Il Vangelo di oggi 2 Aprile: “Non essere ipocrita”

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Il Vangelo di oggi 2 Aprile: "Non essere ipocrita"
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Nel brano del Vangelo di oggi, ci viene proposto un grande interrogativo:” Può forse un cieco guidare un altro cieco?

Gesù in questo testo ci offre una serie di insegnamenti morali che ci invitano a riflettere sulla nostra condizione di peccatori e sull’importanza di vivere in coerenza con i principi cristiani.

Dal Vangelo secondo Luca 6,39-45

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.
Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda».

Il Vangelo di oggi 2 Aprile: "Non essere ipocrita"
Commento al Vangelo del 2 Aprile

La riflessione sul Vangelo di oggi

Questo passo mette in luce la necessità di una corretta preparazione spirituale per essere guide per gli altri. Come sottolinea il Catechismo della Chiesa Cattolica (904), ogni cristiano è chiamato a diventare testimone del Vangelo nella propria vita, ma affinché questo avvenga, è necessaria una continua purificazione e adesione alla volontà di Dio.

La parabola prosegue, parlando della pagliuzza e della trave, invitandoci a riflettere sulla nostra inclinazione al giudizio verso gli altri senza considerare prima le nostre pecche. Gesù ci esorta a non essere ipocriti, ma a guardare prima dentro noi stessi per rimuovere ciò che ostacola il nostro cammino verso la santità. In Matteo (7,3-5), Gesù dice: “Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo?” Questo ci invita a essere più umili e a riconoscere le nostre colpe, senza nascondere la nostra miseria spirituale dietro il giudizio verso gli altri.

Il brano si conclude con la parabola sugli alberi che riconosciamo dai loro frutti. Esempio che ci mostra come la vita di un cristiano debba essere una testimonianza concreta del bene che abita nel suo cuore. Come afferma il Catechismo (1992), la grazia di Dio, che agisce nel nostro cuore, ci porta a compiere opere di carità e giustizia, manifestando così la nostra fede. Gesù ci insegna che le parole e le azioni sono un riflesso di ciò che abbiamo nel cuore. Se il nostro cuore è puro, anche le nostre azioni saranno buone e guideranno gli altri verso Dio.

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