Associazione Medjugorje Torino

VARCARE LA SOGLIA DELLA FEDE - L'ANNO DELLA FEDE NEL PENSIERO DI PAPA FRANCESCO

L'11 ottobre 2012 è iniziato per la Chiesa l' "ANNO DELLA FEDE" indetto con un "motu proprio" dal Papa Benedetto XVI e che si concluderà il 24 novembre 2013, solennità di Cristo Re. La Lettera Apostolica con la quale il S. Padre ha indetto questo speciale anno, s'intitola "LA PORTA DELLA FEDE". E' una porta che siamo tutti invitati a varcare per iniziare un cammino che dura tutta la vita. Infatti la Chiesa e i Pastori, con Cristo, devono mettersi in cammino per condurre gli uomini fuori dal deserto, verso il luogo della vita, verso l'amicizia con il Figlio di Dio, verso Colui che ci dona la vita, la vita in pienezza.

Centinaia di Vescovi sparsi per il mondo hanno affiancato alla Lettera Apostolica del Pontefice una personale Lettera rivolta alle rispettive Diocesi per dare maggiore significato e concretezza alla celebrazione di questo evento. Anche l'Arcivescovo di Buenos Aires Card. Jorge Mario Bergoglio ha inviato un messaggio ai fedeli della sua Diocesi. Esso s'intitola "VARCARE LA SOGLIA DELLA FEDE". "Varcare la soglia della fede" - commenta Mons. Rino Fisichella - diventa un programma pastorale che oggi va oltre i confini della Chiesa particolare di Buenos Aires, poiché il Card. Bergoglio è stato scelto come Vescovo di Roma e, in forza di questo, è diventato Papa per tutta la Chiesa. Le indicazioni che il Card. Bergoglio suggeriva alla sua Comunità possiedono un'apertura universale". Da tale Lettera stralciamo alcuni brani significativi: "Cari fratelli, tra le esperienze più negative degli ultimi decenni c'è quella di trovare chiuse le porte. La crescente insicurezza ha portato a poco a poco a sbarrare le porte, a collocare sistemi di vigilanza, telecamere di sicurezza, a diffidare dagli estranei che bussano alla nostra porta. Tuttavia, ancora in alcuni paesi ci sono porte che restano aperte. La porta chiusa è un simbolo del nostro tempo. E' qualcosa di più di un semplice dato sociologico; è una realtà esistenziale che segna uno stile di vita, un modo di porsi dinanzi alla realtà, dinanzi agli altri, dinanzi al futuro. La porta chiusa della mia casa, che è il luogo della mia intimità, dei miei sogni, delle mie speranze e sofferenze, così come delle mie gioie, è chiusa per gli altri. E non si tratta solo della mia casa materiale, ma è anche il recinto della mia vita e del mio cuore... La sicurezza di alcune porte blindate custodisce l'insicurezza di una vita che diventa sempre più fragile e meno sensibile alle ricchezze della vita e dell'amore degli altri. L'immagine di una porta aperta è sempre stata il simbolo di luce, amicizia, gioia, libertà, fiducia. Quanto abbiamo bisogno di recuperare tutto cio! La porta chiusa ci danneggia, ci atrofizza, ci separa. Nell'Anno della Fede, l'immagine che il Papa ci propone è quella della "porta", una porta che occorre varcare per poter trovare quello che ci manca tanto. La Chiesa ci invita a varcare la soglia, a fare un passo per prendere una decisione intima e libera: spingerci ad entrare in una nuova vita. Dio prende sempre l'iniziativa e non vuole che nessuno resti escluso. Dio bussa alla porta dei nostri cuori: "Ecco: sto alla porta e busso. se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò a lui, cenerò con lui ed egli con me" (Ap 3,20). Oltrepassare questa porta presuppone un cammino che dura tutta la vita. Mentre andiamo avanti passiamo dinanzi a tante porte, molte delle quali sono false porte che invitano in modo allettante e menzognero a entrarvi e promettono una falsa felicità...Gesù invece è la porta e ci apre la strada verso Dio: Egli è il Buon Pastore che si prende cura di noi. "Non abbiate paura! Aprite, spalancate la porta a Cristo!..." diceva il Beato Giovanni Paolo II. Aprire le porte del cuore significa fare come i discepoli di Emmaus, che chiesero a Gesù di rimanere con loro, per poter attraversare le porte della fede e poi poter annunciare Gesù ai fratelli. La fede presuppone che si decida di stare con il Signore per vivere con Lui e condividerlo con i fratelli.

In che consiste la sfida del varcare la soglia della fede?

Varcare la soglia della fede è la sfida a scoprire che - sebbene oggi sembra che regni la morte nelle sue varie forme e la storia sia guidata dalla legge del più forte o del più furbo e l'odio e l'ambizione funzionino come motore di tante lotte umane - siamo tuttavia anche pienamente convinti che questa triste realtà possa cambiare e debba cambiare decisamente perché "se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?" (Rm 8,31).

Varcare la soglia della fede presuppone che non si abbia vergogna di avere il cuore di un bambino che, credendo ancora in ciò che è impossibile, può vivere nella speranza. E' chiedere senza stancarsi, pregare senza perdersi d'animo e adorare perché il nostro sguardo si trasfiguri.

Varcare la soglia della fede è agire, aver fiducia nella forza dello Spirito Santo presente nella Chiesa e che si manifesta anche nei segni dei tempi. Urge pensare il nuovo, creare il nuovo, impastando la vita con il nuovo lievito della giustizia e della santità.

Varcare la soglia della fede è il lavoro vissuto con dignità e vocazione di servizio, con l'abnegazione di chi ricomincia continuamente, senza arrendersi alla vita, come se tutto ciò che è stato fatto fosse soltanto un passo verso il regno, pienezza di vita. E' l'attesa silenziosa dopo la semina quotidiana, è contemplare il frutto raccolto, ringraziando il Signore perché è buono, chiedendo di non abbandonare l'opera delle sue mani.

Varcare la soglia della fede richiede di lottare per la libertà e la convivenza, sebbene l'ambiente intorno si dimostri rinunciatario, nella certezza che il Signore ci chiede di "praticare la giustizia, amare la bontà e camminare umilmente" con il nostro Dio (Mic 6,8).

Varcare la soglia della fede ci porta a perdonare e a saper strappare un sorriso, significa avvicinarsi a chiunque viva alla periferia della vita e chiamarlo col proprio nome, significa badare alle fragilità dei più deboli e sostenere le loro ginocchia vacillanti con la certezza che quello che facciamo per il più piccolo dei nostri fratelli lo stiamo facendo per Gesù stesso (Mt 24,40).

Varcare la soglia della fede presuppone celebrare la vita, farci trasformare perché siamo diventati uno con Gesù alla mensa dell'Eucaristia celebrata nella comunità.

Varcare la soglia della fede significa in definitiva, accettare la novità della vita di Gesù Cristo risuscitato nella nostra povera carne per farne un segno della vita nuova.

Meditando tutto ciò, volgiamo lo sguardo a Maria; che la Vergine Madre possa accompagnarci nel varcare la soglia della fede e portare nella nostra Chiesa di Buenos Aires lo Spirito Santo come a Nazaret, perché noi possiamo adorare come Lei il Signore e andare ad annunciare le meraviglie che ha fatto in noi".

Sulla stessa lunghezza d'onda, la Regina della Pace in questi anni, ci ha più volte richiamati con sollecitudine a risvegliare la nostra fede, e così ci ha esortati:

"Cari figli! Comprendete che al mondo è necessaria la guarigione della fede in Dio Creatore. Per mezzo della Passione e Morte di Gesù in Croce, comprenderete che solo con la preghiera potrete diventare anche voi veri apostoli della fede, vivendo nella semplicità e nella preghiera la fede, che è un dono. Ascoltate! Io desidero parlarvi e invitarvi ad avere più fede e più fiducia in Dio, che vi ama senza misura. Io sono con voi nella preghiera, affinché Dio vi dia una fede ancora più forte, perché la vostra fede è piccola. Pregate, pregate, pregate! Soltanto nella fede e attraverso la preghiera, la vostra anima troverà la pace e il mondo troverà la gioia di essere con Dio.  Siate pronti a cercare da Dio il dono della fede. Desidero incitarvi a continuare a vivere il digiuno con cuore aperto; col digiuno e la rinuncia sarete più forti nella fede! Pregate per la fede forte dei miei Sacerdoti! Vi invito alla vita con Dio e all'abbandono totale in Lui. Decidetevi per Dio, perché tutto il resto passa, solo Dio rimane!".

 A noi il compito di rispondere a tutti questi richiami per vivere la fede, accrescere la fede nella preghiera e testimoniarla con gioia, per fare di questo ANNO DELLA FEDE una consapevole capacità di Nuova Evangelizzazione.