La Quaresima è un periodo di profonda trasformazione, non solo di rinuncia ma anche di crescita spirituale.
Sei santi offrono riflessioni sull’importanza del digiuno e della conversione del cuore, invitando i cristiani a vivere autenticamente, a combattere il male ed a cercare una connessione col Padre.
La Quaresima rappresenta un cammino di preparazione spirituale per i cristiani, un percorso che accompagna per quaranta giorni la comunità cattolica verso la Pasqua. I quaranta giorni, domeniche escluse, evocano il digiuno di Gesù nel deserto. Questo tempo sacro ci invita a riflettere, sul suo esempio, su come trasformare le nostre vite attraverso la preghiera, il digiuno e le opere di carità.
I santi ed i beati della Chiesa ci offrono alcune riflessioni preziose su come riuscire a vivere autenticamente questo percorso di purificazione e rinascita spirituale.
San Agostino: La croce come guida
San Agostino, una delle figure più influenti della teologia cristiana, ci ricorda che il digiuno e la penitenza non sono semplici atti di rinuncia, ma strumenti di trasformazione interiore. Nella sua omelia 205, Agostino afferma che figure bibliche come Mosè ed Elia, così come Cristo stesso, hanno digiunato per mostrarci che la nostra vita deve essere orientata verso Dio. “Non ci si deve adattare a questo mondo – dice – ma piuttosto crocifiggere il vecchio uomo in noi”. Questo richiamo all’ascetismo è un invito a rivestirci di Cristo e a vivere con uno spirito rinnovato, lontano dalle tentazioni terrene.
San Giovanni XXIII: La solidarietà con i poveri
Il messaggio di San Giovanni XXIII in occasione dell’inizio della Quaresima nel 1963 ci invita a non dimenticare i bisognosi. “Non permettete che il gusto dei beni materiali indurisca il nostro cuore”, avverte. Questo richiamo alla responsabilità sociale è cruciale, specialmente in un’epoca in cui le disuguaglianze sono sempre più evidenti. La Quaresima diventa quindi non solo un momento di preghiera e digiuno, ma anche un’opportunità per attivarsi in opere di carità, rispondendo al lamento dei poveri e degli esclusi.
San Giovanni Paolo II: La profondità della rinuncia
La rinuncia durante la Quaresima, secondo San Giovanni Paolo II, deve servire come preparazione per un incontro più profondo con Dio. Durante l’udienza generale del 21 marzo 1979, il Papa sottolinea che il digiuno non è un fine in sé, ma un mezzo per alimentare il nostro uomo interiore con valori spirituali più elevati. La Quaresima diventa quindi un’opportunità per riflettere su cosa ci nutre realmente e su come possiamo rimanere fedeli alla nostra vocazione cristiana.

Beato Álvaro del Portillo: Vigilanza e preghiera
Il Beato Álvaro del Portillo ci esorta a rimanere vigili contro le tentazioni del Maligno. La Quaresima è un tempo di lotta spirituale, in cui la preghiera e la penitenza sono le nostre armi più potenti. La sua affermazione che “il demonio non si prende mai vacanza” ci ricorda l’importanza di rimanere sempre in guardia, non solo durante questo periodo, ma in ogni giorno della nostra vita. La vigilanza spirituale è essenziale per mantenere la nostra fede salda e per resistere alle insidie che ci allontanano da Dio.
Il cammino quaresimale è un invito a crescere nella fede e nella carità, a riflettere sulle nostre azioni ed a rinnovare la nostra vita alla luce del Vangelo. Con la preghiera, il digiuno e le opere di carità, possiamo vivere una Quaresima che non solo ci avvicina a Dio, ma ci rende anche strumenti di giustizia e amore nel mondo.