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Il Velo della Veronica: Sacro Sudario e Volto Santo due veli una storia

Il Velo della Veronica, noto anche come il Sacro Sudario, è uno dei simboli più affascinanti della tradizione cristiana.

Secondo la tradizione, questo velo sarebbe stato utilizzato da una donna di Gerusalemme, di nome Veronica, per asciugare il volto di Gesù durante il suo cammino verso il Calvario. La storia di questa preziosa reliquia si intreccia con la fede cristiana, la storia della Chiesa e le pratiche di venerazione che si sono sviluppate nel corso dei secoli.

Origini e Venerazione del Velo

La tradizione del Velo della Veronica (Vera icona) ha radici antiche, risalenti ai primi secoli del cristianesimo. La reliquia è menzionata per la prima volta nel Vangelo di Giovanni, che narra della presenza di sudari nel sepolcro. Il Sacro Sudario è stato venerato come un oggetto di grande valore spirituale, capace di comunicare la presenza divina attraverso l’impronta del volto di Cristo.

Nel primo Anno Santo della storia, indetto da Papa Bonifacio VIII nel 1300, il Velo della Veronica divenne una delle mete più ambite dai pellegrini che si recavano a Roma. Nonostante l’importanza del Papa e delle tombe degli apostoli, il velo si affermò come il tesoro più prezioso della Basilica di San Pietro. Il suo richiamo non era solo quello di un oggetto materiale, ma rappresentava un legame tangibile con la sofferenza e la passione di Cristo.

Eventi Significativi

Uno degli episodi più significativi legati al Velo della Veronica avvenne nel gennaio del 1208, quando Papa Innocenzo III portò il Sudario in un ostensorio di cristallo dalla Basilica di San Pietro all’Ospedale Santo Spirito in Sassia. Questa camminata a piedi nudi segnò un momento cruciale nella diffusione della venerazione del velo, rendendolo accessibile ai fedeli di tutto il mondo cattolico occidentale. Da quel momento, il Velo della Veronica divenne un simbolo di pietà e devozione, testimoniando l’amore e la compassione di Cristo per l’umanità.

La Venerazione del Volto Santo

Stando a fonti storiche, nel XVII secolo venne  rubata dalla Basilica di San Pietro una reliquia di Cristo quella del Volto Santo. questo prezioso telo è riapparso dopo tempo nella chiesa dei Cappuccini a Manoppello, in Abruzzo. In molti hanno sritto sulla presenza dei due Veli ma nessuno è riuscitoa giungere ad una conclusione. Con molta probabilità siamo dinanzi a due “istantanee” di Cristo una che lo ritrae sofferente durante la passione (il Velo della Veronica), l’altra ad occhi aperti, radioso e senza Corona di spine, nel  omento della Resurrezione dai morti (Il Volto Santo ovvero il sudario di cui parla Givanni nel suo Vangelo).

Questa reliquia è stata oggetto di studi approfonditi e di ricerche scientifiche. Nel settembre del 2006, Papa Benedetto XVI fu il primo pontefice a visitarla dopo oltre 400 anni, sottolineando l’importanza di questa reliquia per la Chiesa e per i credenti. Il Velo della Veronica suscita un grande interesse non solo tra i religiosi ma anche tra gli studiosi e i ricercatori. Tra questi, spicca la figura di Gosbert Weth, ex primario e ricercatore di origine tedesca, il quale ha dedicato parte della sua vita allo studio di questa affascinante reliquia. Weth ha condotto esperimenti per cercare di spiegare l’origine dell’immagine sul velo, rivelando indizi su come questa impronta possa essere stata creata.

Il Volto Santo a Manoppello

Scoperte Scientifiche

Durante la sua visita alla Basilica del Volto Santo di Manoppello, Weth ha utilizzato strumenti di misurazione avanzati per analizzare il materiale del velo. Ha notato segni evidenti di tortura sul volto rappresentato, inclusi ematomi, che suggeriscono un intenso dolore e sofferenza. Queste scoperte sono state interpretate come un conseguenza della passione di Cristo, conferendo ulteriore profondità al significato spirituale della reliquia.

Inoltre, Weth ha teorizzato che l’immagine sul velo non possa essere spiegata attraverso processi chimici o tecnici convenzionali. Secondo le sue ricerche, l’immagine potrebbe essere il risultato di un fenomeno di radiazione neutronica, che ha causato una trasformazione a livello atomico del materiale del velo. Questa spiegazione scientifica, sebbene controversa, ha aperto un dialogo tra fede e scienza, invitando a riflettere sulla connessione tra il divino e il mondo materiale.

Il Velo della Veronica continua a essere un simbolo potente di fede e speranza per molti. La sua storia affascinante ed i misteri che lo circondano alimentano la devozione e la curiosità dei fedeli. Oggi, come nei secoli passati, il Velo rappresenta un’opportunità per riflettere sulla Passione di Cristo e sull’amore incondizionato che Egli ha dimostrato per l’umanità. In un’epoca in cui la ricerca del sacro e del significato spirituale è più rilevante che mai, la figura di Veronica e il suo gesto di compassione rimangono un faro di luce e di ispirazione per tutti coloro che cercano la verità e la bellezza nella fede cristiana.

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Redazione