Il Vangelo di oggi 3 Aprile: “non basta leggere bisogna comprendere”

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Il Vangelo di oggi 3 Aprile: "non basta leggere bisogna comprendere"
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Il brano del Vangelo di oggi ci propone una importante riflessione sulla testimonianza e sulla fede autentica.

Gesù ci insegna che la testimonianza autentica di sé non dipende solo da Lui, ma è confermata da testimonianze più alte, come quella di Giovanni Battista.  Le sue opere, compiute nel nome del Padre, sono segno della sua missione divina e della salvezza che porta. I  Giudei, pur conoscendo le Scritture, non riconoscano in Lui l’adempimento delle profezie. La fede (CCC 161), non è solo un’adesione intellettuale, ma una relazione viva con Cristo, che porta alla salvezza.

Dal Vangelo secondo Giovanni 5,31-47

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce. Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita. Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio? Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».

Il Vangelo di oggi 3 Aprile: "non basta leggere bisogna comprendere"
Commento al Vangelo del 3 Aprile

La riflessione sul Vangelo di oggi

Gesù dichiara che non è necessario che sia Lui stesso a testimoniare di sé, poiché altre testimonianze, più alte e autorevoli, lo confermano. Giovanni Battista, come “lampada che arde e risplende”, ha dato testimonianza della verità, ma la testimonianza che Gesù presenta è quella delle sue opere, compiute nel nome del Padre. Queste opere sono segno della sua missione divina, confermata dal Padre stesso, che lo ha mandato per compiere la salvezza.

Gesù rimarca anche come i Giudei, pur conoscendo le Scritture, non comprendano il vero significato di esse, poiché non riconoscono in Cristo l’adempimento delle profezie. Le Scritture “danno testimonianza di me” (Gv 5,39), ma essi si fermano alla lettura superficiale, senza accogliere il messaggio profondo di salvezza che si realizza in Lui. Questo atteggiamento è un monito per tutti noi: la fede non è solo un’adesione intellettuale alla parola di Dio, ma una relazione viva con Cristo, che porta alla salvezza (cfr. CCC, 161).

Gesù sottolinea l’importanza dell’amore di Dio, che manca nei cuori di coloro che lo rifiutano. Il Catechismo (2796) ci insegna che la vera fede è sempre accompagnata dall’amore di Dio, che ci spinge ad accogliere Cristo e a vivere secondo il suo Vangelo.

Infine, Gesù cita Mosè, mostrando che se i Giudei veramente credessero nelle Scritture, avrebbero creduto in Lui, poiché Mosè ha scritto di Lui. Questo passaggio ci invita a riflettere su come la fede autentica sia un cammino di continua apertura al mistero di Cristo, il compimento delle Scritture e della promessa di salvezza.

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