Associazione Medjugorje Torino

Messaggio del 25 febbraio 2012

CARI FIGLI! IN QUESTO TEMPO, IN MODO PARTICOLARE VI INVITO: PREGATE COL CUORE. 
FIGLIOLI, VOI PARLATE TANTO, MA PREGATE POCO. LEGGETE, MEDITATE LA SACRA SCRITTURA; E LE PAROLE SCRITTE IN ESSA SIANO PER VOI VITA. IO VI ESORTO E VI AMO PERCHÈ IN DIO TROVIATE LA VOSTRA PACE E LA GIOIA DI VIVERE. GRAZIE PERCHÈ AVETE RISPOSTO ALLA MIA CHIAMATA.

Dal commento di Padre Livio Fanzaga: il messaggio di oggi nella sua semplicità, è un programma per questo tempo di Quaresima, tempo che fa riferimento ai 40 giorni che Gesù ha trascorso nel deserto e che deve essere innanzi tutto un tempo di preghiera. Infatti Gesù ha trascorso quei 40 giorni e 40 notti in comunione col Padre, quindi in preghiera e digiunando. Del digiuno la Madonna ha parlato tantissimo: è una mortificazione della nostra "fame del mondo" affinché emerga in noi la "fame di Dio" che noi saziamo con la preghiera. "Pregate col cuore". La Madonna sottolinea, come altre volte, il fatto che non bisogna soltanto pregare con le labbra, ma col cuore. Vuol dire che, qualunque preghiera si faccia, (preghiere personali, preghiere della Liturgia e le preghiere stesse che ci ha insegnato Gesù, come il Padre Nostro o  l'Ave Maria che è in gran parte preghiera biblica) noi dobbiamo sentire col cuore quello che diciamo con la bocca o il pensiero: Se diciamo "Padre Nostro" dobbiamo con il cuore rivolgerci a Dio come Padre, quindi richiamare in noi stessi la Divina Presenza. La preghiera del cuore cambia la vita, poiché apriamo il cuore a Dio, ne facciamo esperienza e Dio, entrando nel nostro cuore, opera con la sua Grazia, fortifica il cuore, fuga le nebbie, guarisce le ferite, infonde la forza, dona la pace; insomma con questa preghiera Dio ci trasforma in modo che al termine della preghiera noi siamo ben diversi da come vi siamo entrati. Gesù nel Getsemani entra nella preghiera angosciato e ne esce fortificato. E questo vale anche per noi: anche se la preghiera dura qualche minuto, se abbiamo sperimentato Dio, noi usciamo vivificati. E' questo il primo invito che la Madonna ci ha fatto in questi 30 anni di apparizioni. Poi la Madonna ci fa un ammonimento: "Voi parlate tanto, ma pregate poco". E sono spesso parole vane, a volte malevoli; "Parlate fra di voi, ma poco con Dio". In verità la preghiera è anche ascolto di Dio: si parla a Dio e si ascolta Dio che ci parla con le sue Parole di Luce, con i suoi doni di Pace, di Perdono, di Gioia. La Madonna ci indica anche un modo di alimentare la preghiera: quello di meditare la Sacra Scrittura, sapendo che le Parole in essa scritte sono Vita. Più volte ha chiesto che in ogni casa ci sia la Sacra Scrittura posta in un luogo ben visibile per la famiglia: sarà uno stimolo leggerla e a trovare qualcosa che colpisce il cuore e porta a vivere concretamente la Parola di Dio. A Medjugorje ci sono, per questo, piccole belle iniziative, come quelle della Comunità "Cenacolo" di Suor Elvira, dove i ragazzi costruiscono con le loro mani piccoli leggii da mettere nelle case e su cui porre il libro aperto della Sacra Scrittura, in modo che durante la giornata si legge la Parola, la si vive, e ciò alimenta molto la preghiera. Questo è il programma quaresimale. Certamente la componente del digiuno è stata ricordata moltissime volte dalla Madonna all'inizio della Quaresima. Lei lo desidera e lo propone in una forma più impegnativa di quanto lo chiede la Chiesa: cioé il digiuno a pane e acqua il mercoledì e il venerdì. Oggi ci richiama in particolare alla "Preghiera del cuore" e a "ruminare" - come dicevano i  Padri del deserto - i versetti della Bibbia, in modo tale che diventino "carne e sangue". La Madonna ci esorta e ci incoraggia a trovare, attraverso il cammino quaresimale, la Pace che è il dono di Cristo Risorto, e la "gioia di vivere". Sapete che in tante espressioni artistiche del giorno d'oggi trovate il "malessere di vivere", la sofferenza del vivere. La Madonna ci dice che se si vive con Dio e in Dio si scopre la gioia di vivere. Una volta ha detto: "Sulla via di Dio scoprirete la bellezza e la grandezza della vita". Oggi Ella guarda la nostra desolazione e disperazione e ci dice che il Padre Celeste vuole guarirci da questo stato e vuole donarci la "gioia di vivere" che viene dalla fede, dalla preghiera del cuore, dal cambiamento di vita. Sentirsi amati da Dio, perdonati e apprezzati è la radice della gioia di vivere. La Madonna ci dice "grazie": cerchiamo di meritare il "grazie" che ci rivolge; e diciamo "grazie" a Lei per la pazienza infinita con la quale ci esorta da così tanto tempo...