Associazione Medjugorje Torino

IL CALVARIO

Il Calvario è lo scrigno nel quale si concentra tutto l'amore di Dio. Quando io sento che la croce, manifestazione suprema dell'amore di Dio, è una crudeltà che ha inventato il Signore... quando sento dire che non deve il Signore far soffrire coloro che ha creato per amore... quando sento dire che il Signore è duro con noi... mi rattristo perché so che non è così. La croce è la manifestazione più alta dell'amore di Dio per noi. Ha mandato suo Figlio sulla croce perché ci togliesse tutti i nostri peccati, ci redimesse, ci rendesse puri.

Anche noi, sulla nostra croce rendiamo più pura l'umanità e più buono il mondo. Anche il letto del nostro dolore dovrebbe essere fonte di carità. Ognuno dovrebbe dire: "Signore, io non soltanto mi affido a te e sono felice di partecipare a quest'opera di carità in unione con te, ma ti ringrazio di questo privilegio. Perché tra gli operai scelti, tu hai preso proprio me. Mi hai chiamato per nome perché io collabori con la tua opera di salvezza. Grazie perché il mio letto di dolore è fonte di carità, è sorgente di amore. Di amore per Te, ma anche di amore per tutti i fratelli". Ecco perché noi dovremmo prendere coscienza dei valori di cui siamo portatori. La mulattiera del Calvario, cioè la strada che porta da Gerusalemme al Calvario, è lunga, però finiremo di percorrerla. NON DURERA' PER SEMPRE. E SPERIMENTEREMO, COME CRISTO, L'AGONIA DEL PATIBOLO, MA "PER TRE ORE", NON PER MOLTO. Coraggio! La nostra esistenza non è inutile. Il nostro dolore alimenta l'economia sommersa della grazia. Sì, ci sarà da qualche parte un immenso deposito della grazia. LA NOSTRA SOFFERENZA ALIMENTA, RIGONFIA L'OTRE DELLA GRAZIA PERCHE' POI SI RIVERSI SUL MONDO IN UN EMPITO DI CARITA'. E capiremo che il nostro martirio non è stato un assurdo, una crudeltà di Dio, una sua ingerenza nella nostra storia disturbata dal dolore. Invece il nostro martirio, la nostra sofferenza ha alimentato il fiume della redenzione raggiungendo i più remoti angoli della terra. Il nostro dolore è come un rigagnolo che va ad ingrossare il fiume del sangue di Cristo. IL CALVARIO NON E' SOLTANTO LA FONTANA DELLA CARITA', MA ANCHE LA SORGENTE DELLA SPERANZA. Che cosa è la speranza? SPERANZA SIGNIFICA FORZA DI RINNOVARE IL MONDO. Forza di cambiare le cose. Nonostante tutto. Nonostante la malattia, nonostante la sofferenza. Ma è proprio dal Calvario che si diparte la speranza. Il mondo può cambiare. E noi che siamo ammalati o che siamo vittime di tante sofferenze morali, noi possiamo contribuire a cambiare il mondo. Con grande fiducia, appoggiando il nostro capo al capo di Gesù che rantola sulla croce. Io vorrei tanto che ognuno di noi sentisse questa vicinanza con Gesù Cristo, questa passione, questo rantolo del suo respiro nelle sue orecchie. Il mondo può cambiare, il mondo cambierà, il mondo sta cambiando. Riconciliamoci con la speranza. arriva la Pasqua! Frantumi il nostro peccato! Frantumi le nostre disperazioni! Ci faccia vedere le tristezze, le malattie, la nostra confusione, il nostro fallimento, il nostro smacco, il nostro buco (perché potrebbe sembrare che abbiamo bucato tutto nella vita)... ci faccia vedere perfino la morte dal versante giusto, dal versante della risurrezione, che è il versante della speranza. Il Calvario non è soltanto la fontana della Carità. Non è solo il canale della Speranza, ma è anche la sorgente della Fede. Per quale motivo? FEDE significa ABBANDONO: "Padre mio, mi abbandono a te". Sul Golgota Gesù ha compiuto L'ATTO SUPREMO DI FEDE NEI CONFRONTI DEL PADRE. Sul Golgota risplende la fede di Maria che, quando Gesù emette l'ultimo respiro, rimane l'unica a illuminare la terra per tutto il Venerdì e il Sabato Santo. Il Calvario è il luogo della fede. Ma anche il nostro piccolo calvario, quello che si racchiude nel perimetro di quattro pareti, deve essere il luogo della fede, della fiducia, del nostro abbandono a Dio. C'è una preghiera molto bella di Charles de Foucault, che traduce questo abbandono: "PADRE MIO, MI ABBANDONO A TE. FA DI ME CIO' CHE TI PIACE. QUALSIASI COSA TU FACCIA IO TI RINGRAZIO! SONO PRONTO A TUTTO, ACCETTO TUTTO, PURCHE' LA TUA VOLONTA' SIA FATTA IN ME E IN TUTTE LE TUE CREATURE. IO NON DESIDERO ALTRO, MIO DIO! RIMETTO LA MIA ANIMA NELLE TUE MANI, TE LA DONO, MIO DIO, CON TUTTO L'AMORE DEL MIO CUORE, PERCHE' TI AMO. ED E' PER ME UNA NECESSITA' DI AMORE DONARMI E RIMETTERMI NELLE TUE MANI, SENZA MISURA, CON INFINITA FIDUCIA, PERCHE' TU MI SEI PADRE". E' una preghiera che sa di gioia, di luce, di pace, di conforto per tutti. Non rassegnamoci. Consegnamoci, se mai. Il Venerdì Santo è il giorno della consegna: Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito. Ed è anche il giorno in cui vogliamo fare una grande provvista di fede in modo da distribuirla a tutti coloro che ne hanno bisogno. E quando la gente viene da noi e ci dice, come le vergini stolte: "Non abbiamo più olio", noi possiamo rispondere: "Non vi preoccupate, venite nel nostro frantoio, ne abbiamo in quantità sufficiente per tutti".

                                                                                                             Mons. Tonino Bello