Seconda Assemblea del Cammino Sinodale in Italia: un confronto acceso ha portato a rinviare il termine del Cammino di sei mesi.
I 900 delegati hanno sollevato forti riserve sul testo delle Proposizioni, chiedendo ulteriore tempo per elaborare emendamenti e riflessioni, evidenziando la necessità di un dialogo sinodale più profondo.
Riserve e proposte
La decisione di posticipare la conclusione del Cammino di sei mesi ha sollevato interrogativi e speculazioni su ciò che è realmente accaduto durante questa assemblea. Questo rinvio non è stato un semplice ritardo burocratico, ma piuttosto un segnale chiaro di una crisi di comunicazione e di un dibattito interno vivace e necessario.
Durante le sessioni, la quasi totalità dei 51 delegati che hanno preso la parola ha espresso riserve significative riguardo al testo delle Proposizioni presentato. Non si è trattato di una bocciatura, ma piuttosto di un riconoscimento dell’inadeguatezza del documento, che necessitava di ulteriori riflessioni e correzioni. In particolare, è emersa la richiesta di non porre limiti al numero degli emendamenti nei gruppi di lavoro. Questo spirito di apertura ha portato alla creazione di un’ampia gamma di proposte, con centinaia di emendamenti discussi e analizzati.
Compressione dei tempi e comunicazione
Un elemento chiave che ha influenzato l’andamento dell’assemblea è stata la compressione dei tempi: le 196 sintesi diocesane, arrivate a inizio marzo, sono state elaborate in un documento finale che, sebbene inizialmente corposo, è stato ridotto drasticamente da 74.000 a meno della metà dei caratteri. Questo snellimento ha comportato l’eliminazione di citazioni fondamentali e contestualizzazioni necessarie, rendendo il testo finale difficile da comprendere e da utilizzare come base per il dibattito. La fretta ha quindi giocato un ruolo negativo, evidenziando quanto sia cruciale dare il giusto tempo alla riflessione e al confronto.
In aggiunta, la mancanza di comunicazione chiara e approfondita sul genere letterario delle Proposizioni ha creato confusione. Questi documenti non rappresentano una mera raccolta di tutte le opinioni espresse, ma piuttosto un insieme di indicazioni e priorità che dovrebbero guidare il lavoro futuro. L’interpretazione errata di questo aspetto ha contribuito alle tensioni in assemblea e al desiderio di un’approfondita revisione.

Valore della sinodalitÃ
Nonostante le difficoltà , è interessante notare come questo processo abbia messo in luce il valore della sinodalità , che non è sinonimo di uniformità , ma di una ricchezza di prospettive diverse. La dialettica ecclesiale, che include il confronto e il dissenso, è fondamentale per una reale crescita della comunione. La Chiesa, infatti, è chiamata a riflettere su come le differenze possano diventare un punto di forza, piuttosto che una fonte di divisione.
La fase attuale del Cammino sinodale è profetica e richiede un ulteriore apporto spirituale. Non basta più l’ascolto o il discernimento: è necessario un confronto che porti alla scoperta di verità più profonde e a decisioni condivise. Questa dinamica è simile a quanto avvenne nel Concilio di Gerusalemme, dove le discussioni e i dissensi tra gli Apostoli portarono a un accordo illuminato dallo Spirito Santo.
Il prolungamento del Cammino sinodale e la convocazione di una terza Assemblea sinodale il 25 ottobre, seguita dall’80ma Assemblea ordinaria della CEI a metà novembre, rappresentano un’opportunità per approfondire il dialogo e affinare le proposte. È un invito a tutti i fedeli a investire tempo e risorse nella riflessione collettiva, per giungere a soluzioni che rispondano veramente alle esigenze della comunità ecclesiale.
In questo momento di crisi, si può intravedere una possibilità di rinnovamento e crescita spirituale. Lo Spirito Santo, che opera in modi misteriosi, ci guida nel nostro cammino, ricordandoci che la vera sinodalità richiede pazienza e apertura. La Chiesa italiana, attraverso questo percorso, è chiamata a diventare un luogo di ascolto e di accoglienza, capace di esprimere la diversità come un valore fondamentale nell’unità del corpo di Cristo.