Il novantesimo anniversario di don Tonino Bello viene ricordato dai suoi studenti ed in particolare da Giancarlo Piccinni.
Don Tonino, sacerdote e profeta di speranza, ha sempre ispirato i giovani, trasmettendo messaggi di pace e ottimismo. La sua eredità continua a vivere. ispirando generazioni e lasciando un segno indelebile nei cuori di coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo.
Don Tonino nelle parole dei suoi studenti
Giancarlo Piccinni, uno dei suoi studenti, rievoca con affetto e ammirazione i momenti trascorsi con questo straordinario sacerdote e vescovo, noto per il suo carisma e la sua profondità spirituale. “La speranza è un camminare, un andare oltre”, diceva Don Tonino, un pensiero che risuona ancora oggi con una freschezza sorprendente.
Nato ad Alessano nel 1935, Don Tonino è stato un uomo di grande spessore, capace di trasmettere un messaggio di pace e amore che travalicava le barriere del tempo. Piccinni ricorda in una intervista rilasciata ad Agensir.it il suo primo incontro nel 1965, quando era solo un bambino. Don Tonino, allora vicerettore del seminario diocesano di Ugento, visitava spesso la sua famiglia e celebrava la Messa in modo unico, catturando l’attenzione dei fedeli con la sua originalità e l’autenticità del suo messaggio. “Non era un vescovo fatto in serie”, affermava l’arcivescovo di Lecce, Michele Mincuzzi, sottolineandone l’unicità del suo approccio pastorale.
La Fondazione Don Tonino Bello
La Fondazione Don Tonino Bello, creata dai suoi familiari, è un luogo di accoglienza e dialogo, aperto a tutti coloro che desiderano approfondire la sua figura e il suo pensiero. In questi trent’anni, ha visto passare numerose personalità , da fedeli a esponenti della società civile, tra cui Papa Francesco. La sua casa, simbolo di apertura e accoglienza, è un punto di riferimento per chi cerca di vivere i valori cristiani nella quotidianità .
Un uomo di dialogo
Don Tonino era un uomo di dialogo, capace di avvicinarsi a tutti, indipendentemente dalle differenze. Credeva fermamente che ogni persona fosse creata a immagine di Dio, e questo lo spingeva a scoprire e valorizzare il buono in ciascuno. Piccinni condivide un ricordo significativo della sua giovinezza, quando incontrò Carlo Carretto e don Zeno Saltini. Ogni esperienza era un’opportunità per crescere e riflettere, e Don Tonino era sempre pronto a incoraggiarlo. “Che segni hanno lasciato nel tuo cuore?”, chiedeva, dimostrando un interesse genuino per il benessere spirituale dei suoi studenti.

Messaggi di speranza
Le parole che Don Tonino ha rivolto ai giovani poche settimane prima della sua morte, nel Giovedì Santo del 1993, sono un manifesto della sua visione. Desiderava che i ragazzi coltivassero i loro sogni e mantenessero la purezza dei loro occhi, affinché non si offuscassero mai dalla tristezza. Questo messaggio di speranza è un inno alla vita e alla resilienza.
Nonostante la sofferenza che ha affrontato negli ultimi giorni, la sua luce non si è spenta. “A morire fu la morte”, afferma Piccinni, sottolineando come Don Tonino continui a vivere nei cuori di chi lo ha amato e seguito. La sua eredità rimane viva, e il suo messaggio di pace e giustizia sociale continua a guidare le nuove generazioni nell’affrontare le sfide del presente. Don Tonino Bello è un profeta di speranza, un faro luminoso che invita tutti a camminare insieme verso un futuro migliore.