Associazione Medjugorje Torino

LOURDES: IL SENSO DI UN MESSAGGIO

Abbiamo vissuto in questi giorni la festività della Madonna di Lourdes. Con l'occasione pensiamo di riproporre su questo sito un testo attinente all'argomento che è stato pubblicato qualche tempo fa sul nostro giornalino. E' probabile che un certo numero di persone lo abbia già letto a suo tempo: pensiamo tuttavia che il rimeditarlo possa essere di qualche utilità, se non vogliamo trasferire anche nel campo spirituale la cultura dell' "usa e getta".

Nell'immaginario collettivo, quando si parla di Lourdes, in genere si pensa ad un luogo dove circa 150 anni fa è apparsa la Madonna ad una ragazzina di nome Bernadette e dove da allora si recano gli ammalati nella speranza di ottenere la guarigione o almeno di ricavarne conforto nella loro sofferenza.

Le persone che hanno approfondito un po' di più l'avvenimento sanno che la Vergine Maria ha ricordato a Bernadette la necessità della penitenza, della preghiera, in particolare quella del rosario, e si è presentata come l'Immacolata Concezione. Il significato profondo di quest'ultimo annuncio va inquadrato nella situazione storica della Chiesa in quell'epoca. L'8 dicembre 1854, cioè quattro anni prima delle apparizioni, il papa Pio IX aveva proclamato il dogma dell'Immacolata Concezione e la Chiesa era lacerata dalla polemica tra Immacolatisti, che condividevano la decisione del Pontefice, e anti-Immacolatisti che non la condividevano. Presentandosi come "l'Immacolata Concezione" la Madre di Dio ha voluto sostenere la decisione del Vicario del suo Figlio Gesù e proteggere la Chiesa dal pericolo che incombeva sulla sua unità e sull'integrità della fede. E' un accenno che abbiamo già fatto in un articolo pubblicato recentemente su questo giornalino e nel quale abbiamo tentato un accostamento tra le apparizioni di Lourdes, Fatima e Medjugorje. Il messaggio di Lourdes, tuttavia, racchiuso sia nelle parole della Vergine Maria, sia nei gesti da Lei chiesti alla piccola Bernadette ha anche altri contenuti che chiunque voglia tentare un approccio meno superficiale a quell'avvenimento deve cercare di cogliere e approfondire. Alcune riflessioni profonde e interessanti si possono trovare per esempio nel numero speciale del "Lourdes magazine" uscito in occasione del centocinquantesimo anniversario delle apparizioni così come in alcune schede preparate dalla Comunità Giovanni XXIII che evidenziano importanti collegamenti tra le parole di Maria e i testi biblici: tutte riflessioni che oltre a farci entrare meglio nella profondità del messaggio di Lourdes ci hanno anche aiutato nel pensare queste nostre considerazioni. Tutti noi sappiamo quanto a Medjugorje, nei suoi messaggi, la Madonna ha raccomandato di leggere la Bibbia, lettura intesa come familiarità con la parola di Dio. E questo è l'unico antidoto di bombardamento antievangelico al quale siamo sottoposti dai mass-media, bombardamento che di fronte ai grandi problemi etici dibattuti in questi anni ci espone al pericolo di ragionare come gli atei anche se contemporaneamente noi partecipiamo assiduamente a tante funzioni religiose. Già le circostanze nelle quali la Vergine si è presentata a Bernadette, se ne facciamo oggetto di riflessione, sono di per sè sole, un primo messaggio.

La grotta di Massabielle, al tempo di Bernadette, era un luogo sporco, umido, dove i contadini conducevano i maiali. Un luogo per niente accogliente e per niente affatto poetico. Così come davvero poco accogliente e poetica era la pietraia di Medjugorje coperta di rovi. Eppure è proprio lì, in una grotta umida frequentata dai maiali o in mezzo ai rovi che crescono sulla pietraia, che la madre di Dio, creatura splendente della luce di Dio, l'Immacolata, ha scelto di apparire. Questo porta la nostra mente verso quei collegamenti biblici ai quali abbiamo accennato sopra: ci invita a cogliere il senso dell'incontro tra la grandezza di Dio e la piccolezza dell'uomo. Gesù si è fatto uomo per portarsi al nostro livello, anziché guardarci dall'alto, per camminare al nostro fianco, anziché ascoltarci assiso sul suo trono. Gesù è venuto a cercare la pecorella smarrita, a cercare chi era perduto. Perché Dio vuole venirci a trovare là dove noi siamo, nel fango delle nostre miserie, delle nostre ricorrenti debolezze, simboleggiate dalla sporcizia della grotta di Massabielle o dai rovi che crescono sulla pietraia di Medjugorje. Per questo la grotta o la collina coperta di rovi non sono soltanto una località geografica, ma anche un luogo prescelto da Dio per farci comprendere il suo amore, per dirci che ci ama non a condizione che noi ci presentiamo a Lui candidi come colombe, ma ci ama così come siamo, con tutte le nostre debolezze, le nostre cadute. Ci sono poi altre circostanze, oltre a quella del luogo, che sono significative dell'atteggiamento che tramite la Madre del suo Figlio Gesù, Dio manifesta nei nostri confronti. In particolare un atteggiamento di grande rispetto. A Bernadette che è quasi analfabeta la Vergine Maria si rivolge parlando il suo dialetto e dandole del "VOI". Non era mai successo prima che qualcuno trattasse quella ragazzina con tanta rispettosa cortesia: "Potreste avere la gentilezza di venire qui durante quindici giorni?" le chiese la Signora, e Bernadette è sconcertata. Eppure questo è l'atteggiamento abituale del Cielo nei nostri confronti, anche se di solito noi non ce ne rendiamo conto.

A proposito di questo rispetto, abbiamo già accennato in un precedente numero di questo giornalino come apparendo nel 1531 sulla collina di Tepeyac, vicino a Città del Messico ad un contadino indio di nome Juan Diego, la Vergine Maria si presentò a lui con il volto meticcio, a significare che per Lei tutti gli uomini sono uguali, gli parlò nella sua lingua e gli si fece incontro in piedi, quando nella cultura azteca, ma anche Maya e spagnola dell'epoca, i personaggi importanti ricevevano le persone di rango inferiore rimanendo sedute.

Ci sono poi altre parole estremamente importanti che la Madonna ha rivolto a Bernadette. Secondo quanto riportato nel libro pubblicato nel 1869 da Henri Lasserre che riferisce quanto l'autore ha udito dalla stessa Bernadette, alla promessa di questa di ritornare per quindici giorni, se i suoi genitori l'avessero autorizzata, la Vergine rispose con un'altra promessa: "Le prometto di renderla felice, non in questo mondo ma nell'altro". E' la versione che ci piace di più, rispetto a quella riportata in altri testi: "Non le prometto di renderla felice in questo mondo, ma nell'altro". Il senso comunque è molto chiaro, e noi dobbiamo cercare di capirlo. L'altro mondo non è soltanto quello dopo la morte, quasi che la nostra vita dovesse essere necessariamente e sempre solo un calvario. Quando Gesù, nel Vangelo ci dice: "Il Regno di Dio è in mezzo a voi, ci invita a scoprire già in questo mondo "un altro mondo". Un mondo dove si fa l'esperienza dell'amore di Dio già su questa terra. Non si può spiegare diversamente come mai Bernadette, malgrado la sua malattia, le sue grandissime sofferenze sia sempre stata profondamente felice. Tutte le testimonianze confermano che Bernadette, anche nelle tribolazioni, era allegra, luminosa, coraggiosa ed era abitata da una gioia misteriosa. Si riporta che mentre era a letto ammalata, diceva: "Sono più felice nel mio letto con il mio crocifisso che una regina sul suo trono".

Ci pare quindi che a Lourdes, come in altri luoghi, il significato profondo delle apparizioni sia nel desiderio della Vergine Maria di aiutarci, rinviandoci sempre al Vangelo, a scoprire l'esistenza, già in questa terra dell'altro mondoIl mondo della grazia, delle beatitudini, dove si può sperimentare la serenità e la gioia anche in mezzo alle difficoltà più grandi. Questo può aiutare a capire perché tante persone ammalate che si recano a Lourdes, pur non ottenendo la guarigione fisica, tornano a casa più serene.

A Bernadette la Madonna nel corso delle apparizioni, ha poi chiesto dei gesti apparentemente incomprensibili. Le ha chiesto di inginocchiarsi a baciare la terra, di mangiare l'erba, di raschiare il suolo in fondo alla grotta, lavarsi il viso con l'acqua inizialmente fangosa che iniziava a sgorgare e bere quell'acqua che a poco a poco diventava trasparente. Sono gesti penitenziali e di umiltà che l'hanno fatta giudicare pazza dalla gente che la osservava. Ma sono anche gesti carichi di un profondo significato biblico. Nell'inginocchiarsi a baciare la terra possiamo vedere simboleggiato il gesto d'amore di Dio che si abbassa fino a farsi uomo per essere, come abbiamo detto sopra, vicino all'uomo in qualsiasi situazione questo si trovi. Anche nella richiesta di mangiare l'erba dobbiamo vedere un significato biblico, perché la Bibbia ci riporta l'antica tradizione ebraica di riempire di erbe amare, dopo averlo svuotato, l'agnello ucciso per il sacrificio a significare che Dio si era fatto carico di tutte le amarezze, di tutti i peccati del mondo. Infine il lavarsi, anzi l'imbrattarsi il viso con l'acqua inizialmente fangosa sgorgata dalla terra ci riporta alle parole del profeta Isaia che ci presenta il Cristo che portava su di sè i peccati degli uomini, tanto che il suo volto non aveva più figura umana (Isaia 53, 1-5). Ma il gesto di lavarsi e di bere quell'acqua ci rimanda anche al battesimo e alla confessione sacramentale che ci rinnovano e purificano. Questa è l'acqua che ci libera dalle erbe e dal fango, che rappresentano il peccato e diventa per noi sorgente di vita eterna, la vita stessa di Dio. Pertanto qui vediamo l'indicazione o la conferma che, per vincere il peccato, sono necessarie due cose: una ci viene da Dio ed è la grazia, simboleggiata dall'acqua; l'altra viene dagli uomini, cioé deve svilupparsi in noi e consiste nella preghiera e nella penitenza. Ecco quindi l'attualità del messaggio di Lourdes che si accorda perfettamente, e non potrebbe essere diversamente, con quello di Medjugorje e con il Vangelo.