), ci ha invitati tutti ad ascoltare la voce del Signore anche attraverso la meditazione della Parola. Questo, come abbiamo già avuto occasione di scrivere, è lo scopo di questa rubrica, per la quale, ogni mese, scegliamo dai messaggi del mese precedente una espressione chiave. In base ad essa cerchiamo poi dei testi biblici sia dall'Antico che dal Nuovo Testamento, che ci sembrino accostabili a tale espressione  per uno spunto di riflessione. D'ora in avanti però, invece di limitarci soltanto all'espressione chiave, pensiamo di riportare i messaggi completi del mese precedente, che pure abitualmente inseriamo in questo sito appena pervenuti. Ci pare in questo modo di consentire più facilmente una rilettura dei messaggi stessi e nello stesso tempo contribuire ad evidenziare come la Vergine Maria sempre nei suoi messaggi ci guidi a comprendere sempre di più la Parola di Dio riportata nella Scrittura. Sappiamo che in alcuni casi questi testi sono utilizzati come traccia per l'Adorazione guidata, intervallando la loro lettura con canti o musiche adatte, come si fa a Medjugorje. Per questo mese abbiamo scelto l'espressione: "Siate uomini di speranza".

 

Messaggio del 2 Novembre 2014 (a Mirjana). "Cari figli, sono con voi con la benedizione di mio Figlio, con voi che mi amate e che cercate di seguirmi. Io desidero essere anche con voi, che non mi accogliete. A tutti voi apro il mio Cuore pieno di amore e vi benedico con le mie mani materne. Sono una madre che vi capisce: ho vissuto la vostra vita e ho provato le vostre sofferenze e gioie. Voi, che vivete il dolore, comprendete il mio dolore e la mia sofferenza per quei miei figli che non permettono che la luce di mio Figlio li illumini, per quei miei figli che vivono nelle tenebre. Per questo ho bisogno di voi, di voi che siete stati illuminati dalla luce e che avete compreso la verità. Vi invito ad adorare mio Figlio, affinché la vostra anima cresca e raggiunga una vera spiritualità. Apostoli miei, allora potrete aiutarmi. Aiutare me significa pregare per coloro che non hanno conosciuto l'amore di mio Figlio. Pregando per loro, voi mostrate a mio Figlio che lo amate e lo seguite. Mio Figlio mi ha promesso che il male non vincerà mai, perché qui ci siete voi, anime dei giusti: voi, che cercate di dire le vostre preghiere col cuore; voi che offrite i vostri dolori e sofferenze a mio Figlio; voi, che comprendete che la vita è soltanto un battito di ciglia; voi, che anelate al Regno dei Cieli. Tutto ciò vi rende miei apostoli e vi conduce al trionfo del mio Cuore. Perciò, figli miei, purificate i vostri cuori ed adorate mio Figlio. Vi ringrazio".

Messaggio del 25 Novembre 2014 (a Marija). "Cari figli! Oggi in modo particolare vi invito alla preghiera. Pregate, figlioli, per comprendere chi siete e dove dovete andare. Siate portatori della Buona Novella e uomini di speranza. Siate amore per tutti coloro che sono senza amore. Figlioli, sarete tutto e realizzerete tutto soltanto se pregate e se siete aperti alla volontà di Dio, Dio che desidera guidarvi verso la vita eterna. Io sono con voi e di giorno in giorno intercedo per voi davanti a mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

Dal libro del profeta Osea (12,6-7). "Signore, Dio degli eserciti, Signore è il nome con cui celebrarlo. Tu ritorna al tuo Dio, osserva la bontà e la giustizia e poni sempre nel tuo Dio la tua speranza".

Dalla lettera di S. Paolo ai Romani (4,13-25). "Infatti non in virtù della Legge fu data ad Abramo, o alla sua discendenza, la promessa di diventare erede del mondo, ma in virtù della giustizia che viene dalla fede... Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: 'Così sarà la tua discendenza'. Egli non vacillò nella fede, pur vedendo già come morto il proprio corpo - aveva circa cento anni - e morto il seno di Sara. Di fronte alla promessa di Dio non esitò per incredulità, ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio, pienamente convinto che quanto egli aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento. Ecco perché gli fu accreditato come giustizia".